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  <title>Graziano Scappatura</title>
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    <description>Blog di Graziano Scappatura</description>
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    <title>Impressioni di Parigi</title>
    <dc:creator>rocsca</dc:creator>
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        <pubDate>Sun, 11 Nov 2012 16:48:18 +0100</pubDate>
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&lt;p&gt;Ho aspettato pazientemente che arrivasse il momento di fare un viaggio a &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;. La pazienza e&apos; stata premiata proprio nel momento in cui attorno a me &apos;&lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;&apos; tornava ricorrentemente a proporsi nella mia quotidianita&apos;. Dai libri, dalla televisione, dai discorsi con gli amici, da &lt;b&gt;Internet&lt;/b&gt;. Tutto mi suggeriva &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;. E quando mi e&apos; stato proposto di passare un lungo fine settimana in questa splendida realta&apos;, non ho avuto esitazioni. E poi tutto mi lasciava presagire che era un momento propizio. Anche la stagione. La primavera ci avrebbe permesso di visitare questa citta&apos; magari baciata dal candido sole di questo periodo dell&apos;anno. E se poi non ci fosse stato, anche il grigio del cielo che tipicamente l&apos;avvolge e la pioggia fine che la bagna, non avrebbe mutato il fascino, ma avrebbe cambiato in noi solo il modo di percepirlo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/eb214b81-4cf6-49f3-8d02-6554c1a0bdcb&quot; title=&quot;Pont Neuf&quot; align=&quot;center&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;509&quot;&gt;&lt;/center&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;L&apos;arrivo all&apos;aeroporto &lt;b&gt;Charles De Gualle&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; mi ha fatto avvertire che tanta differenza con l&apos;&lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt; poi non c&apos;e&apos;. Per prendere un biglietto della &lt;b&gt;RER&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;Reseau Express Regional&lt;/i&gt;, i treni regionali che collegano i sobborghi al centro di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;) per arrivare a &lt;b&gt;Gare du Nord&lt;/b&gt;, abbiamo fatto in pratica una coda che e&apos; durata piu&apos; del viaggio in aereo. Non solo perche&apos; non c&apos;erano macchinette automatiche per i biglietti della &lt;b&gt;RER&lt;/b&gt;, ma anche perche&apos; della decina di sportelli della biglietteria, solo uno era aperto.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Una volta fatto il biglietto, arriviamo facilmente a &lt;b&gt;Gare du Nord&lt;/b&gt; e da li&apos; ci incamminiamo verso il vicino albergo nella zona di &lt;b&gt;Montmartre&lt;/b&gt;, cosi&apos; chiamata perche&apos; dominata dalla collina (&lt;b&gt;Butte de Montmartre&lt;/b&gt;) sulla quale i romani decapitarono &lt;b&gt;Saint-Denis&lt;/b&gt;. La zona visse momenti di fervore artistico durante la &lt;b&gt;Belle Epoque&lt;/b&gt;, e comunque conserva un fascino immortale. Visto il richiamo turistico del quartiere ci eravamo illusi, quindi, che fosse accogliente e ospitale. Se non che ci accorgiamo presto di essere capitati nel sobborgo &apos;&lt;b&gt;Maghreb&lt;/b&gt;&apos; del quartiere. Un ambiente, all&apos;apparenza, del tutto ostile e sudicio. E alla vista di cio&apos; ho continuato ad elaborare nella mia mente i confronti con l&apos;&lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/be577b7d-3b79-466f-90ea-0a0ae4281277&quot; title=&quot;Moulin Rouge&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;145&quot;&gt;Dopo esserci sistemati velocemente nelle stanze, ci siamo precipitati fuori per mettere qualcosa di pratico e sostanzioso sotto i denti. Per poi catapultarci verso la vicina &lt;b&gt;place Pigalle&lt;/b&gt;. E nell&apos;avvicinarci, arrivando dalla stazione metropolitana di &lt;b&gt;Barbes Rochechouart&lt;/b&gt;, era un crescendo di luci e movimento. Una progressione di colori e la curiosita&apos; del quartiere a luci rosse pian piano cominciava a materializzarsi. Quasi invitava ad entrare e a sbirciare cosa dentro ci fosse, ma forse erano i &lt;i&gt;PR&lt;/i&gt; che stavano davanti al locale - per lo piu&apos; gente dell&apos;&lt;b&gt;Est&lt;/b&gt; o &lt;b&gt;Nordafricani&lt;/b&gt; - che infondevano in noi diffidenza e ci davano delle buone ragioni per andare dritto. Tuttavia, nessuno e&apos; stato mai invadente e mai e&apos; stato antipatico nel rapportarsi a noi. Ma la loro presenza sposava il preconcetto del malaffare che spesso si associa a queste etnie quando trovi di queste persone in determinati contesti.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La nostra passeggiata prosegue per &lt;b&gt;boulevard de Clichy&lt;/b&gt; e ci fermiamo davanti al &lt;b&gt;Moulin Rouge&lt;/b&gt; per dei doverosi scatti da portare indietro come ricordo. Sebbene qualcuno di noi ci avesse spudoratamente creduto di riuscire ad entrare vestendosi di un elegantissimo doppio petto, si e&apos; dovuto irrevocabilmente ricredere visto il proibitivo prezzo del biglietto d&apos;ingresso.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Al mattino e&apos; stato pressocche&apos; impossibile trovare nel nostro quartiere un &lt;i&gt;cafe&apos;&lt;/i&gt; tipico parigino. Uno di quelli con i tavolini all&apos;aperto dove ti siedi e ti viene servito un &lt;i&gt;cafe&apos; creme&lt;/i&gt; e una &lt;i&gt;brioche&lt;/i&gt; e ti confondi tra un &lt;b&gt;Parigino&lt;/b&gt; e un turista. Abbiamo finito di fare una volta il giro del quartiere e abbiamo iniziato un secondo giro e alla fine abbiamo deciso di fermarci al &lt;i&gt;bar&lt;/i&gt; di un simpaticissimo tunisino che faceva degli ottimi caffe&apos; espresso e aveva dei dolci altrettanto buoni oltre ai &lt;i&gt;croissant&lt;/i&gt;, tutti rigorosamente ed esageratamente carichi di burro, prodotti nell&apos;annessa rosticceria a conduzione familiare. Di questo posto ne abbiamo fatto un ritrovo obbligatorio giornaliero, se non per il mattino quando partivamo per il nostro &lt;i&gt;tour&lt;/i&gt; quotidiano, la sera quando arrivavamo, non solo per i prezzi onesti che aveva, ma soprattutto per la grande umanita&apos; della gente che lo frequentava. &lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Dopo un appagante &lt;i&gt;cafe&apos; lounge&lt;/i&gt; e un enorme &lt;i&gt;croissant&lt;/i&gt; con &lt;i&gt;creme&lt;/i&gt;, attraversiamo il trafficatissimo  &lt;i&gt;halles&lt;/i&gt;di &lt;b&gt;rue de la Chapelle&lt;/b&gt;, che si svolge sotto la soprelevata della linea della metro che in quel punto esce fuori dalle viscere di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;. Nella bolgia assistiamo ad un ammanettamento in diretta di un &lt;b&gt;Islamico&lt;/b&gt; che aveva appena finito di fare a cazzotti con qualche suo simile. Ma non ci saremmo mai accorti di nulla, tant&apos;e&apos; la concitazione in quell&apos;&lt;i&gt;halles&lt;/i&gt; che lo fa per molti aspetti assomigliare al &lt;i&gt;souq&lt;/i&gt; all&apos;interno della medina di &lt;b&gt;Marrakech&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/37987b43-fb0d-4eb7-bb61-a7bacc8f8a88&quot; title=&quot;Tour Eiffel&quot; align=&quot;right&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;112&quot;&gt;A &lt;b&gt;Garde du Nord&lt;/b&gt; facciamo il nostro abbonamento di tre giorni che per venti euro e settanta centesimi ci permettera&apos; di muoverci in liberta&apos; nell&apos;&lt;i&gt;intra-muros&lt;/i&gt; di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; con la metro o con gli &lt;i&gt;autobus&lt;/i&gt; (di cui non ci siamo mai serviti). La nostra prima destinazione e&apos; la &lt;b&gt;Tour Eiffel&lt;/b&gt;. Alla sua visione ne rimaniamo stupiti dalle dimensioni ma non certo dall&apos;aspetto. Ci rendiamo conto del perche&apos; molti &lt;b&gt;Parigini&lt;/b&gt; con spregio la chiamano l&apos;&apos;&lt;i&gt;asparago di ferro&lt;/i&gt;&apos;. E forse la giornata grigia e dal freddo vento pungente che spira nei grandi spazi aperti che si aprono sotto essa, che ne ha amplificato questo aspetto inquietante. In tanti, tantissimi, comunque erano in fila per prendere gli ascensori che consentono di salire ad uno dei tre ripiani a cui e&apos; permesso accedere. Noi deliberatamente abbiamo proseguito, attraversando il ponte e dirigendoci verso &lt;b&gt;place du Trocadero&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E&apos; impossibile non fermarsi davanti alle fontane e agli artistici giochi d&apos;acqua dei &lt;b&gt;Jardins du Trocadero&lt;/b&gt;. E ogni possibile angolatura e&apos; diventata uno sfondo plausibile per le nostre foto. Salendo sulla balconata abbiamo invece potuto ammirare la vista sui sottostanti giardini e, oltre la &lt;b&gt;Senna&lt;/b&gt;, la &lt;b&gt;Tour Eiffel&lt;/b&gt;, il retrostante &lt;b&gt;Parc du Champ de Mars&lt;/b&gt; e un ampio panorama della citta&apos;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Cartina alla mano, in poche decine di minuti siamo arrivati all&apos;&lt;b&gt;Arc de Triomphe&lt;/b&gt;, percorrendo &lt;b&gt;avenue Kleber&lt;/b&gt;, un elegante e raffinato &lt;i&gt;boulevard&lt;/i&gt; costellato da &lt;i&gt;boutique&lt;/i&gt; di lusso frequentate necessariamente da una clientela altolocata, che partono a raggera da &lt;b&gt;place du Trocadero&lt;/b&gt;. L&apos;enorme rotonda che l&apos;accerchia e il grande traffico che la stessa rotonda convoglia, rendono praticamente impossibile l&apos;attraversamento pedonale. Tuttavia un lungo sottopasso consente di raggiungere il mausoleo che difatti e&apos; una meta molto popolare tra i visitatori di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;. D&apos;altra parte questa enorme struttura posta al centro di &lt;b&gt;place de Charles De Gualle&lt;/b&gt;, voluta da &lt;b&gt;Napoleone&lt;/b&gt; per celebrare le sue conquiste, corrisponde al nostro &lt;b&gt;Altare della Patria&lt;/b&gt;. Ai suoi piedi infatti brucia ininterrottamente una fiamma accesa dal 1919 in memoria di tutti i caduti per la patria.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ci incamminiamo quindi per &lt;b&gt;avenue des Champes Elysee&lt;/b&gt;, immettendoci difatti in quella che viene chiamata &lt;b&gt;Voie Triomphale&lt;/b&gt; o &lt;b&gt;Axe Historique&lt;/b&gt; (&apos;&lt;i&gt;Asse Storico&lt;/i&gt;&apos;) che e&apos; la direttrice che attraversa la citta&apos; da sud-est a nord-ovest, fino alla &lt;b&gt;Grande Arche&lt;/b&gt; nel quartiere della &lt;b&gt;Defense&lt;/b&gt; (*). Percorriamo un bel tratto quando decidiamo di fermarci a pranzo. Poi riprendiamo ma e&apos; difficile riuscire a percorrere tutta la via e per la lunghezza e per l&apos;elevata concentrazione di negozi di &lt;i&gt;griffe&lt;/i&gt; che difficilmente si riesce a passare davanti senza fermarsi catturati dalle accattivanti vetrine o solo per il risalto del marchio.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/8ff58106-ec00-4927-82d7-5cad972de914&quot; title=&quot;L&apos;Arc de Triomphe visto da avenue des Champes Elysee&quot; align=&quot;center&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;512&quot;&gt;&lt;/center&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Fino a quando non giungiamo al &lt;b&gt;Rond Point Champ Elysee Marcel Dassault&lt;/b&gt;. Da qui il &lt;i&gt;boulevard&lt;/i&gt; si immerge nel verde e i tratti pedonali ai suoi lati diventano ciotolosi. Prima di arrivare a &lt;b&gt;place de la Concorde&lt;/b&gt;, ci lasciamo alla nostra destra il &lt;b&gt;Grand Palais&lt;/b&gt; costruito, con la sua caratteristica copertura in vetro in stile &lt;b&gt;Art Noveau&lt;/b&gt; in occasione dell&apos;&lt;b&gt;Esposizione Universale&lt;/b&gt; del 1900, e l&apos;antistante statua bronzea di &lt;b&gt;Charles De Gualle&lt;/b&gt; a cavallo. Sullo sfondo, invece, proseguendo con lo sguardo verso la &lt;b&gt;Senna&lt;/b&gt;, il bellissimo &lt;b&gt;pont Alexandre III&lt;/b&gt;, costeggiato da sfarzosissime decorazioni dorate.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/9c8b7811-ac43-4e27-8965-460cf19ecb01&quot; title=&quot;Place de la Concorde, l&apos;Assemblee Nationale e la cupola dorata degli Invalides&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;256&quot;&gt;Arrivati a &lt;b&gt;place de la Concorde&lt;/b&gt; facciamo una leggera digressione verso &lt;b&gt;place de la Madeleine&lt;/b&gt; per visitare l&apos;&lt;b&gt;Eglise de la Madeleine&lt;/b&gt;, la chiesa neoclassica costruita al centro della piazza che ha l&apos;aria di un tempio dell&apos;antica grecia. La freddezza dell&apos;architettura non ci ispira al punto di entrare al suo interno. Risaliamo comunque l&apos;antistante scalinata che permette di catturare con lo sguardo tutta la prestigiosa &lt;b&gt;rue Royal&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;place de la Concorde&lt;/b&gt; e oltre, fino all&apos;&lt;b&gt;Assemblee Nationale&lt;/b&gt;, l&apos;edificio che ospita la camera bassa del parlamento francese.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Lungo &lt;b&gt;rue Royale&lt;/b&gt; ci firmiamo per scattare una foto davanti al &lt;b&gt;Maxim&apos;s&lt;/b&gt;, il locale molto frequentato da artisti nella &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; della &lt;b&gt;Belle Epoque&lt;/b&gt;. Ritorniamo cosi&apos; in &lt;b&gt;place de la Concorde&lt;/b&gt;. Da&apos; un brivido pensare il significato di questa grande piazza per &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; e per i &lt;b&gt;Francesi&lt;/b&gt; tutti. Infatti, &lt;b&gt;place de la Concorde&lt;/b&gt;, adornata lateralmente da otto statue muliebri che rappresentano le citta&apos; piu&apos; importanti alla fine del XVIII secolo, e al centro dall&apos;obelisco di granito rosa con la punta dorata, donato dall&apos;&lt;b&gt;Egitto&lt;/b&gt; alla &lt;b&gt;Francia&lt;/b&gt; nel 1831, e&apos; il luogo dove sono state eseguite le decapitazioni di &lt;b&gt;Luigi XVI&lt;/b&gt; e, a seguire, della regina &lt;b&gt;Maria Antonietta&lt;/b&gt;, di &lt;b&gt;Danton&lt;/b&gt; e di &lt;b&gt;Robespierre&lt;/b&gt;. Sul lato nordorientale della piazza si affacciano due degli &lt;i&gt;hotel&lt;/i&gt; storicamente piu&apos; prestigiosi di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;: &lt;b&gt;Hotel de la Marine&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Hotel de Crillon&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Attraversiamo gli enormi cancelli che ci permettono di entrare nel &lt;b&gt;Jardin des Tuileries&lt;/b&gt;, lasciandoci alla nostra destra l&apos;&lt;b&gt;Orangerie&lt;/b&gt; e alla nostra sinistra il &lt;b&gt;Jeu de Paume&lt;/b&gt;. Quest&apos;ultimo e&apos; il palazzo cosi&apos; chiamato perche&apos; l&apos;antistante spazio era destinato al gioco della pallacorda e ospitava un tempo una prestigiosa collezione di quadri impressionisti, adesso spostata al &lt;b&gt;Musee d&apos;Orsay&lt;/b&gt;. Mentre l&apos;&lt;b&gt;Orangerie&lt;/b&gt; ospita una non meno importante collezione impressionista, notevolmente impreziosita dalla presenza delle due camere ovali sulle cui pareti e&apos; apposto &lt;b&gt;Le ninfee&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;Monet&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/539a3a4f-63f8-4fbc-8bbb-21069bef8cdf&quot; title=&quot;Arc de Triomphe du Carrousel&quot; align=&quot;right&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;136&quot;&gt;L&apos;entrata nei giardini ci restituisce una sensazione di tranquillita&apos; del tutto benefica dopo i diversi chilometri fin la&apos; percorsi. E noi  l&apos;assecondiamo totalmente sedendoci sulle pesanti sedie di acciaio dipinte di verde ai lati della enorme vasca circolare che si incontra poco dopo l&apos;ingresso nel giardino. Anche non leggendolo e avendo visto i giardini di &lt;b&gt;Versailles&lt;/b&gt; si puo&apos; facilmente percepire che i loro progetti hanno molto in comune, se non altro nello stile adottato. Difatti, a disegnare questo spazio verde nel centro di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; e&apos; stato &lt;b&gt;Andre Le Notre&lt;/b&gt;, che progetto&apos; anche i giardini di &lt;b&gt;Varsailles&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Alla fine dei giardini, prima di arrivare a &lt;b&gt;place du Carrousel&lt;/b&gt;, si erge l&apos;&lt;b&gt;Arc de Triomphe du Carrousel&lt;/b&gt;, un arco di dimensioni ridotte rispetto all&apos;&lt;b&gt;Arc de Triomphe&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;place de Charles De Gualle&lt;/b&gt;, ma comunque molto suggestivo. E suggestiona ancora di piu&apos; leggere sulla nostra guida che &lt;b&gt;Napoleone&lt;/b&gt; lo volle per celebrare le vittorie delle battaglie del 1805 e che al posto della quadriga che oggi e&apos; posta sopra l&apos;arco, che segna il ritorno dei &lt;b&gt;Borboni&lt;/b&gt; sul trono di &lt;b&gt;Francia&lt;/b&gt; nel 1828, quando fu costruito, al suo posto un tempo c&apos;erano i &lt;b&gt;Cavalli di San Marco&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/d7a5b62d-9ab3-416c-8d39-93a0b1631271&quot; title=&quot;Louvre e Grande Pyramide al centro del Cour Carree&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;307&quot;&gt;Davanti a noi e&apos; gia&apos; perfettamente visibile la &lt;b&gt;Grande Pyramide&lt;/b&gt;, la struttura di forma piramidale in vetro alta 21 metri al centro del &lt;b&gt;Cour Carree&lt;/b&gt; (&apos;&lt;i&gt;Cortile Quadrato&lt;/i&gt;&apos;). Attorno al &lt;b&gt;Cour Carree&lt;/b&gt; si sviluppano le tre sezioni del &lt;b&gt;Louvre&lt;/b&gt; (&lt;b&gt;Ala Denon&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Ala Sully&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Ala Richelieu&lt;/b&gt;). Sotto questo spiazzo, invece, accessibile dalle scale mobili poste all&apos;interno della &lt;b&gt;Grande Pyramide&lt;/b&gt;, si estende la &lt;b&gt;Hall Napoleon&lt;/b&gt;, che e&apos; la sezione del &lt;b&gt;Louvre&lt;/b&gt; ad accesso libero.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il fulcro della &lt;b&gt;Hall Napoleon&lt;/b&gt; e&apos; il &lt;b&gt;Carrousel du Louvre&lt;/b&gt;, il centro commerciale che ospita la controparte antitetica della &lt;b&gt;Grande Pyramide&lt;/b&gt;, ovvero la &lt;b&gt;Pyramide Inversee&lt;/b&gt;, che e&apos; una piramide di dimensioni piu&apos; ridotte che sviluppa con la punta verso il basso, con il vertice che giunge fino a un metro e mezzo di distanza dal suolo della &lt;b&gt;Hall Napoleon&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il fascino dato da &lt;b&gt;Dan Brown&lt;/b&gt; a questo pezzo di &lt;b&gt;Louvre&lt;/b&gt; ne &lt;a href=&apos;http://www.rocsca.it/blog/entry/il_codice_da_vinci&apos;&gt;Il Codice Da Vinci&lt;/a&gt; e&apos; completamente sminuito da bambini estasiati da questa particolare struttura e dalla curiosita&apos; che suscita. E nulla sono riuscito a pronunciare dopo questa visione relativamente al commento &apos;&lt;i&gt;Una ferita sulla faccia di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&apos; del &lt;b&gt;commissario Fache&lt;/b&gt; nelle prime pagine del romanzo, riferendosi a questo complesso architettonico in stile neomoderno, progettato dall&apos;architetto americano di ori&#173;gine cinese &lt;b&gt;I.M. Pei&lt;/b&gt;, voluto dall&apos;allora presidente &lt;b&gt;Mitterand&lt;/b&gt;. Realmente, qualunque cosa avrei detto, avrei sbagliato. Proprio come il professor &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt;, protagonista del romanzo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Giriamo velocemente nel &lt;b&gt;Carrousel du Louvre&lt;/b&gt;, soffermandoci negli spazi piu&apos; interessanti aperti a tutti, come la sala che ospita la mostra sulla storia del museo, ma poi andiamo via. La visita delle gallerie del &lt;b&gt;Louvre&lt;/b&gt; non era nei miei piani. Era anche tardi ed eravamo stanchi. Prendiamo la metropolitana dalla stazione sotto &lt;b&gt;rue de Rivoli&lt;/b&gt; e cosi&apos; si conclude questa giornata, senza nemmeno esser riuscito ad organizzare per nulla la gita fuoriporta a &lt;b&gt;Giverny&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Sono riuscito a malapena a capire che sarei dovuto uscire di buon mattino dall&apos;albergo e raggiungere la stazione di &lt;b&gt;Gare de l&apos;Est&lt;/b&gt;. Da li&apos; poi prendere un &lt;b&gt;RER&lt;/b&gt; che mi avrebbe portato a &lt;b&gt;Vernon&lt;/b&gt; e poi, se avessi avuto un po&apos; di fortuna, avrei trovato un &lt;i&gt;autobus&lt;/i&gt; turistico che mi avrebbe portato fino a &lt;b&gt;Giverny&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Una follia pensavo tra me e me al mattino seguente uscendo dall&apos;albergo vagando per le strade di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;, baciate da uno splendido sole che tuttavia faceva fatica a riscaldare l&apos;aria gelida delle prime ore dell&apos;alba. Ma d&apos;altronde era alta la voglia di non sprecare una giornata di questa breve parentesi parigina nel &lt;i&gt;caos&lt;/i&gt; inutile di &lt;b&gt;Disneyland&lt;/b&gt;, nonostante l&apos;ottima compagnia.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La mia audacia e&apos; stata presto premiata visto che inaspettatamente al centro informazioni della stazione mi hanno subito dato un &lt;i&gt;depliant&lt;/i&gt; con il ricco programma previsto per consentire di visitare il paesino che per tanto tempo ha ospitato e ispirato il grande maestro dell&apos;&lt;b&gt;Impressionismo&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Claude Monet&lt;/b&gt;. E la cosa mi ha iniettato una fiducia che e&apos; perdurata in me per tutta la giornata, trasformandosi in eccitazione e forse tanto di piu&apos;. Avevo scelto una cosa che mi piaceva, avevo seguito il mio cuore e tutto si e&apos; mosso perche&apos; si verificasse quello che avevo immaginato per quella giornata.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/87378b8f-b862-4363-b37b-12269f63d628&quot; title=&quot;I fiori del giardino davanti alla casa di Monet&quot; align=&quot;right&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;260&quot;&gt;Mi sono accorto presto che a &lt;b&gt;Giverny&lt;/b&gt; ci stava per andare un fiume di persone. Mentre realizzo cio&apos;, sul comodissimo treno che attraversa silenziosamente e quasi sembra planare sul &lt;b&gt;Lungosenna&lt;/b&gt;, fuori da &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;, in direzione della &lt;b&gt;Bassa Normandia&lt;/b&gt;, immerso in un paesaggio da favola, il cielo comincia a velarsi di un sottile strato di nubi alte. Quanto basta per non poter vedere i fiori del &lt;b&gt;Jardin de l&apos;Eau&lt;/b&gt; irradiati dai raggi del sole, che sicuramente avrebbero ancora di piu&apos; accentuato la vivacita&apos; dei colori. Ma forse sarebbe stato troppo. Avrei potuto rimanerci imprigionato con il cuore in quel giardino. Una sorta di sensazione di &lt;i&gt;mal d&apos;&lt;b&gt;Africa&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; proiettata nei quadri di &lt;b&gt;Monet&lt;/b&gt;, vissuta in un attimo senza tempo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Alla stazione dei treni di &lt;b&gt;Vernon&lt;/b&gt; mi precipito subito alla ricerca della fermata degli &lt;i&gt;autobus&lt;/i&gt; per &lt;b&gt;Giverny&lt;/b&gt;, ma e&apos; subito fuori. Con prepotenza sono il primo nella fila per salire sull&apos;&lt;i&gt;autobus&lt;/i&gt;. Per scongiurare ogni lontana possibilita&apos; di aspettare un altro turno e perdere cosi&apos; del tempo prezioso che avrei potuto dedicare alla mia escursione unica. Dal parcheggio poco fuori dal grazioso borgo di &lt;b&gt;Giverny&lt;/b&gt;, raggiungiamo a piedi in pochi minuti la casa-museo di &lt;b&gt;Monet&lt;/b&gt; lungo la via principale del paese. Ma la fila per entrare e&apos; gia&apos; lunghissima. E l&apos;unica soluzione e&apos; sorbirsi un&apos;ora e passa di coda. Dopo aver comprato il biglietto per sette euro, si e&apos; proiettati subito nell&apos;anticamera del &lt;i&gt;tour&lt;/i&gt;, che e&apos; costituito da uno stanzone luminosissimo dove sono in vendita i &lt;i&gt;souvenir&lt;/i&gt; carichi di tutti quei colori che hanno caratterizzato la vita di &lt;b&gt;Monet&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/0cf3550a-d2ec-4228-b3f5-a3974a59b940&quot; title=&quot;Casa di Monet a Giverny&quot; align=&quot;center&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;508&quot;&gt;&lt;/center&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;L&apos;uscita da&apos; sui giardini antistanti alla famosa casa dai colori pastello rosa e verde. Anche i bagni per i vistatori sono adornati da riproduzioni di quadri di &lt;b&gt;Monet&lt;/b&gt; e, dopo aver apprezzato questo particolare e aver respirato profondamente l&apos;aria e i colori del giardino fiorito, mi appropinquo alla visita della casa lungo un percorso guidato che attraversa le camere piu&apos; significative. Una novita&apos; piacevole e&apos; per me il gusto del pittore anche nel creare il suo &lt;i&gt;habitat&lt;/i&gt; dentro le quattro mura. Ricca di colori pastello ognuno sapientemente accostato ad ogni ambiente della casa. Senza immaginarmelo prima, e&apos; stato cosi&apos; che un lungo lasso di tempo di questa visita l&apos;ho trascorso a deliziarmi di questo particolare totalmente a me non noto.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ogni spostamento e&apos; incredibilmente placido e ogni cosa che in me suscita un&apos;emozione e&apos; un&apos;occasione vissuta di contemplazione. Come raramente capita nella vita di tutti i giorni. E&apos; questa la lezione che mi insegna principalmente questa visita. E ne sono quasi commosso dal non avergli dato importanza nei miei giorni passati.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Dal giardino dei rossi tulipani con cui mi sono fatto fotografare da una graziosa turista asiatica, comincio a dirigermi, attraverso lo stonato sottopasso sormontato dalla strada che rappresenta una ferita insabile di un ambiente cosi&apos; magico, nel &lt;b&gt;Jardin de l&apos;Eau&lt;/b&gt;. E tutto diventa ancora piu&apos; lento, il sangue lo sento fluire ancora piu&apos; lentamente nel mio corpo. Il resto sembra lontano. E&apos; un&apos;estasi. Nemmeno andandoci mano nella mano con la donna che piu&apos; si possa amare si potrebbero percepire le stesse sensazioni. E adesso che scrivo me ne rendo conto.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E il mio cuore ritorna a palpitare alla vista di uno dei ponticelli giapponesi tanto amati da &lt;b&gt;Monet&lt;/b&gt; - come deduco da quanto fin la&apos; visto, che tanto amata da lui e&apos; stata tutta la cultura giapponese.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/0860b976-fd69-4729-aa7a-5ebaf8563e82&quot; title=&quot;Jardin d&apos;Eau&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;303&quot;&gt;Contestualmente a &lt;b&gt;Le ninfee&lt;/b&gt;, il ponticello mi fa venire alla mente la prima scena di &lt;a href=&apos;http://www.rocsca.it/blog/entry/midnight_in_paris&apos;&gt;Midnight in Paris&lt;/a&gt;. La&apos; tutto era costruito, a partire dalle ninfee tutte ben posizionate sullo specchio d&apos;acqua su cui rifletteva il sole e sicuramente la luce artificiale del &lt;i&gt;set&lt;/i&gt; cinematografico. Quel giorno invece la pozza d&apos;acqua era buia e solo guardando attentamente distinguevi qualche ninfea sparpagliata qua e la&apos; sotto il filo d&apos;acqua del laghetto che affiora. E poi il cielo velato rendeva tutto meno lucente e tutto piu&apos; malinconico. Ma piu&apos; vero. Piu&apos; affascinante.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Dopo tanto, e una ulteriore lunga sosta nei giardini della casa, esco e intraprendo il percorso escursionistico che si divide per le vie di &lt;b&gt;Giverny&lt;/b&gt; e il territorio circostante. Ma arrivo solo fino alla chiesetta del paese eretta sul cucuzzolo alla cui sommita&apos; si stende il cimitero tra le cui lapidi si puo&apos; facilmente trovare quella di &lt;b&gt;Claude Monet&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Comincia a farsi tardi. Qualche goccia d&apos;acqua cade dal cielo, ma io passeggio incurante verso l&apos;&lt;i&gt;autobus&lt;/i&gt;. E non voglio perdermi nemmeno una passeggiata nel pioppeto vicino al parcheggio, che e&apos; stata fonte di ispirazione di alcuni quadri del maestro. E all&apos;interno del quale e&apos; stato collocato un suo busto.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Un ritorno piu&apos; sereno e anche tanto compiaciuto mi ha dato modo di osservare ancora meglio l&apos;armonia dei paesaggi di quella zona della &lt;b&gt;Francia&lt;/b&gt;, di riflettere sull&apos;importanza del rispetto dell&apos;uomo per la natura e di come questo rispetto sia ampiamente ricompensato, attraverso il benessere - se non altro interiore - che in quel momento stavo provando.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/37dd6852-444a-4d5d-92f8-5fe7c55896bc&quot; title=&quot;Sacre Coeur sulla butte de Montmartre&quot; align=&quot;center&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;504&quot;&gt;&lt;/center&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Tornando a &lt;b&gt;Montmartre&lt;/b&gt;, non ho sprecato un attimo del mio tempo e della mia tanta energia accumulata per fare un giro su al &lt;b&gt;Sacre Coeur&lt;/b&gt;, salendo per la strade e la scalinata lunghe e ripide, a volte puzzolenti e sempre rumorose, che dal quartiere &lt;b&gt;Maghreb&lt;/b&gt; si levano fino alla cima della collina. Un panorama fantastico sulla citta&apos; nonostante il grigio del cielo e le prime ombre della sera. Ma mi siedo tra le panche dell&apos;affollatissima cattedrale e assisto al rito religioso in lingua francese. Ma sto bene. E anche questo acquisisce un senso.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Avrei voluto iniziare a girovagare per questo quartiere, visitare la vicina l&apos;&lt;b&gt;Eglise Saint Pierre de Montmartre&lt;/b&gt; e il &lt;b&gt;Dali&apos; Espace Montmartre&lt;/b&gt;, arrivare a &lt;b&gt;place du Tetre&lt;/b&gt; e passare per tutti quei posti che hanno qualcosa da raccontare. Il &lt;b&gt;Bateau Lavoir&lt;/b&gt;, dove vissero &lt;b&gt;Modigliani&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Picasso&lt;/b&gt; e tanti altri artisti impressionisti nei momenti di estrema poverta&apos;, e il famoso &lt;i&gt;cabaret&lt;/i&gt; &lt;b&gt;Au Lapin Agile&lt;/b&gt;. E poi passeggiare per &lt;b&gt;rue Lepic&lt;/b&gt; e scorrere il &lt;b&gt;Moulin de la Galette&lt;/b&gt; oggetto del quadro di &lt;b&gt;Renoir&lt;/b&gt; intitolato &lt;b&gt;Le Bal du Moulin de La Galette&lt;/b&gt;, e il &lt;b&gt;Cafe&apos; des Deux Moulins&lt;/b&gt; dove lavorava la protagonista del &lt;i&gt;film&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Il favoloso mondo di Amelie&lt;/i&gt;. Insomma avrei voluto perdermi con la luce del giorno per le viuzze, le piazze e le scalinate di questo incantevole angolo di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;A molti potrebbe sembrare ostinazione la mia determinazione ad andare senza alcun indugio a visitare il &lt;b&gt;Musee de l&apos;Orangerie&lt;/b&gt;. Ma io dentro sentivo qualcosa che mi trasportava, e non mi opponevo e nemmeno volevo sorprendermi di questo stato di completa interdizione. C&apos;era solo una piccola parte consapevole di me stesso che non faceva altro che ripetermi che era tutto normale. E questo bastava a farmelo credere e a godere di questa estasi.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/3ececf33-56a9-4302-9c09-82cc4fa14a7c&quot; title=&quot;Musee de l&apos;Orangerie&quot; align=&quot;right&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;170&quot;&gt;E mi e&apos; sembrato naturale trovarmi in un attimo a fare la fila per entrare nel museo. Non prima di essermi fatto scattare una foto con la facciata dell&apos;&lt;b&gt;Orangerie&lt;/b&gt; sullo sfondo, pero&apos;, ed essermi fatto immortalare con davanti alla statua bronzea intitolata &lt;b&gt;Le baiser&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;Rodin&lt;/b&gt; che e&apos; collocata insieme ad altre copie di sculture dello stesso artista, nello spazio antistante al museo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Avrei dovuto incontrarmi a mezzogiorno a &lt;b&gt;place de la Concorde&lt;/b&gt; con gli altri. Alla visita, quindi, avrei dovuto dedicare un&apos;ora e non di piu&apos;. Ma non c&apos;e&apos; voluto molto a convincermi che non avrei rispettato l&apos;appuntamento e cosi&apos; ho invitato i miei compagni di viaggio a fare i loro giri. Ci saremmo visti in luogo e orario da destinarsi. Il non avere piu&apos; un orario ha probabilmente influito il modo di vivere questa nuova parentesi impressionista parigina, in maniera ancora piu&apos; sensazionale.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Inizio il mio &lt;i&gt;tour&lt;/i&gt; spingendomi verso le sale ovali sulle che ospitano &lt;b&gt;Le ninfee&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;Monet&lt;/b&gt;. E&apos; quasi un sogno. L&apos;accostamento di colori unico e la capacita&apos; di riprodurre cio&apos; che il giorno prima avevo visto con i miei occhi, e&apos; commovente. Realmente, recepisco il rilassamento di nervi che &lt;b&gt;Monet&lt;/b&gt; voleva regalare a coloro che, dopo il &lt;b&gt;caos&lt;/b&gt; della &lt;b&gt;Grande Guerra&lt;/b&gt;, avevano bisogno di ritrovarlo, passando per l&apos;antistante &apos;camera di decompressione&apos;, appositamente voluta dall&apos;artista.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ciascuna delle due sale presenta quattro affreschi che ritraggono lo stagno della residenza di &lt;b&gt;Monet&lt;/b&gt;, al ritmo delle variazioni di luce, dall&apos;alba al tramonto. Le opere della seconda sala sono arricchite dalla presenza dei salici piangenti nel paesaggio dipinto. Gli ambienti ritratti sono comunque privi di orizzonte e di prospettiva e in essi non si distinguono chiaramente gli elementi (aria, acqua, cielo e terra) che vi partecipano, con la chiara allusione all&apos;infinito e allo spazio in cui bisogna essere relegati per ritrovare il rilassamento completo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Scendendo al piano inferiore, sono piacevolmente sorpreso dall&apos;aver visitato con un crescente interesse, l&apos;esposizione temporanea &lt;b&gt;Debussy, la musica e le arti&lt;/b&gt;, un vero gioiello di documenti impressionisti che fotografano nitidamente il fervore artistico della &lt;b&gt;Belle Epoque&lt;/b&gt; non solo dal punto di vista della pittura e della scultura, ma anche della musica, della letteratura e delle mondanita&apos; e dei rapporti tra i vari artisti del tempo. Questa mostra e&apos; stata un piacevolissimo &apos;fuorionda&apos; che mi ha dato modo di deliziarmi alla vista di affreschi come ad esempio &lt;b&gt;Parc de Saint-Cloud&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;Vassily Kandinsky&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La visita prosegue con la vista della ricca collezione di &lt;b&gt;Paul Guillaume&lt;/b&gt;, venditore d&apos;arte - oltre che collezionista - che sostenne artisti come &lt;b&gt;Soutine&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Derain&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Picasso&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Marie Laurencin&lt;/b&gt;. Seguendo il percorso indicato dalla utilissima guida che si puo&apos; prendere gratuitamente all&apos;ingresso del museo, ho attraversato il lungo corridoio ai cui lati sono affissi le prime opere impressioniste, per lo piu&apos; di &lt;b&gt;Renoir&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Cezanne&lt;/b&gt; e nature morte e ritratti, molto suggestivi per la profondita&apos; di colore e per le geometrie. Per poi arrivare nella sala successiva egemonizzata dalla presenza di alcune opere di un immenso &lt;b&gt;Modigliani&lt;/b&gt;. La sua unicita&apos; nel ritrarre i visi delle persone si riassume interamente nel &lt;b&gt;Le portrait de Paul Guillaume, Novo Pilota&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La sala successiva mi ha dato modo di conoscere un artista che per molti aspetti mi ha ricordato &lt;b&gt;Modigliani&lt;/b&gt; nel suo stile dei visi allungati. L&apos;originalita&apos; di &lt;b&gt;Marie Laurencin&lt;/b&gt; l&apos;ho comunque trovata nella tonalita&apos; comune ai suoi quadri esposti che e&apos; sostanzialmente basata su colori pastello, e tra essi  sono rimasto colpito da &lt;b&gt;Portrait de Madame Paul Guillaume&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Non meno piacevole e&apos; stato appurare lo stile di &lt;b&gt;Henri Matisse&lt;/b&gt;, fatto di giochi di linee orizzontali e verticali unicamente ravvivate da colori la cui intensita&apos; difficilmente ho trovato in altri artisti. In special modo mi sono soffermato davanti a l&apos;&lt;b&gt;Odalisque a la culotte grise&lt;/b&gt;. E&apos; stata poi la volta di &lt;b&gt;Picasso&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Derain&lt;/b&gt;, per finire quindi con il genio di &lt;b&gt;Maurice Utrillo&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Chaim Soutine&lt;/b&gt;. Dell&apos;artista lituano, di cui l&apos;&lt;b&gt;Orangerie&lt;/b&gt; espone la piu&apos; importante collezione d&apos;&lt;b&gt;Europa&lt;/b&gt; con i suoi 22 quadri, sono rimasto del tutto esterrefatto della stravaganza dei soggetti ritratti, come carcasse di animali, ma anche volti deformati, che per molti versi richiamano la corrente espessionista in cui ne e&apos; stato poi anche inquadrato come esponente (nonostante - a causa del suo testardo individualismo - non si e&apos; mai in essa apertamente rispecchiato), e per molti altri lasciano trasparire una chiara inquietudine giovanile di cui egli si vuole disfare.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/4f2a17ce-4e92-46d0-b96e-de11c95875ce&quot; title=&quot;Cattedrale di Notre-Dame de Paris&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;175&quot;&gt;Pienamente soddisfatto della mia lunga visita all&apos;&lt;b&gt;Orangerie&lt;/b&gt;, prendo la metro per raggiungere i miei compagni. Metto cosi&apos; piede per la prima volta sull&apos;&lt;b&gt;Ile de la Cite&apos;&lt;/b&gt;, il nucleo da cui &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; si e&apos; sviluppata e da cui ad oggi parte il vortice dei venti  &lt;i&gt;arrondissement&lt;/i&gt; (&apos;distretti&apos;) che la costituiscono. Uscendo dalla metro, di fronte a me c&apos;e&apos; la &lt;b&gt;Sainte-Chapelle&lt;/b&gt;, sempre caratterizzata da una lunga fila di turisti che si appresta ad entrare per visitarla. Mi e&apos; dispiaciuto non andarci dentro, sapendo che si tratta un magnifico esempio di raffinato stile gotico francese, i cui ambienti interni sono insolitamente luminosi e colorati nei giorni di sole, dalla tanta luce filtrata attraverso ampi e splendidi mosaici.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E&apos; un giorno di vento frizzante e anche qualche goccia d&apos;acqua comincia a scendere dal cielo grigio, ma nonostante tutto la fila davanti alla &lt;b&gt;Cattedrale di Notre-Dame&lt;/b&gt; e&apos; lunga. Furbescamente la elido completamente e mi infilo nel luogo sacro dove prima di tutto mi dedico ad ammirarne le bellezze. Poi facciamo un giro all&apos;esterno e tutt&apos;intorno per trovare un posto dove consumare il nostro pranzo a sacco. E&apos; tutto molto bello e in quel contesto di aiuole e alberi fioriti, lo sarebbe stato ancora di piu&apos; in una giornata di sole. Invece piove sempre piu&apos;, ma con un intensita&apos; sopportabile. E&apos; quindi una sottile e insistente pioggia a fare da contorno alla nostra &lt;i&gt;passeggiata letteraria nel &lt;b&gt;Quartiere Latino&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, uno degli itinerari suggeriti dalla mia inseparabile guida &lt;b&gt;Lonely Planet&lt;/b&gt;, che non ho perso tempo a catalogare tra le cose che immancabilmente avrei dovuto fare durante questa esperienza parigina.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Giungiamo in metro alla stazione &lt;b&gt;Cardinal Lemoine&lt;/b&gt;. Lungo la via omonima ci siamo fermati davanti all&apos;appartamento dove visse &lt;b&gt;James Joyce&lt;/b&gt; e poco piu&apos; avanti quello dove vissero &lt;b&gt;Ernest Hemingway&lt;/b&gt; e la sua prima moglie, &lt;b&gt;Hadley&lt;/b&gt;. Quindi abbiamo attraversato &lt;b&gt;place de la Contrescarpe&lt;/b&gt;, e li&apos; per sbaglio ci siamo seduti al &lt;b&gt;Cafe&apos; des Amateurs&lt;/b&gt;, che in &lt;a href=&apos;http://www.rocsca.it/blog/entry/festa_mobile&apos;&gt;Festa mobile&lt;/a&gt; veniva descritto come un posto malfamato, ma che noi abbiamo dovuto mestamente ed educatamente salutare ancor prima di prendere qualcosa di caldo, dopo aver consultato la carta.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Abbiamo quindi girato l&apos;angolo dietro al locale, per andare a visitare il portone di &lt;b&gt;rue Descartes&lt;/b&gt; che era l&apos;ingresso dell&apos;albergo dove &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; si rifugiava per scrivere. Nello stesso albergo era morto trent&apos;anni prima &lt;b&gt;Paul Verlaine&lt;/b&gt;. Ritornando in piazza, passiamo davanti all&apos;&lt;b&gt;Au negre Joyeux&lt;/b&gt;, un altro dei locali citati da &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; nei suoi romanzi, per immetterci in &lt;b&gt;rue Mouffetard&lt;/b&gt; e da qui seguiamo pari pari il percorso che &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; descrive nel primo capitolo di &lt;a href=&apos;http://www.rocsca.it/blog/entry/festa_mobile&apos;&gt;Festa mobile&lt;/a&gt;, fino ad arrivare a &lt;b&gt;place Saint-Michel&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E&apos; veramente eccitante ed emozionante per me avere l&apos;opportunita&apos; di seguire questo tragitto e scandire ogni punto in cui qualcosa di normale era successo in passato, ma che oggi e&apos; diventato qualcosa di straordinario. E non riuscivo a spiegarmi se il merito fosse di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;, dei personaggi straordinari o se quegli anni fossero realmente l&apos;epoca d&apos;oro.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Imbocchiamo sulla nostra destra, &lt;b&gt;rue du Pot de Fer&lt;/b&gt; o &apos;&lt;b&gt;rue du Coq d&apos;Or&lt;/b&gt;&apos;, come ad essa si riferisce &lt;b&gt;George Orwell&lt;/b&gt; in &lt;b&gt;Senza un soldo a Parigi e Londra&lt;/b&gt;, un romanzo autobiografico che descrive i posti dove ha vissuto lavorando come lavapiatti durante una parentesi della sua vita di estrema miseria. Piu&apos; avanti passiamo davanti al &lt;b&gt;Lycee Henry IV&lt;/b&gt; intravedendo la &lt;b&gt;Tour Clovis&lt;/b&gt;, ampiamente ristrutturata, ma comunque ultimo reperto dell&apos;&lt;b&gt;abbazia di Sainte-Genevieve&lt;/b&gt; (&lt;b&gt;Sainte-Genevieve&lt;/b&gt; e&apos; la santa patrona di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;) fondata da &lt;b&gt;Clodoveo I&lt;/b&gt; nel XIII secolo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Arriviamo nella piazza che ospita il &lt;b&gt;Pantheon&lt;/b&gt;, al cui interno sono custodite le spoglie di famosi personaggi francesi. Girando attorno all&apos;edificio ci lasciamo sulla nostra destra l&apos;&lt;b&gt;Eglise Saint-Etienne-du-Mont&lt;/b&gt; e, prima di immetterci nel &lt;b&gt;boulevard Saint-Michelle&lt;/b&gt;, facciamo una sosta per riscaldarci, asciugarci un po&apos; e rifocillarci, in un caratteristico &lt;i&gt;cafe&apos;&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/5d6c18b6-8352-4f3f-b261-a69efc5ab8a3&quot; title=&quot;La libreria Shakespeare &amp; Company che nulla ha a che spartire con la libreria di Sylvia Beach&quot; align=&quot;right&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;266&quot;&gt;Lungo &lt;b&gt;boulevard Saint-Michelle&lt;/b&gt;, ci lasciamo alla nostra destra la &lt;b&gt;Sorbonne&lt;/b&gt;, antichissima universita&apos; parigina e, dopo aver attraversato &lt;b&gt;boulevard Sain-Germain&lt;/b&gt;, arriviamo da li&apos; a poco nel pullulare di vita di &lt;b&gt;place Saint-Michelle&lt;/b&gt;, sotto una pioggia finissima che rende tutto magico. Andiamo a fare una foto nella vicina &apos;nuova&apos; libreria &lt;b&gt;Shakespeare &amp; Company&lt;/b&gt;. Per intenderci, quella ripresa in una scena di &lt;b&gt;Midnight in Paris&lt;/b&gt;, che nulla ha a che spartire con l&apos;originale, gestita da &lt;b&gt;Sylvia Beach&lt;/b&gt; che si trovava al &lt;i&gt;numero 12 di &lt;b&gt;rue de l&apos;Odeon&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, che andremo a visitare piu&apos; avanti nel nostro tragitto. Anche se al suo posto troveremo un grande portone di un condominio con un annesso anonimo negozio di non so che genere di articoli. Una targa affissa al muro, comunque, ricorda che in quel posto &lt;b&gt;Sylvia Beach&lt;/b&gt; pubblico&apos; &lt;b&gt;Ulysse&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;James Joyce&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Mi innamoro delle viuzze intorno a &lt;b&gt;place Saint-Michelle&lt;/b&gt;, ma il &lt;i&gt;tour&lt;/i&gt; continua, e siamo ancora parecchio indietro rispetto alla tabella di marcia. Proseguiamo lungo &lt;b&gt;quai des Grands Augustins&lt;/b&gt;, famoso per la presenza delle caratteristiche bancarelle dei &lt;a href=&quot;http://chez-edmea.blogspot.it/2011/11/i-bouquinistes.html&quot;&gt;&lt;i&gt;bouquinistes&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; (venditori di libri di seconda mano) che costeggiano l&apos;argine della &lt;b&gt;Senna&lt;/b&gt;. Passiamo davanti alla casa dove &lt;b&gt;Picasso&lt;/b&gt; visse e completo&apos; il suo capolavoro &lt;b&gt;Guernica&lt;/b&gt;. Ritornando sul &lt;b&gt;boulevard Saint-Germain&lt;/b&gt;, ci troviamo davanti alla statua di &lt;b&gt;Georges Danton&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E&apos; tardi. Qualcuno abbandona la passeggiata perche&apos; siamo ormai zuppi d&apos;acqua fino all&apos;ultimo capello. Ma il resto della compagnia va avanti imperterrita, proseguendo su &lt;b&gt;boulevard Saint-Germain&lt;/b&gt;, fino ad arrivare all&apos;&lt;b&gt;Eglise Saint-Germain des Pres&lt;/b&gt;. Di fronte si trova &lt;b&gt;Les Deux Magots&lt;/b&gt;, che &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; cita nel racconto &lt;i&gt;La fame era un&apos;ottima disciplina&lt;/i&gt; di &lt;a href=&apos;http://www.rocsca.it/blog/entry/festa_mobile&apos;&gt;Festa mobile&lt;/a&gt;, quando lo evita uscendo dal &lt;b&gt;Lipp&lt;/b&gt; per andare verso casa. &lt;b&gt;Les Deux Magots&lt;/b&gt;, assieme al &lt;b&gt;Cafe&apos; de Flore&lt;/b&gt; che si trova tutt&apos;oggi alle sue spalle, erano due locali a quell&apos;epoca molto frequentati dagli intellettuali.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Altri locali nei dintorni che abbiamo avuto piacere di &apos;scovare&apos; secondo le indicazioni della nostra guida, sono l&apos;&lt;b&gt;Hotel Saint-Germain des Pres&lt;/b&gt; (dove ha soggiornato negli anni trenta &lt;b&gt;Henry Miller&lt;/b&gt;, che a seguito di questa esperienza scrisse &lt;b&gt;Letters to Emil&lt;/b&gt;), &lt;b&gt;Bistrot Le Pre aux Clercs&lt;/b&gt; (frequentato da &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;), il vecchio &lt;b&gt;Hotel d&apos;Alsace&lt;/b&gt; (dove mori&apos; &lt;b&gt;Oscar Wilde&lt;/b&gt; e soggiorno&apos; &lt;b&gt;Jorge Luis Borges&lt;/b&gt;), l&apos;&lt;b&gt;Hotel d&apos;Angleterre&lt;/b&gt; (dove &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; passo&apos; la sua prima notte quando arrivo&apos; a &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;), l&apos;&lt;b&gt;Hotel d&apos;York&lt;/b&gt; (dove nel 1783 fu firmato il trattato in cui veniva riconosciuta l&apos;indipendenza americana). La serie di locali lungo le viuzze che si intrecciano intorno all&apos;&lt;b&gt;Eglise Saint-Germain&lt;/b&gt; si conclude con l&apos;anonimo &lt;i&gt;cafe&apos;&lt;/i&gt; &lt;b&gt;Le Comptoir des Saint-Peres&lt;/b&gt;, un tempo meglio noto come &lt;b&gt;Michaud&lt;/b&gt;, famoso perche&apos; era frequentato da &lt;b&gt;Joyce&lt;/b&gt;, come viene descritto anche da &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; in &lt;a href=&apos;http://www.rocsca.it/blog/entry/festa_mobile&apos;&gt;Festa mobile&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La luce del giorno viene meno. Facciamo in tempo ad arrivare alla &lt;b&gt;Fointaine des Quate Eveques&lt;/b&gt;, davanti all&apos;&lt;b&gt;Eglise Saint-Sulpice&lt;/b&gt;, resa famosa dal romanzo &lt;a href=&apos;http://www.rocsca.it/blog/entry/il_codice_da_vinci&apos;&gt;Il Codice Da Vinci&lt;/a&gt; di &lt;b&gt;Dan Brown&lt;/b&gt;. Avrei voluto entrare per mettere quanto meno il piede sulla &lt;b&gt;Linea della Rosa&lt;/b&gt;, ma era gia&apos; chiuso. Ci sarebbe stato ancora tanto da vedere. E cosi&apos; ci immettiamo, felici ma con un velo di malinconia, sulla metro che ci porta a &lt;b&gt;Montmartre&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/0a8551b3-581b-4d3c-8192-ffe4ddf84b52&quot; title=&quot;Vista notturna della Tour Eiffel da place du Trocadero&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;155&quot;&gt;Una calda doccia, un po&apos; di &lt;i&gt;relax&lt;/i&gt;, una cena calorica in uno dei tipici locali intorno all&apos;albergo, e siamo pronti a deliziarci alla vista della &lt;b&gt;Tour Eiffel&lt;/b&gt; in uno sfavillio di luci, da &lt;b&gt;place du Trocadero&lt;/b&gt;. Nulla a che vedere con la vista triste dello stesso monumento, con la luce naturale. Un piacevole momento della giornata che colma di soddisfazione e assopisce i nostri ultimi sogni a &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E&apos; l&apos;alba di un ultimo giorno che trascorriamo in questa splendida citta&apos;. La pioggerellina caratterizza ancora la nostra permanenza. Ma nulla influisce sul nostro programma. Un tranquillo giro per l&apos;&lt;b&gt;Ile de la Cite&apos;&lt;/b&gt;, o meglio per quella parte dell&apos;isola che ancora non abbiamo visto. Passiamo davanti al palazzo di giustizia, per arrivare all&apos;estremita&apos; occidentale dell&apos;isola, passando per &lt;b&gt;place Dauphine&lt;/b&gt;, per scattare qualche foto sotto la statua di &lt;b&gt;Enrico IV&lt;/b&gt; a cavallo e sulla attigua cuspide che divide il fiume in due.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/cbef7583-c883-4298-9dc2-d166b6a00899&quot; title=&quot;Passeggiata sul quai meridionale dell&apos;Ile dela Cite&apos;&quot; align=&quot;right&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;220&quot;&gt;Proseguiamo sul &lt;i&gt;quai&lt;/i&gt; (&apos;&lt;i&gt;banchina&lt;/i&gt;&apos;) meridionale, passando sotto &lt;b&gt;pont Neuf&lt;/b&gt; che, nonostante l&apos;appellativo, e&apos; il ponte piu&apos; vecchio di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;. Bianco per il colore della pietra che lo costituisce, e sontuoso per le curve prorompenti delle sue arcate, scopriamo con immenso piacere l&apos;angolazione della locandina del &lt;i&gt;film&lt;/i&gt; &lt;b&gt;Midnight in Paris&lt;/b&gt; che ritrae il ponte e ci immedesimiamo in una serie di foto con l&apos;illusione di essere per un attimo i protagonisti dell&apos;opera di &lt;b&gt;Woody Allen&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E&apos; bello anche ricordare il pranzo, in uno di quei locali tipici intorno a &lt;b&gt;place Saint-Michelle&lt;/b&gt;, a tavola vicino alla vetrata che si affaccia sulla strada di mattonelle di porfido costantemente innaffiate dalle gocce di pioggia che cadono placide e incessanti da un cielo grigio e da un&apos;aria gravida di umidita&apos; che inspiegabilmente rende felici alla vista. E in quel momento non vorresti nulla di diverso. Nemmeno da cio&apos; stai per mangiare. Una zuppa francese con pane raffermo e del &lt;i&gt;beuf du &lt;b&gt;Charolais&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; con caratteristica salsa verde. Avrei voluto anche riuscire a sorseggiare un buon vino rosso della &lt;b&gt;Bourgogne&lt;/b&gt;. Ma se ne riparlera&apos; in una &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; di un&apos;altra vita.&lt;/p&gt;

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    <title>Festa mobile</title>
    <dc:creator>rocsca</dc:creator>
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        <pubDate>Tue, 22 May 2012 02:14:33 +0200</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/1412991d-65bd-46e6-8a11-26842dc80d05&quot; title=&quot;Festa mobile&quot; align=&quot;right&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;194&quot;&gt;Quando ho capito che questa era la vera guida per visitare &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;, mi sono precipitato alla &lt;b&gt;Feltrinelli&lt;/b&gt; per prenderne una copia. Non so&apos; se nel recensire questa raccolta di racconti pubblicata in due diverse versioni dopo la morte del suo autore, &lt;b&gt;Ernest Hemingway&lt;/b&gt;, riusciro&apos; a fare a meno dell&apos;eccitazione di una serie di tasselli che si legano a questa nuova esperienza di lettura. Ma sicuramente non penso che posso evitare di ringraziare questo autore per le emozioni che mi ha fatto provare nel leggere e rileggere le pagine del libro sia prima che dopo averne visto i luoghi dove molte delle situazioni sono ambientate, che hanno suscitato diverse ma ugualmente forti sensazioni di vivere i racconti dal di dentro.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Tuttavia, ancor prima di queste motivazioni, la lettura e&apos; gia&apos; ampiamente appagante per quanto di nuovo e interessante ha portato nel mio animo. Anche gia&apos; solo leggendo l&apos;&lt;i&gt;incipit&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La versione che ho letto e&apos; l&apos;ultima pubblicata in ordine cronologico, ed e&apos; premessa da &lt;b&gt;Patrick Hemingway&lt;/b&gt;, primo figlio dell&apos;autore nato dal suo secondo matrimonio, quello con &lt;b&gt;Pauline Pfeiffer&lt;/b&gt;. Mentre e&apos; introdotta dal nipote &lt;b&gt;Sean&lt;/b&gt; (figlio di &lt;b&gt;Gregory&lt;/b&gt;, secondogenito del matrimonio dell&apos;autore con &lt;b&gt;Pauline Pfeiffer&lt;/b&gt;), che ne e&apos; anche curatore.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;In particolare, la premessa si sofferma sul significato di &lt;i&gt;festa mobile&lt;/i&gt; che &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; tira in ballo nella celeberrima frase:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;small&gt;&lt;i&gt;If you are lucky enough to have lived in &lt;b&gt;Paris&lt;/b&gt; as a young man, then wherever you go for the rest of your life, it stays with you, for &lt;b&gt;Paris&lt;/b&gt; is a moveable feast.&lt;/i&gt;&lt;/small&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il concetto di &lt;i&gt;festa mobile&lt;/i&gt; infatti, di primo acchito, lascia pensare che &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; intenda che &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; e&apos; una festa, per chi la vive, in ogni suo posto, in ogni situazione, in ogni diverso giorno. In realta&apos;, &lt;b&gt;Patrick Hemingway&lt;/b&gt; si distingue chiaramente da questa banale interpretazione e associa &lt;i&gt;festa mobile&lt;/i&gt; agli appuntamenti che si ripropongono annualmente ma non con cadenza semplicemente individuabile da un preciso giorno del calendario. La &lt;b&gt;Pasqua&lt;/b&gt;, ad esempio, e&apos; una &lt;i&gt;festa mobile&lt;/i&gt;. E mobili sono tutte le feste che dipendono dalla &lt;b&gt;Pasqua&lt;/b&gt;, come la &lt;b&gt;Domenica delle Palme&lt;/b&gt;. Una gioia che permane nell&apos;individuo a prescindere dallo spostamento della stessa nello spazio e nel tempo. Come l&apos;amore e la felicita&apos;. &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; e&apos; cosi&apos;, per chi l&apos;ha vissuta secondo i crismi citati da &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; nella sua celeberrima frase. La sua posizione, relativamente all&apos;individuo &apos;&lt;i&gt;abbastanza fortunato&lt;/i&gt;&apos; che l&apos;ha vissuta &apos;&lt;i&gt;come un giovane uomo&lt;/i&gt;&apos;, non muta il fascino, che verra&apos; portato dentro come una parte di se&apos;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;L&apos;introduzione invece spiega le ragioni di questa edizione speciale, che differisce dalle precedenti. L&apos;opera infatti non e&apos; stata mai pubblicata quando l&apos;autore era in vita, sebbene il materiale c&apos;e&apos; sempre stato tutto. Ed era stato addirittura generato in sovrabbondanza nel perfetto stile dell&apos;autore che amava rifarsi a una vecchia regola che professa:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;small&gt;&lt;i&gt;La qualita&apos; di un libro deve essere giudicata, da parte di chi lo scrive, dall&apos;eccellenza del materiale che elimina.&lt;/i&gt;&lt;/small&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Tuttavia, come il curatore di questa edizione fa notare, sebbene lo scrittore avesse elencato una lista dei racconti che dovevano prendere parte alla versione definitiva del libro, non e&apos; riuscito mai a scrivere un&apos;introduzione e un capitolo finale che lo avessero soddisfatto. Anche se ci aveva provato. Non riuscendoci probabilmente perche&apos; la malattia e le cure devastanti che gli hanno praticato, avevano gia&apos; divorato le qualita&apos; che ne hanno fatto di lui quello per cui oggi lo ricordiamo. Ed erano ad un passo dal divorare anche la sua vita.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sean Hemingway&lt;/b&gt; spiega la differenza tra questa edizione e la prima, pubblicata nel 1964 a tre anni di distanza della morte del nonno, e curata da &lt;b&gt;Mary Welsh&lt;/b&gt; (quarta moglie di &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;) e &lt;b&gt;Harry Brague&lt;/b&gt;. In questa edizione sono stati inseriti nella sezione principale tutti i capitoli scelti da &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;, rispettandone una sua volonta&apos;. Altri racconti invece sono stati inseriti nella sezione &apos;&lt;i&gt;Altri sketch parigini&lt;/i&gt;&apos;. Il curatore di tale edizione fa inoltre notare che lo scrittore ha dato solo il titolo a tre dei racconti presenti nella stesura finale del romanzo (&lt;i&gt;&lt;b&gt;Ford Madox Ford&lt;/b&gt; e il discepolo del diavolo&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Nascita di una nuova scuola&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;L&apos;uomo che era marchiato a morte&lt;/i&gt;)&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Agli altri racconti, &lt;b&gt;Sean Hemingway&lt;/b&gt; ha scelto di lasciare il titolo assegnato dai curatori della prima edizione. Tuttavia, rimarca di essersi permesso di ripristinare alcune sezioni in cui &lt;b&gt;Mary Welsh&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Harry Brague&lt;/b&gt; avevano preferito le citazioni di &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; in forma impersonale a quella in prima persona, contrariamente alla scelta definitiva dell&apos;autore.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il curatore, inoltre, aggiunge una interessante serie di considerazioni sul titolo che avrebbe dovuto avere l&apos;opera. In sostanza, l&apos;autore propose una serie lunga di titoli dei quali quella piu&apos; plausibile e&apos; parsa &lt;b&gt;L&apos;occhio precoce e l&apos;orecchio (Com&apos;era Parigi ai primi tempi)&lt;/b&gt;. Ma alla fine &lt;b&gt;Mary Welsh&lt;/b&gt; decise di adottare il titolo con cui oggi questa opera e&apos; nota, che in lingua originale e&apos; &lt;i&gt;&lt;b&gt;A moveable feast&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;. Dove si noti che di proposito e&apos; stato scelto di usare la deformazione dell&apos;aggettivo &apos;&lt;i&gt;movable&lt;/i&gt;&apos;. Il primo motivo e&apos; la propensione di &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; a non elidere l&apos;ultima lettera nel formare l&apos;aggettivo a partire da quei verbi che terminano in &apos;&lt;i&gt;e&lt;/i&gt;&apos;. Il secondo motivo, invece, e&apos; la piacevole assonanza che si ottiene accoppiando i termini &apos;&lt;i&gt;moveable&lt;/i&gt;&apos; e &apos;&lt;i&gt;feast&lt;/i&gt;&apos; che presentano entrambi le occorrenze di &apos;&lt;i&gt;ae&lt;/i&gt;&apos; al loro interno.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E&apos; stato piacevole poi leggere i capitoli di questo romanzo. Tutti in generale. Senz&apos;altro e&apos; stato piacevole leggere il primo dei racconti di questo libro, &lt;i&gt;Un bel Cafe&apos; in &lt;b&gt;Place St-Michel&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, soprattutto per via del fatto che il tragitto seguito da &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; per giungere da casa sua, al &lt;i&gt;numero 74 di &lt;b&gt;rue de Cardinal Lemoine&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, fino a &lt;i&gt;&lt;b&gt;place St-Michel&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, e&apos; coinciso con buona parte della &apos;passeggiata letteraria&apos; nel quartiere latino che ho avuto la fortuna di percorrere. Ma poi, quando sono riuscito ad astrarmi da questa condizione vissuta, sono ancora riuscito a trovarlo irresistibile anche perche&apos; l&apos;autore scrive di se&apos; nelle sue giornate semplici ma che magicamente con le sue parole riesce a rendere cariche di fascino. E non so quanto &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; c&apos;entri.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;In altri capitoli, &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; parla ancora di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; negli angoli della &lt;b&gt;Rive Gauche&lt;/b&gt; e anche fuori, associandola alla sua condizione economica che non sono riuscito a realizzare del tutto, sebbene rimarcata lungamente dentro l&apos;opera. Ma all&apos;infuori di questo, emerge l&apos;occhio attento di una persona che anche nello scorrere della quotidianita&apos; di una nuova e diversa realta&apos; di quella dov&apos;e&apos; nato e cresciuto, riesce a carpire e immortalare determinati aspetti che anche a distanza di decenni, quando lui li descrisse, non sembrano nostalgia ma emozioni vissute e segregate a lungo dentro al cuore.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Oltre questo, &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;, si proietta sul racconto di persone conosciute e vissute nel suo soggiorno parigino che va dal 1921 al 1926. E qui emerge, dopo l&apos;occhio, anche la bonta&apos; del suo orecchio. Dell&apos;orecchio della persona che sa ascoltare e sa selezionare le parole dei suoi interlocutori. Come e&apos; pure evidente che l&apos;autore e&apos; senz&apos;altro uno che sa se dire certe parole o non dirle. Forse arrivando ai confini del subdolo e dell&apos;ipocrisia. Che si manifestano quando le sue impressioni vengono riportate in questi racconti. Ma poi, a un certo punto, essendo l&apos;uomo anche risultato delle decisioni di quello che ritiene di controbbattere rapportandosi con gli altri, e quello che decide di tener dentro, data la giovane eta&apos; e anche la buona fede che sgorga dai suo racconti, altro non puo&apos; essere che saggezza precoce.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;D&apos;altra parte non sarebbe giusto trarre diverse conclusioni se non si acoltano i dialoghi e non si guardano in faccia i personaggi che &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; si e&apos; trovato di fronte in quel periodo. &lt;b&gt;Gertrude Stein&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Ezra Pound&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Francis Scott Fitzgerald&lt;/b&gt; e tanti altri, sono tutti personaggi ritratti sotto aspetti incredibilmente umani ma allo stesso tempo oggettivi - quasi in linea con il pensiero impressionista dei quadri di &lt;b&gt;Cezanne&lt;/b&gt; che &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; ammirava e &apos;usava&apos; per dare forma alle sue capacita&apos; critiche, che pero&apos; non escludono la possibilita&apos; a chi legge i racconti di queste scene, di farsi un&apos;idea del tutto personale degli stessi personaggi.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;A proposito di questa maturazione acquisita dall&apos;osservazione dei quadri impressionisti, c&apos;e&apos; un racconto molto interessante intitolato &lt;i&gt;La fame era un&apos;ottima disciplina&lt;/i&gt;, in cui lo scrittore ha finalmente la possibilita&apos; di levarsi di dosso (come in tanti altri racconti di questo libro ha potuto fare) un velo di ingiustificata ma comprensibile vergogna ed esternare le sensazioni che aveva provato a quel tempo. Quando non tornava a casa per pranzo inventandosi la scusa che mangiava fuori con qualcuno. Mentre realmente non c&apos;erano soldi per mangiare e passava le ore del pranzo al &lt;b&gt;museo del Luxemburg&lt;/b&gt; a guardare i quadri di &lt;b&gt;Cezanne&lt;/b&gt; e ad imparare a coglierne il messaggio. E&apos; bello anche tutto il resto del racconto che lo vede arrivare sino alla libreria &lt;b&gt;Sheakspeare and Company&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;Sylvia Beach&lt;/b&gt; e con lei intrattenere un bel dialogo. E fa percepire il sacrificio e la successiva soddisfazione di quando &lt;b&gt;Sylvia Beach&lt;/b&gt; gli consegna la busta con seicento franchi inviatogli dalla rivista tedesca &lt;b&gt;Der querschnitt&lt;/b&gt; per cui aveva scritto dei racconti. Come pure fa percepire la ventata di serenita&apos; che, con il giusto atteggiamento, finisce sempre per arrivare, anche dopo momenti estremamente difficili, quando ha modo di sedere alla &lt;b&gt;brasserie Lipp&lt;/b&gt; e farsi passare la fame.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Poi ci sono persone qualsiasi a cui &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; ha voluto dare spazio dentro questo libro. Forse a voler manifestare le origini umili da cui lui proveniva e l&apos;essere stato uno come tanti. Forse semplicemente perche&apos; le sue capacita&apos; relazionali gli hanno permesso di vedere le qualita&apos; all&apos;infuori del valore che la societa&apos; da&apos; alle persone. E&apos; il caso del cameriere &lt;b&gt;Andre&apos;&lt;/b&gt; della &lt;b&gt;Closerie des Lilas&lt;/b&gt;, quando &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; racconta di una sua uscita con il poeta &lt;b&gt;Evan Shipman&lt;/b&gt; nel capitolo &lt;i&gt;&lt;b&gt;Evan Shipman&lt;/b&gt; ai &lt;b&gt;Lilas&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;. Un breve passo, ripreso anche in altri punti del romanzo che evidenzia i principi e la dignita&apos; e la lotta circoscritta ma pregna di significato che anche nelle persone, persino piu&apos; anonime, puo&apos; avere un senso.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Molti dei racconti danno spazio al rapporto con &lt;b&gt;Hadley&lt;/b&gt; (prima moglie di &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;). Un rapporto la cui bellezza chiunque puo&apos; cogliere leggendo le storie, perche&apos; maturato nelle molteplici difficolta&apos; che &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; si trova ad affrontare in questo periodo della sua vita. E forse il richiamo a eventi apparentemente insignificanti, ma che, visti con la retrospettivita&apos; dello scrittore, diventano quasi fondamentali per la fine di questa relazione, che aggiunge una nota profondamente malinconica quando lo scrittore si sofferma su essi. Dando cosi&apos; di conseguenza una marcata importanza al rapporto.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il racconto piu&apos; significativo in questa ottica, diventa &lt;i&gt;Una falsa primavera&lt;/i&gt;. La sensazione conscia di fame che &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; avverte quando insieme ad &lt;b&gt;Hadley&lt;/b&gt; attraversa il ponte al ritorno dal&apos;ippodromo di &lt;b&gt;Auteuil&lt;/b&gt;, e la conseguente decisione di andare al prestigiosissimo &lt;b&gt;Michaud&lt;/b&gt; per festeggiare la vincita alle corse dei cavalli, rivela poi una verita&apos; inconscia a cui lo stesso scrittore non da&apos; maggior adito:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;small&gt;&lt;i&gt;Fu una cena fantastica da &lt;b&gt;Michaud&lt;/b&gt; una volta entrati; ma quando avemmo finito e la fame non era piu&apos; una possibilita&apos;, la sensazione che ci era sembrata fame quando eravamo sul ponte era ancora tutta li&apos; quando prendemmo l&apos;&lt;/i&gt;autobus&lt;i&gt; per casa nostra. C&apos;era ancora quando entrammo in camera e dopo essere andati al letto e aver fatto l&apos;amore al buio, era sempre li&apos;. Quando mi svegliai con le finestre aperte e il chiaro di luna sui tetti delle grandi case, era li&apos;. Distolsi la faccia dal chiaro di luna riparandola nell&apos;ombra ma non riuscivo a dormire e rimasi sveglio a pensare a questo. Tutti e due ci eravamo svegliati due volte nella notte e mia moglie ora dormiva dolcemente con il chiaro di luna sul viso. Avrei dovuto cercare di risolvere il problema ma mi sentivo troppo stupido. La vita era sembrata cosi&apos; semplice quella mattina quando mi ero svegliato e avevo trovato la falsa primavera e sentito la zampogna dell&apos;uomo con il suo gregge di capre ed ero uscito per comperare il giornale delle corse.&lt;br/&gt;
Ma &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; era una citta&apos; molto vecchia e noi eravamo giovani e li&apos; non c&apos;era niente di facile, neanche la miseria, ne&apos; i soldi improvvisi, ne&apos; il chiaro di luna, ne&apos; la ragione e il torto ne&apos; il respiro di qualcuno sdraiato al tuo fianco al chiaro di luna.&lt;/i&gt;&lt;/small&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Mi piace notare che nello stesso racconto, &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; descrive la situazione vissuta con &lt;b&gt;Hadley&lt;/b&gt; davanti al &lt;b&gt;Michaud&lt;/b&gt; che e&apos; gremito, e mentre attendono per entrare osservano attraverso i vetri &lt;b&gt;James Joyce&lt;/b&gt; con la sua famiglia, seduti al tavolo. Scena oramai famosa e comunque ripresa nel capitolo &lt;i&gt;&lt;b&gt;Sheakspeare and Company&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;. In tale capitolo, il protagonista parla della sua scoperta della biblioteca e libreria di &lt;b&gt;Sylvia Beach&lt;/b&gt;, al &lt;i&gt;numero 12 di &lt;b&gt;rue de l&apos;Odeon&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;. &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; descrive il suo primo impatto con la biblioteca soffermandosi sulle foto degli scrittori, sia morti che viventi, appese ai muri. E chiede quindi con quale frequenza &lt;b&gt;Joyce&lt;/b&gt; si reca in quel posto e da li&apos; il discorso scivola sulla scena del &lt;b&gt;Michaud&lt;/b&gt;. In quegli anni &lt;b&gt;Sylvia Beach&lt;/b&gt; scrisse a macchina la copia dell&apos;&lt;b&gt;Ulisse&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;James Joyce&lt;/b&gt; da cui segui&apos; la pubblicazione dell&apos;opera.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;b&gt;Festa mobile&lt;/b&gt; e&apos; un libro vero e schietto. E penso che non lo lascero&apos; molto spesso fermo nella libreria da fargli prendere tanta polvere e ingiallire. Di tanto in tanto, ci sara&apos; sempre l&apos;esigenza di riprenderlo in mano per cercare qualche episodio che tratti di un personaggio o di una peculiarita&apos; dello scrittore o semplicemente avro&apos; l&apos;esigenza di rivivere &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; sotto uno dei suoi aspetti piu&apos; affascinanti che me l&apos;hanno fatta conoscere.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;Frasi&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;ul&gt;&lt;br/&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;p. 33&lt;/b&gt;: &quot;&lt;i&gt;Oramai sapevo che qualsiasi cosa bella o brutta lasciava un vuoto quando finiva. Ma se era brutta il vuoto si riempiva da solo. Se invece era bella potevi riempirlo solo trovando qualcosa di meglio.&lt;/i&gt; (Fine di una passione)&quot;&lt;br/&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;p. 38&lt;/b&gt;: &quot;&lt;i&gt;Avevo gia&apos; imparato a non esaurire mai il pozzo della mia scrittura; bensi&apos; a fermarmi sempre quando c&apos;era ancora qualcosa nel profondo del pozzo, e lasciare che tornasse a riempirsi di notte dalle sorgenti che lo nutrivano.&lt;/i&gt; (&lt;i&gt;&quot;Una generation Perdue&quot;&lt;/i&gt;)&quot;&lt;br/&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;p. 62&lt;/b&gt;: &quot;&lt;i&gt;Dicono che in tutti noi ci sono semi di quello che faremo, ma a me e&apos; sempre sembrato che in quelli che nella vita scherzano siano coperti da un terreno migliore e da un letame di piu&apos; alta qualita&apos;. (Con &lt;b&gt;Pascin&lt;/b&gt; al &lt;b&gt;Dome&lt;/b&gt;)&lt;/i&gt;&quot;&lt;br/&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;p. 68&lt;/b&gt;: &quot;&lt;i&gt;Alla fine tutti, o non proprio tutti, tornavano ad essere amici tanto per non essere testardi o permalosi. Lo feci anch&apos;io. Ma non riuscii ad essere piu&apos; amico davvero, ne&apos; con il cuore ne&apos; con la testa. Quando non riesci ad essere piu&apos; amico con la testa e&apos; la cosa peggiore.&lt;/i&gt; (Un finale alquanto strano)&quot;&lt;br/&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;p. 109&lt;/b&gt;: &quot;&lt;i&gt;...e gia&apos; mi pesava di non aver lavorato e avvertivo la solitudine mortale che ti coglie ogni giorno che e&apos; sprecato nella tua vita.&lt;/i&gt; (Scott Fitzgerald)&quot;&lt;br/&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;p. 180&lt;/b&gt;: &quot;&lt;i&gt;Ma vi sono &lt;/i&gt;remises&lt;i&gt; o magazzini dove puoi lasciare o immagazzinare cose come un baule con serratura o un borsone contenente effetti personali o poesie inedite di &lt;b&gt;Evan Shipman&lt;/b&gt; o carte geografiche segnate  o anche armi che non c&apos;e&apos; stato il tempo  di consegnare alle autorita&apos; competenti e questo libro contiene materiale dalle &lt;/i&gt;remises&lt;i&gt; della mia memoria e del mio cuore. Anche se la prima e&apos; stata manomessa e il secondo non esiste (*).&lt;/i&gt; (&lt;i&gt;Nada y pues Nada&lt;/i&gt;)&quot;&lt;br/&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;

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    <title>Midnight in Paris</title>
    <dc:creator>rocsca</dc:creator>
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        <pubDate>Sun, 25 Mar 2012 00:10:00 +0100</pubDate>
    <category>Cinema e film</category>
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&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/87bf4eee-e4dd-419c-aa42-ec31cfda5cca&quot; title=&quot;Midnight in Paris&quot; align=&quot;right&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;184&quot;&gt;Un capolavoro di arguzia e di risate degno di un &lt;b&gt;Woody Allen&lt;/b&gt; al pieno della sua maturita&apos;, ambientato nella cornice di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;, luogo carico di fascino e il cui fascino ha una continuita&apos; storica che il regista riesce a ritrarre nitidamente nella &lt;b&gt;Belle Epoque&lt;/b&gt; e negli &lt;i&gt;anni venti&lt;/i&gt;, come frutto dell&apos;amore di una vita dedicata all&apos;arte. Ma anche nella &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; dei giorni nostri, &lt;b&gt;Woody Allen&lt;/b&gt; lascia percepire la magicita&apos; dell&apos;ambiente che si respira in svariate situazioni. E&apos; indubbiamente &lt;b&gt;Festa Mobile&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; la principale ispirazione di questo contesto, e nulla di piu&apos; appropriato si poteva addire al tema centrale di questo capolavoro, visto che il concetto di &lt;i&gt;festa mobile&lt;/i&gt; e&apos; un marchio per &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; che difficilmente il tempo riuscira&apos; a sbiadire.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Difatti il tema centrale del &lt;i&gt;film&lt;/i&gt; non e&apos; ne&apos; l&apos;arte ne&apos; &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;, ma e&apos; l&apos;esortazione a vivere il presente e non aggrapparsi al passato. Proprio per questo &lt;b&gt;Festa Mobile&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;, e l&apos;ambiente in cui esso prende forma, risultano ideali a descrivere questo concetto. Tuttavia, e&apos; chiaro anche come la postilla di &lt;b&gt;Woody Allen&lt;/b&gt;, recitata nelle scene finali del &lt;i&gt;film&lt;/i&gt; e ripresa dalla celebre frase di  &lt;b&gt;William Faulkner&lt;/b&gt; &apos;&lt;i&gt;Il passato non e&apos; morto e sepolto. In realta&apos; non e&apos; neppure passato&lt;/i&gt;&apos;, protesa a completare la prima parte del messaggio, con la precisazione della necessita&apos; di conoscere il passato e di rispettarlo perche&apos; serve per farci prendere coscienza del presente.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;A questa contrapposizione o, se vogliamo, complementarieta&apos; di messaggi, che insieme costituiscono quindi il tema centrale del &lt;i&gt;film&lt;/i&gt;, ne corrisponde una parallela di ambientazione. Se &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; degli &lt;i&gt;anni venti&lt;/i&gt; rappresenta l&apos;attaccamento al passato, quella dei giorni nostri invece rappresenta il presente e il rispetto per il passato.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E&apos; di una genialita&apos; bizzarra il percorso che solo da &lt;b&gt;Woody Allen&lt;/b&gt; poteva prender forma e che il protagonista &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; (interpretato da &lt;b&gt;Owen Wilson&lt;/b&gt;, ricalcando per molti aspetti il tipico protagonista di un classico &lt;i&gt;film&lt;/i&gt; &apos;alleniano&apos;) traccia per arrivare alla fine a dipingere per intero - e in un modo molto leggero e divertente nonostante sia intriso di richiami storico-artistici, i contorni del cuore del &lt;i&gt;film&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;b&gt;Gil Pender&lt;/b&gt;, disincantato sceneggiatore &lt;i&gt;hollywoodiano&lt;/i&gt; di discreto successo, non e&apos; soddisfatto della sua carriera e prova a dare una svolta alla sua vita cercando di approdare alla sua aspirazione di diventare uno scrittore. Non c&apos;e&apos; nulla di piu&apos; propizio per perseguire questo obiettivo, che trovarsi a &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; per un viaggio di piacere con la sua futura sposa &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt;, bella donna americana (come lui, ma che a differenza sua non stravede per &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;) e di estrazione borghese. &lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;iframe width=&quot;460&quot; height=&quot;264&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/H6DWheMMIdw&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/center&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Mentre &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt; trova l&apos;incontro con l&apos;intellettuale inglese &lt;b&gt;Paul&lt;/b&gt; (sua vecchia fiamma dei tempi dell&apos;universita&apos;) che si trova a &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; in compagnia della moglie &lt;b&gt;Carol&lt;/b&gt; per tenere una lezione alla &lt;b&gt;Sorbonne&lt;/b&gt;, un&apos;occasione per dare una svolta alla carriera di scrittore di &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;, lo stesso &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; rimane stregato da questo posto unico che tanto ha ispirato artisti di un passato irripetibile, al punto di convincersi che e&apos; nato in un&apos;epoca successiva a quella in cui avrebbe dovuto nascere.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;b&gt;Paul&lt;/b&gt;, in gita a &lt;b&gt;Versailles&lt;/b&gt; con &lt;b&gt;Carol&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;, spiega il fenomeno psicologico di &apos;&lt;i&gt;quelli che pensano che la loro vita sarebbe stata piu&apos; felice se fossero vissuti nel passato&lt;/i&gt;&apos;:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Paul&lt;/b&gt;: Beh! La nostalgia e&apos; negazione. La negazione di un presente infelice.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt;: Oh, beh! &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; e&apos; un vero romantico. Insomma, lui sarebbe piu&apos; che felice di vivere in un totale stato di perpetua negazione.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Paul&lt;/b&gt;: E il nome di questo falso pensiero e&apos; sindrome &apos;&lt;b&gt;Epoca d&apos;Oro&lt;/b&gt;&apos;.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt;: &lt;/i&gt;Touche&apos;&lt;i&gt;!&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Paul&lt;/b&gt;: Cioe&apos; l&apos;idea errata che un diverso periodo storico sia migliore di quello in cui viviamo. Vedete, e&apos; difetto dell&apos;immaginario romantico di quelle persone che trovano difficile cavarsela nel presente.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La convinzione di &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; prende ancora piu&apos; corpo notte dopo notte, da quando, girovagando per le caratteristiche vie del centro della citta&apos; alla ricerca dell&apos;ispirazione per la sua attivita&apos; di romanziere, si smarrisce e non riesce a trovare piu&apos; la via dell&apos;albergo. Seduto sulle scale davanti alla chiesa di &lt;b&gt;Saint Etienne du Mont&lt;/b&gt;, al rintocco delle campane che segna la sopravvenuta mezzanotte, viene invitato a salire su una &lt;b&gt;Peugeot&lt;/b&gt; d&apos;epoca che lo catapulta per incanto nella &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; degli &lt;i&gt;anni venti&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Nel suo primo viaggio, dentro una festa allietata dalle musiche di &lt;b&gt;Cole Porter&lt;/b&gt; che suona al pianoforte, &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; incontra i coniugi &lt;b&gt;Francis Scott&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Zelda Fitzgerald&lt;/b&gt;, attraverso cui conosce in un crescente e immaginabile stato di incredulita&apos;, uno dei suoi scrittori preferiti, &lt;b&gt;Ernest Hemingway&lt;/b&gt;. Nulla da ridire sulla fantastica interpretazione di questo personaggio da parte di &lt;b&gt;Corey Stoll&lt;/b&gt; e sulla capacita&apos; del regista di cogliere degli aspetti che anche chi lo conosce poco, puo&apos; condividere.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;L&apos;atteggiamento di disfida di &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;, di fronte a &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; che si presenta come scrittore che gli propone di leggere la bozza del suo primo romanzo, si placa pian piano. Alla fine &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; propone addirittura di far leggere la bozza a &lt;b&gt;Gertrude Stein&lt;/b&gt;, mandando &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; letteralmente in visibilio.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; cerca di portare negli &lt;i&gt;anni venti&lt;/i&gt; anche &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt;, presentandosi allo stesso posto, in vano, il giorno dopo. Solo dopo che &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt; va via visibilmente contrariata, lo scoccare della campana e il successivo arrivo della stessa &lt;b&gt;Peugeot&lt;/b&gt; della notte precedente, fanno capire la chiave per essere catapultato indietro nel tempo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;iframe width=&quot;420&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/Cwwi0Yze9HQ&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/center&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Sulla macchina questa volta &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; trova &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; che, dopo una bellissima esposizione sulla relazione tra la paura di morire e amore, lo porta a casa di &lt;b&gt;Gertrude Stein&lt;/b&gt;, al &lt;i&gt;numero 27 di &lt;b&gt;rue de Fleurus&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;. Qui, oltre a consegnare il manoscritto, ha modo di conoscere &lt;b&gt;Pablo Picasso&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt;, sua fantomatica quanto affascinante amante e soggetto di un suo dipinto. In casa, era in corso una accesa discussione in cui &lt;b&gt;Gertrude Stein&lt;/b&gt; criticava l&apos;opera di &lt;b&gt;Picasso&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; rimane colpita dalle prime righe del romanzo di &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; che a sua volta rimane stregato dalla disegnatrice di moda arrivata a &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; da &lt;b&gt;Bordeaux&lt;/b&gt; che prima di &lt;b&gt;Picasso&lt;/b&gt;, aveva gia&apos; amoreggiato con &lt;b&gt;Coco Chanel&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Amedeo Modigliani&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Braque&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;All&apos;indomani, &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; si trova ancora con &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Paul&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Carol&lt;/b&gt; al &lt;b&gt;Musee de l&apos;Orangerie&lt;/b&gt;. In questo spettacolare contesto, &lt;b&gt;Paul&lt;/b&gt; commenta le &lt;b&gt;Ninfee&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;Monet&lt;/b&gt; prima della scena in cui si sofferma sul quadro di &lt;b&gt;Picasso&lt;/b&gt; che la notte prima era stato oggetto di discussione a casa di &lt;b&gt;Gertrude Stein&lt;/b&gt;. Un fantastico monologo critico di &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; lascia tutti sbigottiti e la scena e&apos; degna del piu&apos; sottile umorismo &apos;alleniano&apos;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Intanto, nella vita parallela che si svolge nelle notti di &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;, qualcosa di tenero sta nascendo con &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt;, al pari di &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;, e&apos; legata al suo passato. Ad un&apos;epoca antecedente a quella in cui lei realmente vive. &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; e&apos; terribilmente attratta dalla &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; di fine XIX secolo. La &lt;b&gt;Belle Epoque&lt;/b&gt; rappresenta per &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; l&apos;&lt;i&gt;eta&apos; dell&apos;oro&lt;/i&gt;. In questa serata &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; passeggiano in una romanticissima &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; ed e&apos; qui che &lt;b&gt;Woody Allen&lt;/b&gt;, per bocca dell&apos;attore protagonista, recita un inno al fascino immortale di questa citta&apos;:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;(In sottofondo, &lt;b&gt;Parlez-moi d&apos;amour&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;Dana Boule&lt;/b&gt;)&lt;br/&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt;: Ma non riesco mai a decidere se &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; sia piu&apos; bella di giorno o di notte.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: Ah! Non ci si riesce! Non si puo&apos; scegliere! Ti posso dare un argomento che mette &lt;/i&gt;KO &lt;i&gt;sia l&apos;una che l&apos;altra ipotesi. Sai, a volte mi chiedo come possa qualcuno realizzare un libro, un dipinto, una sinfonia, una scultura che competa con una grande citta&apos;. Non ci si riesce! Ci si guarda intorno e ogni... ogni strada, ogni &lt;/i&gt;boulevard &lt;i&gt;sono in realta&apos; una speciale forma d&apos;arte. E quando uno pensa che nel gelido, violento, insignificante universo, esiste &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;, esistono queste luci... Insomma, andiamo! Non succede niente su &lt;b&gt;Giove&lt;/b&gt; o su &lt;b&gt;Nettuno&lt;/b&gt;, ma da lassu&apos; nello spazio uno puo&apos; vedere queste luci, i caffe&apos;, la gente che beve e che canta. Per quanto ne sappiamo, &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; e&apos; il posto piu&apos; &lt;/i&gt;cool &lt;i&gt;dell&apos;universo.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Alla fine di questa passeggiata, &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;, con molta naturalezza, conferma di stare per sposarsi e cio&apos; spinge &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; ad interrompere bruscamente la serata, giustificandosi di dover rientrare a casa dove c&apos;e&apos; &lt;b&gt;Picasso&lt;/b&gt; che la aspetta. La serata pero&apos; riserva altre sorprese. L&apos;incontro con &lt;b&gt;Salvador Dali&apos;&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Luis Bunuel&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Man Ray&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; racconta il suo grande problema: l&apos;essere innamorato della sua futura moglie e della sua amante. Oltre al vivere in due epoche diverse. Ne viene fuori una fantastica &lt;i&gt;gag&lt;/i&gt; per via della corrente surrealista a cui i tre artisti appartengono.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Da notare la seriosita&apos; del &apos;&lt;i&gt;personaggio &lt;b&gt;Bunuel&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&apos; nella parte recitata. Lascia pensare a un segno di un rispetto di &lt;b&gt;Woody Allen&lt;/b&gt; verso il regista che aveva rifiutato l&apos;invito a prendere parte al &lt;i&gt;cast&lt;/i&gt; di (e successivamente anche sminuito) &lt;b&gt;Io e Annie&lt;/b&gt;, nella scena della coda al cinema con lo pseudo-intellettuale chiacchierone. Nella sua autobiografia, &lt;b&gt;I miei sospiri estremi&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Bunuel&lt;/b&gt;, infatti, scrisse:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Allen&lt;/b&gt; mi propose di interpretare me stesso in &lt;b&gt;Io e Annie&lt;/b&gt;. Mi offrivano trentamila dollari per due giorni di lavoro, ma avrei dovuto restare a &lt;b&gt;New York&lt;/b&gt; una settimana. Dopo qualche esitazione, rifiutai. Alla fine e&apos; stato &lt;b&gt;McLuhan&lt;/b&gt; a recitare se stesso nell&apos;atrio di un cinematografo. Ho visto il &lt;/i&gt;film&lt;i&gt;, ma non mi e&apos; piaciuto per niente.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Sempre piu&apos; sopraffatto dal dissidio d&apos;amore, &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; al mattino seguente si reca di nuovo al &lt;b&gt;museo Rodin&lt;/b&gt; (dove era stato gia&apos; insieme a &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Paul&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Carol&lt;/b&gt;) e chiede alla guida (interpretata da &lt;b&gt;Carla Bruni&lt;/b&gt;) davanti alla scultura di &lt;b&gt;Rodin&lt;/b&gt; se lo scultore fosse stato realmente innamorato della moglie e dell&apos;amante, come lei stessa aveva asserito qualche giorno prima. In tutto questo esterna un dubbio la cui risposta potrebbe essere la soluzione al suo dramma interiore. La possibilita&apos; di amare due persone contemporaneamente, infatti, potrebbe salvare la relazione con &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt; e quella con &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;All&apos;appuntamento notturno &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; si trova a casa di &lt;b&gt;Gertrude Stein&lt;/b&gt; dove e&apos; in atto una discussione ancora con &lt;b&gt;Picasso&lt;/b&gt; ma questa volta perche&apos; &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; e&apos; fuggita in &lt;b&gt;Africa&lt;/b&gt; con &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; ci rimane evidentemente male. Mentre &lt;i&gt;miss&lt;/i&gt; &lt;b&gt;Stein&lt;/b&gt; spezza (anche se non le riesce bene) la sua delusione, riferendogli il suo giudizio in merito al romanzo:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Allora. Parliamo del tuo libro.&lt;br/&gt;
Abbiamo tutti paura della morte&lt;br/&gt;
e ci interroghiamo sulla vita.&lt;br/&gt;
L&apos;artista ha il dovere di&lt;br/&gt;
non arrendersi alla disperazione,&lt;br/&gt;
ma di trovare un antidoto&lt;br/&gt;
al vuoto dell&apos;esistenza.&lt;br/&gt;
Tu hai una voce chiara e toccante.&lt;br/&gt;
Non essere cosi&apos; disfattista.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Al mattino seguente &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt; e la sua famiglia partono per &lt;b&gt;Mont Saint Michel&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;, come sempre piu&apos; frequentemente accade, decide di rimanere a &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;. Alla scena della passeggiata in riva alla &lt;b&gt;Senna&lt;/b&gt;, sulla &lt;b&gt;Ile de la Cite&lt;/b&gt;, fino ad arrivare sotto &lt;b&gt;Pont Neuf&lt;/b&gt;, segue la scena dove &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; va al negozio in cui lavora la bella ragazza francese di nome &lt;b&gt;Gabrielle&lt;/b&gt;, al mercato delle pulci di &lt;b&gt;Saint Ouen&lt;/b&gt;, e acquista un disco di &lt;b&gt;Cole Porter&lt;/b&gt;. Nella scena successiva &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;, girovagando per le tipiche bancarelle dei &lt;a href=&apos;http://chez-edmea.blogspot.it/2011/11/i-bouquinistes.html&apos;&gt;&lt;i&gt;bouquinistes&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; (venditori di libri di seconda mano), trova a sorpresa e compra, il diario di &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Dalla lettura del diario - tradotto dalla guida del &lt;b&gt;museo Rodin&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; viene a conoscenza che &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; e&apos; innamorata di lui e lo preferisce a &lt;b&gt;Picasso&lt;/b&gt; ed &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;. Inoltre, &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; manifesta una profonda amarezza per aver appreso che &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; presto sposera&apos; la sua fidanzata &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt;. Infine, &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; confessa di aver sognato di aver ricevuto dei bellissimi orecchini da &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; e di aver fatto dopo l&apos;amore con lui.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;, cosciente di cio&apos;, quindi prepara tutto per la prossima serata &apos;&lt;i&gt;anni venti&lt;/i&gt;&apos;, riciclando degli orecchini di perla di &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt; come regalo per &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt;. Ma non va tutto come previsto perche&apos; inaspettatamente &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt; e i genitori rientrano a &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; a causa di un malore accusato dal padre. &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt; si accorge subito della mancanza degli orecchini di perla. La madre la incita a denunciare la cameriera. &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; cerca di dissuaderla prendendo le difese della cameriera. Cio&apos; suscita le ire di &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt; che risponde con un sarcasmo proprio di &lt;b&gt;Woody Allen&lt;/b&gt;:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Tu prendi sempre le parti della servitu&apos;, come al solito!&lt;br/&gt;
Ecco perche&apos; papa&apos; dice che sei un comunista!&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Alla fine &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; trova il modo di placare la situazione di tensione che si era venuta a creare, facendo finta di aver ritrovato gli orecchini mancanti, in bagno, sul lavandino. L&apos;incontro notturno viene rimandato quindi di un giorno. &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; ha cosi&apos; modo di comprare degli orecchini (di pietra di luna, suppongo) da regalare ad &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;A mezzanotte, &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; porta la nuova stesura del suo libro a &lt;i&gt;miss&lt;/i&gt; &lt;b&gt;Stein&lt;/b&gt; che nel frattempo lo indirizza alla festa di matrimonio di &apos;uno di quei pazzi pittori surrealisti&apos; dove c&apos;e&apos; anche &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; che intanto era gia&apos; tornata da un viaggio sul &lt;b&gt;Kilimangiaro&lt;/b&gt; - con un improbabile seguito, con &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; ed ha nel frattempo anche rotto definitivamente con &lt;b&gt;Picasso&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;, incontrandola, le chiede un posto piu&apos; intimo dove poter parlare con lei.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Prima di uscire dalla festa, &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; incontra &lt;b&gt;Bunuel&lt;/b&gt; e gli da&apos; alcune indicazioni riguardo un suo &lt;i&gt;film&lt;/i&gt;. &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; spiega velocemente la trama del &lt;i&gt;film&lt;/i&gt; senza dare delucidazioni sul significato. Poi i due si congedano lasciando &lt;b&gt;Bunuel&lt;/b&gt; assorto nel tentavivo di afferrare il senso di quello che in futuro sara&apos; una sua grande opera. Si tratta verosimilmente del &lt;i&gt;film&lt;/i&gt; &lt;b&gt;L&apos;angelo sterminatore&lt;/b&gt; che uscira&apos; nel 1962. Non e&apos; detto che la scena non sia un messaggio ironico per smorzare il rifiuto di &lt;b&gt;Bunuel&lt;/b&gt; all&apos;invito di &lt;b&gt;Woody Allen&lt;/b&gt; per partecipare al &lt;i&gt;film&lt;/i&gt; &lt;b&gt;Io e Annie&lt;/b&gt;. Ma, se lo e&apos;, e&apos; senz&apos;altro proteso a smorzare i toni, a dimostrazione di una grande stima per un grande maestro di cinematografia.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Fuori, &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; bacia &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; e le dona degli apprezzatissimi orecchini. Tuttavia, succede che &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; rivive nella sua realta&apos; in un certo senso quello che &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; vive nella sua. Appare una carrozza d&apos;altri tempi, trainata da cavalli da cui si affaccia una coppia che li invita a salire. &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; vengono cosi&apos; trasportati nella &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; della fine del XIX secolo. La felicita&apos; palpabile di &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; alla vista del &lt;b&gt;Maxim&apos;s&lt;/b&gt; di quegli anni, comincia ad aprire gli occhi a &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;. I due si recano quindi al &lt;b&gt;Moulin Rouge&lt;/b&gt; dove assistono al balletto sulle musiche del &lt;b&gt;Can-can&lt;/b&gt;. Alla fine del quale &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; intravede &lt;b&gt;Henri de Toulouse-Lautrec&lt;/b&gt; solitario al suo tavolo. I due si siedono al tavolo con il famoso pittore impressionista. Subito dopo arrivano &lt;b&gt;Paul Gauguin&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Edgar Degas&lt;/b&gt;. Sapendo che &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; e&apos; una disegnatrice di moda, &lt;b&gt;Degas&lt;/b&gt; propone di farla conoscere ad un tale &lt;b&gt;Richard&lt;/b&gt; (si dovrebbe trattare di &lt;b&gt;Richard Strauss&lt;/b&gt;) per disegnare gli abiti di un suo spettacolo teatrale.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Dopo un&apos;esitazione iniziale causata dal fatto che veniva da un&apos;altra epoca, &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; chiede a &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; di consultarsi privatamente. &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; intanto e&apos; riuscito a farsi un quadro chiaro di quello che stava vivendo, osservando quello che stava succedendo ad &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt;. A rafforzare la sua tesi, intervengono gli atteggiamenti degli artisti impressionisti che sostengono che loro sono delusi dalla generazione attuale e che avrebbero preferito vivere nel &lt;b&gt;Rinascimento&lt;/b&gt; e dipingere a fianco a &lt;b&gt;Tiziano&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Michelangelo&lt;/b&gt;. E aggiunge, spiegando quanto percepito, che sicuramente questi ultimi due si sarebbero trovati meglio ai tempi di &lt;b&gt;Kublai Khan&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; spiega cosi&apos; ad &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; che non e&apos; una soluzione scegliere di rimanere nella &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; della &lt;b&gt;Belle Epoque&lt;/b&gt;. Molto probabilmente, una volta ambientata in quell&apos;epoca, avrebbe cominciato ad immaginare che un&apos;altra epoca ancora antecedente sarebbe stata la sua &apos;&lt;i&gt;epoca d&apos;oro&lt;/i&gt;&apos;. Poi conclude con un frase molto signifcativa:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Ecco.. ecco cos&apos;e&apos; il presente! E&apos; un po&apos; insoddisfacente! Perche&apos; la vita e&apos; un po&apos; insoddisfacente...&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ma nemmeno davanti a questa frase pregna di significato, &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; riesce a percepire il malessere che sta vivendo e rimane ferma sulla decisione di fermarsi nella &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; di &apos;fine-ottocento&apos;. Si congeda cosi&apos; da &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; con tenerissimo bacio.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ritornato negli &lt;i&gt;anni venti&lt;/i&gt;, &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; ha il consenso di &lt;b&gt;Gertrude Stein&lt;/b&gt; per il suo libro. &lt;i&gt;Miss&lt;/i&gt; &lt;b&gt;Stein&lt;/b&gt; confessa che anche &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; lo ha letto e pensa che sara&apos; un buon romanzo. Tuttavia, riferisce che lui non crede che il finale del libro possa essere realistico. In effetti, il romanzo scritto da &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; e&apos; profondamente autobiografico. Parla del &apos;negozio nostalgia&apos; (un negozio dove di vendono cimeli) che in qualche modo riflette il suo attaccamento al passato, e il finale lascia intendere che lui non si era realmente accorto del tradimento perpetrato nei suoi confronti da &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt; con &lt;b&gt;Paul&lt;/b&gt;. Il giudizio (che &lt;i&gt;Gil&lt;/i&gt; definisce ironicamente &apos;negazione&apos;) di &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt; spinge &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; ad aprire gli occhi anche su quest&apos;ultimo aspetto della sua vita e a far confessare &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il ritorno alla realta&apos; e&apos; quindi segnato dalla fine della relazione tra &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt;. La scena, che si svolge in parte alla presenza dei genitori, si chiude con un&apos;appendice sarcastica, recitata dal padre di Inez:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Salutami Trotsky.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; decide di rimanere a &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;, ma il finale lascia intendere chiaramente che il protagonista e&apos; oramai guarito dalla sindrome che lo portava a fuggire dal suo presente. La bellezza e la sobrieta&apos; di &lt;b&gt;Gabrielle&lt;/b&gt;, e il loro passeggiare per &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; sotto la pioggia ne sono una inequivocabile testimonianza.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;Frasi&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;ul&gt;&lt;br/&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Il problema e&apos; che quando si tratta del suo lavoro, lui non ha rispetto dell&apos;opinione altrui.&lt;/i&gt; (&lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt;) &lt;br/&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Nessun soggetto e&apos; terribile se la storia e&apos; vera. E se la prosa e&apos; chiara e onesta. E se esprime coraggio e grazia nelle avversita&apos;.&lt;/i&gt; (&lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;)&lt;br/&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Io penso che l&apos;amore vero, autentico, crei una tregua dalla morte. La vigliaccheria deriva dal non amare o dall&apos;amare male, che e&apos; la stessa cosa.&lt;/i&gt; (&lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;)&lt;br/&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Guardate come l&apos;ha ritratta! E&apos; grondante di allusioni sessuali. Carnale, di passionalita&apos; bruciante. (...). Ne ha fatto una creatura di &lt;b&gt;Place Pigalle&lt;/b&gt;! Una puttana dai vulcanici appetiti. (...) quindi tu la giudichi da&lt;/i&gt; petit-bourgeois&lt;i&gt; e la trasformi in un oggetto di piacere. E&apos; piu&apos; una natura morta che un ritratto.&lt;/i&gt; (&lt;b&gt;Gertrude Stein&lt;/b&gt;)&lt;br/&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Mio &lt;b&gt;Dio&lt;/b&gt;! Con lei le&lt;/i&gt; groupie &lt;i&gt;fanno un salto di qualita&apos;!&lt;/i&gt; (&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;)&lt;br/&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Questo sogno di piccola parigina, non e&apos; una festa mobile?&lt;/i&gt; (&lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;)&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;Dialoghi&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;i&gt;Scena al &lt;b&gt;Bricktop&apos;s&lt;/b&gt; dove &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; si reca insieme ai &lt;b&gt;Fitzgerald&lt;/b&gt;, dopo che questi trovano &apos;noiosa&apos; la festa organizzata per lo scrittore &lt;b&gt;Jean Cocteau&lt;/b&gt;, nonostante ad allietare la serata c&apos;e&apos; &lt;b&gt;Cole Porter&lt;/b&gt; che suona al pianoforte. In questo locale &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; conosce &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;: Ti fara&apos; diventare pazzo quella donna.&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Francis Scott Fitzgerald&lt;/b&gt;: E&apos; eccitante. E ha del talento.&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;: Questo mese la scrittura, l&apos;altro mese era qualcos&apos;altro. Tu sei uno scrittore. Ti serve tempo per scrivere, non ti servono queste pagliacciate. Ti sta distruggendo perche&apos; in realta&apos; e&apos; una tua rivale. Non sei d&apos;accordo?&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: Io?&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;: Parla perdio! Non credi che il mio amico stia commettendo un tragico errore?&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: Ecco, i-i-io no-non conosco i &lt;b&gt;Fitzgerald&lt;/b&gt; abbastanza...&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;: Sei uno scrittore, sai osservare, c&apos;hai passato tutta la sera.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/small&gt;&lt;br/&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;i&gt;Scena della seconda sera in cui &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; sale sulla &lt;b&gt;Peugeot&lt;/b&gt; d&apos;epoca per essere catapultato nella &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; degli anni venti. In questa scena &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; trova in macchina &lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;,e con lui intrattiene un interessante dialogo sulla paura di morire e l&apos;amore.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;: Non scrivi mai bene se hai paura di morire. Tu ce l&apos;hai?&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: Si&apos;, io si&apos;. Direi che forse.. direi che forse e&apos; la mia paura piu&apos; grande.&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;: Beh, e&apos; una cosa che a tutti prima di te e&apos; successa e a tutti succedera&apos;.&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: Lo so, lo so...&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;: Hai mai fatto l&apos;amore con una vera meraviglia di donna?&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: Beh, ecco, la mia fidanzata e&apos;... parecchio sexy!&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;: E quando fai l&apos;amore con lei, senti una vera e bellissima passione... almeno per quel momento dimentichi la paura della morte?&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: No, no... Questo non succede.&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Hemingway&lt;/b&gt;: Io penso che l&apos;amore vero, autentico, crei una tregua dalla morte; la vigliaccheria deriva dal non amare o dall&apos;amare male, che e&apos; la stessa cosa, e quando un uomo che e&apos; vero e coraggioso, guarda la morte dritta in faccia come certi cacciatori di rinoceronti o come &lt;b&gt;Belmonte&lt;/b&gt; che e&apos; davvero coraggioso, e&apos; perche&apos; ama con sufficiente passione da fugare la morte dalla sua mente, finche&apos; lei non ritorna, come fa con tutti. E allora bisogna di nuovo far bene l&apos;amore. Devi pensarci.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/small&gt;&lt;br/&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;i&gt;Scena al mercatino delle pulci di &lt;b&gt;Saint-Ouen&lt;/b&gt;(&apos;&lt;b&gt;Marche&apos; aux Puces de Saint-Ouen&lt;/b&gt;&apos;) in cui &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; e&apos; attratto da un vecchio pezzo di &lt;b&gt;Cole Porter&lt;/b&gt; (&lt;b&gt;You do Something to me&lt;/b&gt;) che giunge dal negozio dove lavora &lt;b&gt;Gabrielle&lt;/b&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Gabrielle&lt;/b&gt;: Le piace &lt;b&gt;Cole Porter&lt;/b&gt;?&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: Molto, sono un vero fan. Si&apos;... anzi... mi piace pensare di far parte del gruppo di intimi amici di &lt;b&gt;Linda&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Cole&lt;/b&gt;. Sto scherzando!&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/small&gt;&lt;br/&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;i&gt;Scena al museo dell&apos;&lt;b&gt;Orangerie&lt;/b&gt; (&apos;&lt;b&gt;Musee de l&apos;Orangerie&lt;/b&gt;&apos;) dove &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; si reca in compagnia di &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Paul&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Carol&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;Paul&lt;/b&gt; fa da cicerone ma &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; non riesce a trattere le sue considerazioni critiche in merito al quadro di &lt;b&gt;Picasso&lt;/b&gt;, che aveva maturato la notte precedente a casa di &lt;b&gt;Gertrude Stein&lt;/b&gt;, alla presenza del pittore e del suo soggetto (&lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt;).&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Paul&lt;/b&gt;: Ah si&apos;.. Ecco un superbo &lt;b&gt;Picasso&lt;/b&gt;. Se non vado errato dipinse questo meraviglioso ritratto della... della sua amante francese, &lt;b&gt;Madeleine Prissou&lt;/b&gt;, negli &lt;/i&gt;anni venti&lt;i&gt;.&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: Ah.. &lt;b&gt;Pa-Pa-Paul&lt;/b&gt;, mi vedo costretto a dissentire da te.&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Paul&lt;/b&gt;: Ah si&apos;?&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt;: &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;, sta&apos; un po&apos; attento, magari impari qualcosa.&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: Si&apos;.. be-be-beh.. se non vado errato, questo fu un tentativo fallito di catturare una giovane francese, di nome &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt;, di &lt;b&gt;Bordeaux&lt;/b&gt; che, se gli studi mi assistono, era venuta a &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; per studiare come costumista teatrale. E sono piu&apos; sicuro che ebbe una storia con &lt;b&gt;Modigliani&lt;/b&gt;. E poi &lt;b&gt;Braque&lt;/b&gt;. Ed e&apos; li&apos; che &lt;b&gt;Pablo&lt;/b&gt; la vide. &lt;b&gt;Picasso&lt;/b&gt;. Quello che non ti fa arrivare questo quadro e&apos; l&apos;indefinibilita&apos; della sua bellezza. Era davvero uno schianto.&lt;/i&gt;&quot;&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt;: Ma che ti sei fumato?&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: Io non definirei questo quadro &apos;meraviglioso&apos;, e&apos; piu&apos; un&apos;affermazione&lt;/i&gt; petit-bourgeois &lt;i&gt;di come in effetti &lt;b&gt;Pablo&lt;/b&gt; la vede... la vedeva. Era distratto dal fatto che era un autentico vulcano a letto.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/small&gt;&lt;br/&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;i&gt;Scena in cui &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; passeggiando per le strade del centro di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;, notano &lt;b&gt;Zelda Fitzgerald&lt;/b&gt; sull&apos;argine della &lt;b&gt;Senna&lt;/b&gt; che cerca di togliersi la vita. In questa scena &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;, in tutta naturalezza, fa riferimento all&apos;imminente al suo matrimonio nella vita reale, come pure ad un medicinale ancora non noto negli anni venti (&lt;b&gt;Valium&lt;/b&gt;).&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: Tieni, prendi questo.&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Zelda Fitzgerald&lt;/b&gt;: Che cos&apos;e&apos;?&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: Un &lt;b&gt;Valium&lt;/b&gt;, ti sentirai meglio.&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt;: Giri con delle medicine?&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: No, di solito no, ma da quando sono fidanzato con &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt;, ho avuto qualche attacco di panico. Ma sono sicuro che sparira&apos; dopo il matrimonio.&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Adriana:&lt;/b&gt; Non ho mai sentito parlare del &apos;&lt;b&gt;Valium&lt;/b&gt;&apos;. Che cos&apos;e&apos;?&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: E&apos;... e&apos; la pillola del futuro.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/small&gt;&lt;br/&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;i&gt;Scena del bacio tra &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Adriana&lt;/b&gt;: Cosa stai facendo? &lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: Non lo so. Ma per un minuto mi sono sentito come se fossi immortale.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/small&gt;&lt;br/&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;i&gt;Scena finale. &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;, finalmente &apos;guarito&apos;, si stabilisce a &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; e incontra casualmente &lt;b&gt;Gabrielle&lt;/b&gt; che gli confessa di averlo pensato. Lei accetta di essere accompagnata a casa. Ma &apos;sfortunatamente&apos; inizia a piovere. A &lt;b&gt;Gabrielle&lt;/b&gt; piace &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; con la pioggia, come in verita&apos; (e piu&apos; volte nel corso del&lt;/i&gt; film&lt;i&gt; cio&apos; e&apos; stato rimarcato) anche a &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;. Il che lascia presagire ad un&apos;affinita&apos; tra i due che e&apos; sempre mancata tra &lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Inez&lt;/b&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: &lt;/i&gt;OK&lt;i&gt;, sta cominciando a piovere. &lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gabrielle&lt;/b&gt;: Si&apos;... No... ma e&apos; lo stesso! Non mi dispiace bagnarmi. &lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: Davvero? &lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gabrielle&lt;/b&gt;: Si&apos;. In realta&apos;, &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; e&apos; ancora piu&apos; bella con la pioggia. &lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: Io-io-io.. E&apos; sempre quello che ho detto io. Non potrei essere piu&apos; d&apos;accordo con te.&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gabrielle&lt;/b&gt;: Si&apos;&lt;br/&gt;
&lt;b&gt;Gil&lt;/b&gt;: E&apos; piu&apos; bella...&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;

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    <title>Il Codice Da Vinci</title>
    <dc:creator>rocsca</dc:creator>
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        <pubDate>Fri, 17 Feb 2012 22:35:35 +0100</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/b9181056-da5f-4dde-b96c-b6e59407225c&quot; title=&quot;Il Codice Da Vinci&quot; align=&quot;right&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;181&quot;&gt;Vista la popolarita&apos; che ha raggiunto questo libro di &lt;b&gt;Dan Brown&lt;/b&gt;, avrei dovuto astenermi anche dal recensirlo. Ma e&apos; stata troppa l&apos;estasi dell&apos;averlo letto nelle giornate di una calda estate su un&apos;amaca o sotto un ombrellone su spiagge incantevoli, oltre che nei soliti posti dove soglio leggere. Il tutto non avrebbe nemmeno acquisito tanto fascino se realmente il romanzo non fosse subito apparso essere un &lt;i&gt;thriller&lt;/i&gt; mozzafiato gia&apos; dalle prime pagine, con interessantissimi innesti di chicche storiche piacevoli da leggere e difficilmente reperibili senza effettuare ricerche particolarmente approfondite sui temi trattati nel romanzo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Penso che siano diverse le motivazioni che mi hanno spinto verso la lettura di questo libro. In primo luogo, e&apos; la voglia di spostare le mie attenzioni verso la &lt;b&gt;Francia&lt;/b&gt;. Ancor di piu&apos; verso &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; e il &lt;b&gt;Louvre&lt;/b&gt;. Il posto dove si incentrano buona parte delle situazioni descritte in questo romanzo. Ma d&apos;altra parte non posso prescindere da una componente inconscia che lega il titolo del libro e i miei studi accademici. I codici e la crittografia sono, infatti, il fulcro delle scienze informatiche. E sono forse le teorie che hanno reso l&apos;informatica una disciplina scientifica a tutti gli effetti. Infine, leggere di &lt;b&gt;Londra&lt;/b&gt; dopo avere visto alcuni dei posti in cui e&apos; ambientata l&apos;ultima parte del romanzo e&apos; un incentivo ad una ricostruzione piu&apos; verosimile di cio&apos; che si legge. Un&apos;evocazione piu&apos; intensa delle situazioni che produce emozioni che riempiono.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La trama e&apos; ben pensata e articolata ma, nonostante cio&apos;, molto coerente. Molto dettagliata e scorrevole allo stesso tempo. Ricca di &lt;i&gt;suspance&lt;/i&gt; al limite di quanto la scrittura ne possa trasmettere. Forse e&apos; stato proprio questo a farmi venire piu&apos; volte la voglia di andare a vedere subito il &lt;i&gt;film&lt;/i&gt; &lt;b&gt;Il codice da Vinci&lt;/b&gt; (&lt;b&gt;The Da Vinci Code&lt;/b&gt;), di &lt;b&gt;Ron Howard&lt;/b&gt; e con &lt;b&gt;Tom Hanks&lt;/b&gt;, che e&apos; stato tratto dal romanzo. Ma per il resto, in linea con il mio pensiero, penso sia stato giusto leggere il libro prima di tutto.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;L&apos;inizio lascia gia&apos; presagire l&apos;inclinazione &lt;i&gt;thriller&lt;/i&gt; del romanzo. &lt;b&gt;Jacques Sauniere&lt;/b&gt;, direttore del &lt;b&gt;Louvre&lt;/b&gt;, e&apos; stato ammazzato da &lt;b&gt;Silas&lt;/b&gt;, un monaco albino dell&apos;&lt;b&gt;Opus Dei&lt;/b&gt; zoppicante a causa del cilicio indossato sotto il saio, intento nella ricerca della &lt;b&gt;Clef de voute&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;Chiave di volta&lt;/i&gt;), nel salone principale dello stesso museo. Prima di essere raggiunto da un colpo di arma da fuoco, l&apos;uomo si aggrappa ad un dipinto di &lt;b&gt;Caravaggio&lt;/b&gt; e fa scattare l&apos;allarme. Il sistema d&apos;allarme attivo fa abbassare le inferriate che bloccano l&apos;ingresso nel salone principale del museo, impedendo al suo assassino di raggiungerlo. In tale isolamento, anche dopo essere stato colpito, &lt;b&gt;Sauniere&lt;/b&gt; ha il tempo, prima di morire, di togliersi i vestiti, distendersi sul pavimento e disporsi nella stessa posizione della figura disegnata nell&apos;&lt;b&gt;Uomo vitruviano&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;Da Vinci&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;Sauniere&lt;/b&gt; inoltre si disegna addosso, con il proprio sangue, un pentacolo e infine lascia vicino al suo corpo le seguenti informazioni:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;small&gt;&lt;center&gt;&lt;i&gt;13-3-2-21-1-1-8-5&lt;br/&gt;
O, Draconian devil!&lt;br/&gt;
Oh, lame saint!&lt;br/&gt;
P.S. Trova Robert Langdon&lt;/i&gt;&lt;/center&gt;&lt;/small&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il motivo per cui l&apos;&lt;b&gt;Opus Dei&lt;/b&gt; e&apos; alla ricerca della &lt;b&gt;Chiave di volta&lt;/b&gt; e&apos; sostanzialmente dovuto alla paura dell&apos;intenzione del pontefice di rendere meno rigide le leggi che regolano la &lt;b&gt;Chiesa&lt;/b&gt;. Questo &apos;respiro&apos; avrebbe in qualche modo toccato anche l&apos;&lt;b&gt;Opus Dei&lt;/b&gt;, l&apos;associazione cattolica tra le piu&apos; conservatrici, guidata dal vescovo &lt;b&gt;Aringarosa&lt;/b&gt;. Il vescovo percepisce la necessita&apos; di fare qualcosa che gli dia gli strumenti in mano perche&apos; cio&apos; non avvenga. Questo qualcosa e&apos; il ritrovamento del &lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt;. Per impossessarsi del &lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Aringarosa&lt;/b&gt; si affida ad una figura che si e&apos; presentata a lui dando delle indicazioni credibili relativamente al &lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt;. Tale figura, che all&apos;interno del romanzo e&apos; identificata come &apos;&lt;b&gt;Maestro&lt;/b&gt;&apos;, e&apos; inizialmente misteriosa ma l&apos;evolversi del racconto rivelera&apos; essere un personaggio tra quelli che hanno un ruolo chiave nella soluzione del giallo del &lt;b&gt;Louvre&lt;/b&gt;. &lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;b&gt;Dan Brown&lt;/b&gt; da&apos; un&apos;ampia esposizione relativamente alle diverse interpretazioni del &lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt;. E questo e&apos; sicuramente un aspetto che nel &lt;i&gt;film&lt;/i&gt; di &lt;b&gt;Ron Howard&lt;/b&gt;, non si puo&apos; cogliere e lo rende per questo nettamente meno interessante. E forse e&apos; proprio l&apos;interpretazione di cosa si intende per &apos;&lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt;&apos;, la chiave del romanzo. Il significato che alla fine &lt;b&gt;Dan Brown&lt;/b&gt; relega a questo concetto e&apos; quello dedotto da una delle tesi piu&apos; recenti ovvero, quella esposta da &lt;b&gt;Henry Lincoln&lt;/b&gt; - attore e documentarista inglese, che ha origine tra il 1969 e 1970. Da tale tesi lo stesso &lt;b&gt;Lincoln&lt;/b&gt; ha tratto il libro &lt;b&gt;Il Santo Graal&lt;/b&gt; pubblicato nel 1982, con il supporto di &lt;b&gt;Michael Baigent&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Richard Leigh&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La locazione del &lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt; sarebbe un segreto in custodia al &lt;b&gt;Prieure de Sion&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;Priorato di Sion&lt;/i&gt;). Il  &lt;b&gt;Priorato di Sion&lt;/b&gt; e&apos; un&apos;associazione segreta fondata a &lt;b&gt;Gerusalemme&lt;/b&gt; nel 1099 da &lt;b&gt;Goffredo di Buglione&lt;/b&gt;, nobile condottiero della prima crociata che dopo aver conquistato la citta&apos;, fu nominato &lt;b&gt;Advocatus Sancti Sepulchri&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;Difensore del Santo Sepolcro&lt;/i&gt;), rifiutando il titolo di re della citta&apos; dove &lt;b&gt;Cristo&lt;/b&gt; era morto, asserendo che &apos;&lt;i&gt;mai avrebbe portato una corona d&apos;oro laddove &lt;b&gt;Cristo&lt;/b&gt; l&apos;aveva portata di spine&lt;/i&gt;&apos;. Alla sua morte, avvenuta nel 1100, divenne re suo fratello &lt;b&gt;Baldovino&lt;/b&gt;, col nome di &lt;b&gt;Baldovino I&lt;/b&gt;. In tutto questo, &lt;b&gt;Goffredo di Buglione&lt;/b&gt;, divenne depositario di un segreto occulto conservato dalla sua famiglia sin dai tempi della morte di &lt;b&gt;Cristo&lt;/b&gt;. Per proteggere tale segreto e tramandarlo da una generazione all&apos;altra, fondo&apos; il  &lt;b&gt;Priorato di Sion&lt;/b&gt;. &lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il &lt;b&gt;Priorato di Sion&lt;/b&gt; negli anni che seguirono venne a conoscenza di importanti documenti sepolti sotto le rovine del &lt;b&gt;Tempio di Erode&lt;/b&gt;, costruito sui resti del &lt;b&gt;Tempio di Salomone&lt;/b&gt;. Tali documenti (che, a mio parere, dovrebbero essere la testimonianza della discendenza di &lt;b&gt;Gesu&apos;&lt;/b&gt; dal &lt;b&gt;re Salomone&lt;/b&gt;) avrebbero rafforzato il segreto di &lt;b&gt;Goffredo di Buglione&lt;/b&gt;. Ragion per cui il &lt;b&gt;Priorato di Sion&lt;/b&gt; fondo&apos; un ordine militare di nove cavalieri chiamato &lt;b&gt;Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone&lt;/b&gt;, ovvero i &lt;b&gt;Cavalieri Templari&lt;/b&gt; o semplicemente &lt;b&gt;Templari&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;In sostanza, il segreto sarebbe da ricercarsi nella discendenza della famiglia di &lt;b&gt;Goffredo di Buglione&lt;/b&gt; da &lt;b&gt;Maria Maddalena&lt;/b&gt;, ritenuta moglie di &lt;b&gt;Cristo&lt;/b&gt; dai &lt;i&gt;vangeli gnostici&lt;/i&gt; (*). Discendenza &apos;avvalorata&apos; dalla fuga dalla &lt;b&gt;Palestina&lt;/b&gt; (**) di &lt;b&gt;Maria Maddalena&lt;/b&gt; e di altri ebrei, per approdare in &lt;b&gt;Provenza&lt;/b&gt;. Una volta in &lt;b&gt;Provenza&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Maria Maddalena&lt;/b&gt;, incinta, risali&apos; il &lt;b&gt;Rodano&lt;/b&gt; raggiungendo la tribu&apos; dei &lt;b&gt;Franchi&lt;/b&gt;, che non sarebbero stati altro che la tribu&apos; di &lt;b&gt;Beniamino&lt;/b&gt; nella diaspora ebraica, ed avrebbe avuto un figlio di nome &lt;b&gt;Giacomo&lt;/b&gt;. La tesi sostiene che tale tribu&apos; e&apos; quella da cui ebbe origine la dinastia dei &lt;b&gt;Merovingi&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Dunque, anche &lt;b&gt;Maria Maddalena&lt;/b&gt; sarebbe cosi&apos; una discendente di una famiglia reale. L&apos;unione con &lt;b&gt;Gesu&apos;&lt;/b&gt; e il concepimento rappresentano quindi la continuita&apos; di una dinastia.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Forse a partire da questa ultima ipotesi che &lt;b&gt;Lincoln&lt;/b&gt; ha iniziato a trarre delle conclusioni sul significato di &lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt;, che si distaccano dalle altre. Il termine &apos;&lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt;&apos; letteralmente indica una coppa o un piatto, visto che il termine &apos;&lt;i&gt;graal&lt;/i&gt;&apos; e&apos; un vocabolo del francese antico. La trasposizione della traduzione francese di &apos;&lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt;&apos; (&apos;&lt;b&gt;&lt;i&gt;San Greal&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&apos;) in &apos;&lt;i&gt;sange real&lt;/i&gt;&apos; ovvero &apos;sangue reale&apos;, ha portato ad associare il termine &lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt; al calice da cui &lt;b&gt;Gesu&apos;&lt;/b&gt; bevve nell&apos;ultima cena. &lt;b&gt;Lincoln&lt;/b&gt;, invece, nella sua tesi si spinge piu&apos; in la&apos; dando un senso univoco al termine &apos;&lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt;&apos; che in buona sostanza accentra il suo significato come termine che ha origine inequivocabilmente da &apos;sangue reale&apos;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;L&apos;etimologia della parola secondo &lt;b&gt;Lincoln&lt;/b&gt;, unita alle rivelazioni dei &lt;i&gt;vangeli gnostici&lt;/i&gt; (*), rappresentano quindi per &lt;b&gt;Dan Brown&lt;/b&gt; la chiave per inferire che il segreto custodito dal &lt;b&gt;Priorato di Sion&lt;/b&gt; altro non e&apos; che la preservazione della dinastia dei &lt;b&gt;Merovingi&lt;/b&gt; dall&apos;estinzione. Che e&apos; anche la prova vera e inconfutabile che &lt;b&gt;Cristo&lt;/b&gt; e&apos; stato sposato e ha procreato.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Tale &apos;segreto&apos;, visto in quest&apos;ultima chiave di lettura, e&apos; un costante pericolo per le religioni cristiane e in particolare per la &lt;b&gt;Chiesa Cattolica&lt;/b&gt;. E&apos; cosi&apos; che si spiegano le campagne di &lt;b&gt;Clemente V&lt;/b&gt; in accordo con il &lt;b&gt;re di Francia Filippo IV&lt;/b&gt; che venerdi&apos; 13 ottobre 1307 iniziarono a sterminare i &lt;b&gt;Templari&lt;/b&gt;, giudicati eretici da &lt;b&gt;Dio&lt;/b&gt;, con la finalita&apos; subdola di impossessarsi dei documenti protetti dal &lt;b&gt;Priorato di Sion&lt;/b&gt; e distruggerli per sempre.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Da questa visione della tesi di &lt;b&gt;Lincoln&lt;/b&gt; da parte di &lt;b&gt;Dan Brown&lt;/b&gt;, si spiegano anche le motivazioni dell&apos;&lt;b&gt;Opus Dei&lt;/b&gt; di impossessarsi del &lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;Aringarosa&lt;/b&gt;, probabilmente anch&apos;egli inconsapevole di cosa consiste questo documento, pensa di impossessarsene per ricattare la &lt;b&gt;Chiesa&lt;/b&gt;, in modo da ottenere piu&apos; potere e scongiurare la linea meno austera che l&apos;attuale pontefice si stava apprestando ad attuare.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;b&gt;Dan Brown&lt;/b&gt; si dimostra quindi un gran narratore riuscendo a incastrare eventi storici e religiosi, le tesi di &lt;b&gt;Lincoln&lt;/b&gt; e i punti di vista di vari storiologi, in un contesto estremamente avvincente.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Entra in gioco cosi&apos; il personaggio protagonista del romanzo, &lt;b&gt;Robert Langdon&lt;/b&gt;, professore americano di simbologia religiosa presso l&apos;&lt;b&gt;Universita&apos; di Harvard&lt;/b&gt;, che si trova a &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; per una conferenza in cui avrebbe dovuto presentare delle diapositive sulle simbologie pagane, e quindi incontrare &lt;b&gt;Sauniere&lt;/b&gt;. La direzione centrale della polizia giudiziaria, trovando il nome del professore vicino al corpo senza vita di &lt;b&gt;Sauniere&lt;/b&gt;, si presenta alla porta della camera d&apos;albergo dell&apos;&lt;b&gt;Hotel Ritz&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;, dove &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; pernotta, per invitarlo a collaborare nelle indagini per l&apos;inchiesta sulla morte del curatore del museo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Sulla scena del delitto, &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt;, accompagnato dall&apos;ispettore di polizia &lt;b&gt;Bezu Fache&lt;/b&gt;, intuisce che potrebbe non essere facile uscire pulito da quella situazione che lo vede difatti essere l&apos;unico indiziato. Incoraggiato da &lt;b&gt;Sophie Neveu&lt;/b&gt;, crittologa della polizia di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;, nonche&apos; nipote del curatore del museo, che gli offre la sua protezione, &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; e&apos; persuaso che l&apos;unico modo per dimostrare la sua innocenza e&apos; di cercare la verita&apos;. &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; diviene cosi&apos; indagato e ricercato per l&apos;omicidio del curatore.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Da questo momento ha inizio una lunga serie episodi, a partire dalla decifratura dell&apos;anagramma &lt;i&gt;O, Draconian devil! Oh, lame saint!&lt;/i&gt;, che porta al celeberrimo quadro della &lt;b&gt;Monna Lisa&lt;/b&gt; esposto dentro il &lt;b&gt;Louvre&lt;/b&gt;, dietro al quale &lt;b&gt;Jacques Sauniere&lt;/b&gt; aveva impresso con un pennarello con inchiostro a fluorescenza l&apos;anagramma &lt;i&gt;So dark the con of man&lt;/i&gt; del titolo del dipinto della &lt;b&gt;Vergine delle Rocce&lt;/b&gt;, esposto nella stessa sala del &lt;b&gt;Louvre&lt;/b&gt;. Dietro quest&apos;ultimo quadro, il curatore aveva apposto un oggetto metallico a forma di croce. La minaccia di &lt;b&gt;Sophie Neveu&lt;/b&gt; di mandare in frantumi l&apos;opera di &lt;b&gt;Leonardo&lt;/b&gt;, costringe la guardia - che li aveva sorpresi dentro il museo dopo che avevano fatto credere a &lt;b&gt;Bezu Fache&lt;/b&gt; e ai suoi di essere scappati, ad abbassare la pistola e permette alla crittologa di dileguarsi assieme a &lt;b&gt;Robert Langdon&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Sull&apos;oggetto metallico si legge l&apos;indirizzo &lt;i&gt;24 Rue Haxo&lt;/i&gt; che corrisponde ad una filiale di una &lt;b&gt;Banca di deposito di Zurigo&lt;/b&gt;. Inoltre, l&apos;oggetto permette loro di entrare nella filiale e ritirare la cassetta di sicurezza associata ad un numero di conto di dieci cifre che i due scoprono essere la sequenza di cifre dei primi otto numeri di &lt;b&gt;Fibonacci&lt;/b&gt; (&apos;&lt;b&gt;successione di Fibonacci&lt;/b&gt;&apos;). Tale informazione era contenuta tra quelle lasciate da &lt;b&gt;Sauniere&lt;/b&gt; e trovate accanto al corpo esanime, intenzionalmente anagrammata in modo da poter coinvolgere la crittologa nelle indagini per il suo omicidio.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;All&apos;interno della cassetta viene rinvenuto un &lt;i&gt;cryptex&lt;/i&gt;. Dopo una corsa avventurosa, per sfuggire alla polizia, &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; riesce a trovare ospitalita&apos; a &lt;b&gt;Chateau Villette&lt;/b&gt;, la tenuta del nobile amico inglese &lt;b&gt;Leigh Teabing&lt;/b&gt;, storico ed esperto del &lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;Dan Brown&lt;/b&gt; ha chiamato questo personaggio con il cognome di &lt;b&gt;Richard Leigh&lt;/b&gt; e l&apos;anagramma del cognome di &lt;b&gt;Michael Baigent&lt;/b&gt;, dopodiche&apos; e&apos; stato da questi citato per plagio del libro &lt;b&gt;Il Santo Graal&lt;/b&gt; dove viene esposta la tesi di &lt;b&gt;Lincoln&lt;/b&gt;, principale ispiratrice del romanzo. Accusa da cui &lt;b&gt;Dan Brown&lt;/b&gt; e&apos; stato prosciolto.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Intanto, dopo aver assassinato i tre &lt;i&gt;senechaux&lt;/i&gt; (&apos;siniscalchi&apos;) e il &lt;b&gt;Grande Maestro&lt;/b&gt; (&lt;b&gt;Saunier&lt;/b&gt;) del &lt;b&gt;Priorato di Sion&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Silas&lt;/b&gt;, si impossessa della informazione &apos;falsa&apos; del posto dove la &lt;b&gt;Chiave di volta&lt;/b&gt; sarebbe custodita. Nella chiesa di &lt;b&gt;Saint Sulpice&lt;/b&gt; a &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;, sotto la &lt;b&gt;Linea della Rosa&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Silas&lt;/b&gt; non trova la &lt;b&gt;Chiave di volta&lt;/b&gt; come gli era stato detto da ciascuna delle sue vittime, e uccide la sorella &lt;b&gt;Sandrine&lt;/b&gt;. Poi su indicazione del &lt;b&gt;Maestro&lt;/b&gt; giunge a &lt;b&gt;Chateau Villette&lt;/b&gt;. Qui si impossessa momentaneamente del &lt;i&gt;cryptex&lt;/i&gt;, ma con un&apos;abile mossa, &lt;b&gt;Teabing&lt;/b&gt;, l&apos;agente &lt;b&gt;Neveu&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; - con l&apos;aiuto del maggiordomo &lt;b&gt;Remy Legaludec&lt;/b&gt; - riescono a liberarsi, a sequestrare &lt;b&gt;Silas&lt;/b&gt; e scappare a &lt;b&gt;Londra&lt;/b&gt; con l&apos;&lt;b&gt;Hawker 731&lt;/b&gt; del &lt;i&gt;lord&lt;/i&gt; inglese.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La scoperta della chiave per aprire il &lt;i&gt;cryptex&lt;/i&gt; sembra un rompicapo impossibile, fino a quando &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; - associando il simbolo del &lt;b&gt;Priorato di Sion&lt;/b&gt; (la rosa a cinque petali) intarsiato su di esso e dalle parole pronunciate da &lt;b&gt;Teabing&lt;/b&gt; (&amp;lt;&amp;lt;La chiave che porta al Graal e&apos; nascosta sotto il segno della Rosa&amp;gt;&amp;gt; ), non riesce a scoprire che sotto il simbolo della rosa presente sul &lt;i&gt;cryptex&lt;/i&gt;, e&apos; nascosta la seguente frase: &lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;small&gt;&lt;center&gt;&lt;i&gt;An ancient word of wisdom frees this scroll&lt;br/&gt;
And helps us keep her scatter&apos;d family whole&lt;br/&gt;
A headstone praised by templars is the key&lt;br/&gt;
And Atbash will reveal the truth&lt;/i&gt;&lt;/center&gt;&lt;/small&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La &lt;i&gt;headstone&lt;/i&gt; citata nella frase non e&apos; altro che la testa di ariete in pietra che raffigurava &lt;b&gt;Baphomet&lt;/b&gt;, simbolo di fecondita&apos; e procreazione, che i &lt;b&gt;Templari&lt;/b&gt; veneravano nel rito sacro dello &lt;i&gt;hieros gamos&lt;/i&gt;. La testa di &lt;b&gt;Baphomet&lt;/b&gt; e&apos; stato l&apos;elemento accusatorio principale nella campagna di &lt;b&gt;Clemente V&lt;/b&gt; per l&apos;annientamento dei &lt;b&gt;Templari&lt;/b&gt;. Dalla decifratura del termine &apos;&lt;b&gt;Baphomet&lt;/b&gt;&apos; scritto con l&apos;alfabeto ebraico usando il &lt;b&gt;cifrario a sostituzione Atbash&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; ottiene la parola &apos;&lt;i&gt;SOFIA&lt;/i&gt;&apos; che si rivelera&apos; essere la chiave del &lt;i&gt;cryptex&lt;/i&gt;. Al suo interno, il &lt;i&gt;cryptex&lt;/i&gt; contiene un &lt;i&gt;cryptex&lt;/i&gt; piu&apos; piccolo e una pergamena che riporta la seguente frase:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;small&gt;&lt;center&gt;&lt;i&gt;In London lies a knight a Pope interred.&lt;br/&gt;
His labor&apos;s fruit a Holy wrath incurred.&lt;br/&gt;
You see the orb that ought be on his tomb.&lt;br/&gt;
It speaks of Rosy flesh and seeded womb.&lt;/i&gt;&lt;/center&gt;&lt;/small&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Dopo l&apos;atterraggio del &lt;i&gt;jet&lt;/i&gt; nell&apos;aeroporto di &lt;b&gt;Biggin Hill&lt;/b&gt; proseguendo fin dentro l&apos;&lt;i&gt;hangar&lt;/i&gt; privato di &lt;b&gt;Teabing&lt;/b&gt;, ed essersi sapientemente liberati dalla polizia inglese che attendeva &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Sophie Neveu&lt;/b&gt; per arrestarli, i quattro e l&apos;ostaggio si dirigono erroneamente - ma con la consapevolezza di &lt;b&gt;Teabing&lt;/b&gt; - verso &lt;b&gt;Temple Church&lt;/b&gt;. Qui &lt;b&gt;Remy&lt;/b&gt;, rimasto fuori ad aspettare, in accordo preso segretamente con &lt;b&gt;Teabing&lt;/b&gt;, libera &lt;b&gt;Silas&lt;/b&gt; in modo che questo vada a impossessarsi del &lt;i&gt;cryptex&lt;/i&gt;, senza sollevare sospetti in &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; e quelli di  &lt;b&gt;Sophie&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Le cose non vanno ancora come si era pensato e deve essere &lt;b&gt;Remy&lt;/b&gt; ad esporsi e cosi&apos; appropriarsi del &lt;i&gt;cryptex&lt;/i&gt;, fingendo di catturare &lt;b&gt;Teabing&lt;/b&gt;. Dal baule della macchina &lt;b&gt;Teabing&lt;/b&gt;, nelle vesti del &lt;b&gt;Maestro&lt;/b&gt;, riferisce telefonicamente a &lt;b&gt;Silas&lt;/b&gt; di lasciare la &lt;b&gt;Chiave di volta&lt;/b&gt; a &lt;b&gt;Remy&lt;/b&gt; e andare a rifugiarsi in un convento dell&apos;&lt;b&gt;Opus Dei&lt;/b&gt; finche&apos; le acque non si fossero calmate. Intanto anche la polizia giuduziaria con a capo il tenente &lt;b&gt;Collet&lt;/b&gt; (visto che nel frattempo il capitano &lt;b&gt;Bezu Fache&lt;/b&gt; e&apos; intento nell&apos;inseguimento di &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; a &lt;b&gt;Londra&lt;/b&gt;) si accorge di quanto &lt;b&gt;Teabing&lt;/b&gt; fosse realmente implicato in questa faccenda. Scattano cosi&apos; le operazioni per arrestare il monaco albino e per fermare &lt;i&gt;lord&lt;/i&gt; inglese.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La prima operazione coincide con l&apos;arrivo di &lt;b&gt;Aringarosa&lt;/b&gt; al convento dell&apos;&lt;b&gt;Opus Dei&lt;/b&gt; dove e&apos; ospite &lt;b&gt;Silas&lt;/b&gt;, che sta per venire arrestato dalla polizia di &lt;b&gt;Londra&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;Silas&lt;/b&gt; cerca di fuggire e nella colluttazione a fuoco con la polizia rimane ferito, dopo aver erroneamente sparato al vescovo da poco sopraggiunto al convento. &lt;b&gt;Silas&lt;/b&gt; fugge disperato con il vescovo tra le braccia e lo lascia al &lt;b&gt;St Mary Hospital&lt;/b&gt; per ricevere le cure che lo salveranno. Lui invece morira&apos; dissanguato, poco dopo, affranto dai rimorsi, sotto la pioggia di &lt;b&gt;Kensigton Gardens&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La seconda operazione invece e&apos; un tantino piu&apos; complicata. Infatti, &lt;b&gt;Teabing&lt;/b&gt; incontra il maggiordomo nei dintorni di &lt;b&gt;St James Park&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;Remy&lt;/b&gt; gli fa avere il &lt;i&gt;cryptex&lt;/i&gt; ma, il fatto di essersi esposto in &lt;b&gt;Temple Church&lt;/b&gt;, lo relega agli occhi del suo padrone come una possibilita&apos; della polizia per incriminarlo. Cosi&apos; &lt;b&gt;Teabing&lt;/b&gt;, con il pretesto di festeggiare il prezioso ritrovamento, lo incita a bere un sorso di &lt;i&gt;cognac&lt;/i&gt; che pero&apos; contiene della polvere di arachidi a cui &lt;b&gt;Remy&lt;/b&gt; e&apos; estremamente allergico. &lt;b&gt;Remy&lt;/b&gt; morira&apos; quasi istantaneamente.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;b&gt;Teabing&lt;/b&gt; si incammina con il &lt;i&gt;cryptex&lt;/i&gt; in tasca verso &lt;b&gt;Westminster&lt;/b&gt; e il &lt;b&gt;Big Ben&lt;/b&gt;, alla volta di &lt;b&gt;Westminster Abbey&lt;/b&gt; dove l&apos;aspettava un nuovo dilemma da sciogliere prima di proseguire sulla strada del ritrovamento del &lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt;. A &lt;b&gt;Westminster Abbey&lt;/b&gt; arrivano anche &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; e la crittologa, dopo aver compreso che &apos;&lt;i&gt;a pope interred&lt;/i&gt;&apos; nella frase ritrovata sulla pergamena sta a indicare &apos;seppellito da &lt;b&gt;Alexander Pope&lt;/b&gt;&apos; e non &apos;seppellito da un papa&apos;. E &lt;b&gt;Alexander Pope&lt;/b&gt; e&apos; stato realmente colui che presiedette al funerale di &lt;b&gt;Isaac Newton&lt;/b&gt; tenendo un commovente discorso per l&apos;amico e collega defunto, prima di spargere le ceneri sulla sua tomba.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Dopo aver trascorso invano del tempo davanti al sarcofago di &lt;b&gt;Newton&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Teabing&lt;/b&gt; si accorge del sopraggiungere di &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; e di &lt;b&gt;Sophie&lt;/b&gt;. Trovandosi in difficolta&apos; nel ritrovamento della parola di cinque lettere che apre il &lt;i&gt;cryptex&lt;/i&gt;, li induce, quindi, in un luogo piu&apos; isolato dell&apos;abbazia per proporre loro di collaborare a rivelare al mondo il segreto del &lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt;. Al fine di guadagnarsene la fiducia, &lt;b&gt;Teabing&lt;/b&gt; da&apos; il &lt;i&gt;cryptex&lt;/i&gt; in mano a &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; e nel frattempo attende la sua decisione per la proposta di collaborazione. Essendo &lt;b&gt;Teabing&lt;/b&gt; armato, &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; comprende il peso della decisione che deve prendere. Se decide di non collaborare, &lt;b&gt;Teabing&lt;/b&gt; ammazzera&apos; sia lui che &lt;b&gt;Sophie&lt;/b&gt;, diversamente tradira&apos; brutalmente la fiducia riposta in lui dal curatore e quella di sua nipote.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Sapientemente &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; temporeggia e nel frattempo arriva alla soluzione geniale che sta nella stringa &apos;&lt;i&gt;APPLE&lt;/i&gt;&apos;. Difatti, la mela e&apos; il frutto che e&apos; alla base degli esperimenti di &lt;b&gt;Newton&lt;/b&gt; che allo stesso tempo ha causato la &apos;collera di &lt;b&gt;Dio&lt;/b&gt;&apos; quando &lt;b&gt;Eva&lt;/b&gt; la mangio&apos; nel giardino dell&apos;&lt;b&gt;Eden&lt;/b&gt;. Inoltre, e&apos; la sfera che - per il fatto di essere alla base del lavoro di &lt;b&gt;Newton&lt;/b&gt;, avrebbe meritato di risiedere sulla sua tomba. Infine, ha la polpa rosastra sotto la buccia e al suo interno e&apos; &apos;inseminata&apos;, per il semplice fatto che contiene dei semi.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/401a5cd3-7b8c-4cac-9c71-38f974d2fe54&quot; title=&quot;Cryptex&quot; align=&quot;center&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;547&quot; height=&quot;168&quot;&gt;&lt;/center&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Di nascosto, apre il &lt;i&gt;cryptex&lt;/i&gt; che contiene il foglietto con l&apos;indicazione ulteriorie sulla locazione del &lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt;, e poi sapientemente costringe &lt;b&gt;Tebing&lt;/b&gt; a mollare la pistola per salvare il &lt;i&gt;cryptex&lt;/i&gt; oramai vuoto, lanciandolo in aria. L&apos;arrivo di &lt;b&gt;Bezu Fache&lt;/b&gt; vede l&apos;uscita di scena definitiva di &lt;b&gt;Teabing&lt;/b&gt;. Nel contempo, si delinea nitidamente il ruolo di copertura del capitano nei confronti dell&apos;&lt;b&gt;Opus Dei&lt;/b&gt;, fortemente assecondato dal tenente &lt;b&gt;Collet&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Oltre la sottolineatura tagliente del potere politico ricoperto dall&apos;&lt;b&gt;Opus Dei&lt;/b&gt;, la ricerca del protagonista e della crittologa si protrae questa volta senza dubbi, dopo la lettura della nuova quartina confezionata da &lt;b&gt;Sauniere&lt;/b&gt;:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;small&gt;&lt;center&gt;&lt;i&gt;The Holy Grail &apos;neath ancient Roslin waits.&lt;br/&gt;
The blade and chalice guarding o&apos;er Her gates.&lt;br/&gt;
Adorned in masters&apos; loving art, She lies.&lt;br/&gt;
She rests at last beneath the starry skies.&lt;/i&gt;&lt;/center&gt;&lt;/small&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;I due giungono in &lt;b&gt;Scozia&lt;/b&gt;, a una decina di chilometri di &lt;b&gt;Edimburgo&lt;/b&gt;, presso la &lt;b&gt;Cappella di Rosslyn&lt;/b&gt;. Tale cappella, che un tempo si chiamava &apos;&lt;b&gt;Roslin&lt;/b&gt;&apos; proprio perche&apos; giaceva sulla &lt;b&gt;Linea della Rosa&lt;/b&gt; - l&apos;antico meridiano con longitudine zero prima che fosse designato come tale quello di &lt;b&gt;Greenwich&lt;/b&gt;, e&apos; stata costruita come una copia del &lt;b&gt;Tempio di Salomone&lt;/b&gt;. Proprio per questo sarebbe un posto molto ovvio dove poteva essere custodito il &lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt;. E &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; non si da&apos; pace al pensiero della semplicita&apos; sconcertante per individuare la posizione del &lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt; secondo le ultime indicazioni lasciate da &lt;b&gt;Sauniere&lt;/b&gt;. E difatti il suo&apos; presentimento non verra&apos; smentito.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il romanzo lascia immaginare come &lt;b&gt;Sauniere&lt;/b&gt; induca intenzionalmente all&apos;errore &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; spingendolo fino a &lt;b&gt;Rosslyn&lt;/b&gt;. Nella cappella dove aveva gia&apos; portato &lt;b&gt;Sophie&lt;/b&gt; da piccola. Dove si rifugiavano la nonna e il fratello di &lt;b&gt;Sophie&lt;/b&gt; che lei credeva morti insieme ai genitori, nel misterioso incidente stradale (anche se &lt;b&gt;Dan Brown&lt;/b&gt; sembra che dica, per bocca di &lt;b&gt;Teabing&lt;/b&gt;, che e&apos; un incidente commissionato dalla &lt;b&gt;Chiesa&lt;/b&gt;) in cui questi persero la vita. In realta&apos;, la nonna e il nipote vivono a &lt;b&gt;Rosslyn&lt;/b&gt; sotto protezione del &lt;b&gt;Priorato di Sion&lt;/b&gt; per preservare la dinastia dei &lt;b&gt;Merovingi&lt;/b&gt;. Come la nonna ha modo di spiegare a &lt;b&gt;Sophie&lt;/b&gt;, i veri cognomi dei genitori sono &lt;b&gt;Plantard&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Saint-Clair&lt;/b&gt; ed erano entrambi discendenti diretti di &lt;b&gt;Gesu&apos;&lt;/b&gt; e di &lt;b&gt;Maria Maddalena&lt;/b&gt;. I cognomi sono stati modificati nel tempo per salvaguardare la loro incolumita&apos;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;In questa occasione, la nonna chiama &lt;b&gt;Sophie&lt;/b&gt; come gia&apos; da piccola si sentiva chiamare da &lt;b&gt;Sauniere&lt;/b&gt;, ovvero &apos;&lt;b&gt;Princess Sophie&lt;/b&gt;&apos;, e a questo punto diventa chiaro anche l&apos;ultimo pezzo di informazione del messaggio che il curatore ha lasciato vicino al suo corpo, mentre si apprestava a morire. &apos;&lt;i&gt;P.S.&lt;/i&gt;&apos;  sta a significare che il messaggio &apos;&lt;i&gt;Trova Langdon&lt;/i&gt;&apos; e&apos; la sua volonta&apos; che &lt;b&gt;Pricess Sophie&lt;/b&gt; si fidi di &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; per salvarsi e salvare il segreto protetto dal &lt;b&gt;Priorato di Sion&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Questo finale lascia presagire il senso del &lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt; secondo l&apos;ottica di &lt;b&gt;Dan Brown&lt;/b&gt;. Il romanzo tuttavia prevede un epilogo in cui l&apos;ultimo messaggio di &lt;b&gt;Sauniere&lt;/b&gt; viene interpretato nel modo piu&apos; logico e meno immediato. Come se &lt;b&gt;Dan Brown&lt;/b&gt; non voglia farsi carico di concludere apertamente che il &lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt; e&apos; la continuita&apos; della dinastia dei &lt;b&gt;Merovingi&lt;/b&gt;. Oppure, viceversa, come se volesse elevare ulteriormente la figura del &lt;b&gt;Grande Maestro&lt;/b&gt; attribuendogli l&apos;abilita&apos; di far leva su &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; per salvare il segreto del &lt;b&gt;Priorato di Sion&lt;/b&gt; e, nel contempo, di buttarlo fuori strada una volta perseguito il suo scopo, per non svelarlo fino in fondo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt;, tornato a &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt;, capisce che la &apos;&lt;b&gt;Roslin&lt;/b&gt;&apos; citata nella frase del curatore e&apos; la &lt;b&gt;Linea della Rosa&lt;/b&gt; e cosi&apos; la percorre seguendo il tracciato segnato per le vie di &lt;b&gt;Parigi&lt;/b&gt; da centotrentacinque medaglioni di bronzo. Fino a quando non arriva a &lt;b&gt;Carrousel du Louvre&lt;/b&gt;, al centro del cui irrompe verso il basso la &lt;b&gt;Pyramide inversee&lt;/b&gt;. Entrando nel &lt;b&gt;Louvre&lt;/b&gt; e poi incamminandosi fino al vertice della piramide, &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt;, una volta che si trova sul posto, realizza che il suo vertice che dista due metri da terra e&apos; il &apos;calice&apos; citato nella frase di &lt;b&gt;Sauniere&lt;/b&gt;, mentre il vertice della sottostante piramide in miniatura, alta circa un metro e mezzo e perpendicolare al vertice della &lt;b&gt;Pyramide inversee&lt;/b&gt;, e&apos; la &apos;lama&apos;. Alzando lo sguardo al cielo stellato &lt;b&gt;Langdon&lt;/b&gt; non ha piu&apos; alcun dubbio di essere arrivati al punto dove &lt;b&gt;Sauniere&lt;/b&gt; avrebbe conservato il &lt;b&gt;Santo Graal&lt;/b&gt;, e si inginocchia in segno di grande riverenza.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;C&apos;e&apos; stata un&apos;anomalia rispetto alle mie precedenti letture. &lt;b&gt;Il Codice Da Vinci&lt;/b&gt;, a differenza degli altri libri, mi ha fatto tenere a lungo la matita in mano mentre leggevo, senza usarla. Senza sottolineare alcuna frase che mi ha colpito e mi ha lasciato un segno nell&apos;anima. Fino a quando ho capito che la matita non occorreva. Perche&apos; non ci poteva essere nulla da sottolineare. Ed e&apos; per questo che concludo che questo romanzo e&apos; leggero.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ma la mia riflessione contrasta evidentenentemente l&apos;avversione dei contenuti nei confronti della &lt;b&gt;Chiesa&lt;/b&gt;. Quei contenuti che hanno sollevato violente polemiche specie quando inizialmente &lt;b&gt;Dan Brown&lt;/b&gt; introdusse il romanzo come una storia vera, in cui i riferimenti storici sono frutto di scrupolose ricerche. D&apos;altra parte, chi controbbatte&apos; queste affermazioni pubblicate nell&apos;introduzione alle prime edizioni dell&apos;opera, non venne mai smentito e addirittura l&apos;autore fini&apos; per togliere la sua introduzione dalle successive edizioni. Questo puo&apos; far pensare sicuramente a un mossa promozionale che avrebbe dovuto portare maggior popolarita&apos; a &lt;b&gt;Dan Brown&lt;/b&gt; e al suo romanzo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E cio&apos; puo&apos; essere ragionevolmente vero. Ma in me e&apos; suonata come una esternazione di determinati pensieri sulla &lt;b&gt;Chiesa&lt;/b&gt;, sulla religione e, ancora piu&apos; in generale, sulla spiritualita&apos;. Pensieri che vogliono una &lt;b&gt;Chiesa&lt;/b&gt; che permetta di credere in &lt;b&gt;Dio&lt;/b&gt; e di interagire con l&apos;istituzione &apos;&lt;b&gt;Chiesa&lt;/b&gt;&apos; finanche arrivando a criticare aspetti teologici. Penso che i tempi sono maturi per la &lt;b&gt;Chiesa&lt;/b&gt; per liberarsi di un oscurantismo che oramai distoglie sempre piu&apos; persone e le induce verso un ateismo a cui si possono anche attribuire parte dei mali della nostra societa&apos;.&lt;/p&gt;

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