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  <title>Graziano Scappatura</title>
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    <description>Blog di Graziano Scappatura</description>
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    <title>De Gregori ai Suoni delle Dolomiti</title>
    <dc:creator>rocsca</dc:creator>
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        <pubDate>Sat, 17 Dec 2011 02:46:18 +0100</pubDate>
    <category>Musica</category>
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&lt;p&gt;Ancora una volta mi trovo a parlare di &lt;b&gt;Francesco De Gregori&lt;/b&gt;, sebbene non sia uno di quei cantautori che mi fa impazzire e la sua musica non riesco ad apprezzarla con costanza. Eppure, questo evento speciale e unico e&apos; qualcosa che mi ha toccato nell&apos;animo, suscitandomi emozioni e causandomi motivi di riflessione che spaziano tra gli argomenti piu&apos; disparati. La musica, la natura, l&apos;uomo, la vita e tutto cio&apos; che sembra infinitamente complesso ma che al suo stato puro puo&apos; trasmettere messaggi dentro di noi, se solo ci predisponiamo per accoglierli.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Quale migliore situazione puo&apos; favorire questa ricettivita&apos; se non l&apos;alta montagna. E gia&apos;, quell&apos;aspetto della geografia fisica che ho sempre guardato con diffidenza e distacco ma che oggi mi ha fatto vergognare di questo atteggiamento ostile nei suoi confronti. E nella sua immutabilita&apos; e nel suo mutismo mi ha sbeffeggiato, facendomi capire meglio l&apos;inopportunita&apos; del pregiudizio.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E&apos; bastato anche solo osservarne i paesaggi della &lt;b&gt;Val di Fassa&lt;/b&gt; per arrossire e capire il rispetto che puo&apos; incutere. Si&apos; perche&apos; non sempre altrove la natura si presenta con la stessa sontuosita&apos;. E rifletterci mi e&apos; servito a capire che in fondo e&apos; l&apos;uomo che preserva la dignita&apos; della natura quando le porta profondo rispetto. E la natura risponde con profondo senso di protezione e altrettanto rispetto e dignita&apos; per l&apos;uomo. Un rapporto simbiotico insomma, in cui pero&apos; l&apos;uomo non deve dimenticare che e&apos; un microrganismo al cospetto della natura.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/14470f31-946b-4777-aef7-94aa9136eea8&quot; title=&quot;Mucche della Val di Fassa&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;150&quot;&gt;In tanti sono coscenti di cio&apos;. E&apos; il caso della gente del posto. La gente di &lt;b&gt;Moena&lt;/b&gt;, per esempio. E lo percepisci quando attraversi i loro centri abitati. Quando ti fermi e fai quattro passi per le vie del paesino di montagna. Prendi un caffe&apos; e non ti viene nemmeno voglia di fumare una sigaretta, ma di essere come loro. Dediti per una vita a costruire un rapporto con la natura. Tuttavia e&apos; ancora molto piu&apos; numerosa la gente che deve arrivare a comprendere l&apos;importanza di costruire un certo tipo di relazione con la natura ovvero che non capisce che dal rapporto che si instaura con la natura dipendera&apos; la distanza che la specie umana riuscira&apos; a coprire da qua all&apos;eternita&apos;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Parcheggiamo al passo &lt;b&gt;San Pellegrino&lt;/b&gt;. Ci aspettano pochi chilometri a piedi lungo un sentiero agevole che ci portera&apos; nella conca di &lt;b&gt;Fuchiade&lt;/b&gt;, un anfiteatro naturale che da li&apos; a breve ospitera&apos; un evento inaspettatamente unico.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/cc991cdc-c4b4-4054-bd76-d32e0d6edc51&quot; title=&quot;Conca del Fuchiade&quot; align=&quot;right&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;314&quot;&gt;L&apos;attesa non e&apos; emozionante. Non e&apos; emozionante quanto la vista della vallata ricoperta da uno strato umano composto e paziente che ha fatto tutto cio&apos; per assistere ad uno spettacolo musicale. Quanto la cornice delle &lt;b&gt;Pale di San Martino&lt;/b&gt; in lontananza e la cima &lt;b&gt;Uomo&lt;/b&gt; che si innalza imperiosa al nostro fianco. Quanto cio&apos; che ci si presenta di fronte a noi, a fare da sfondo al concerto, ovvero il fondo della vallata verde e curata come un campo da &lt;i&gt;golf&lt;/i&gt;, macchiata qua e la&apos; da qualche caratteristica baita interamente costruita in legno, e solcata dalla mulattiera che circumnaviga tutta la conca formando un semicerchio la cui vista, da un estremo, si perde nella discesa verso il fondovalle, e dall&apos;altro, si cela tra le oltre diecimila anime intorno a noi che non hanno voluto perdersi niente di tutto cio&apos;. &lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/87bc3224-f871-48f7-811c-4b6ef12c9ad4&quot; title=&quot;Cima Uomo&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;180&quot;&gt;Quando pero&apos; arriva &lt;b&gt;Francesco De Gregori&lt;/b&gt;, portato su in macchina fino ai margini del palcoscenico al centro del quale c&apos;e&apos; un gazebo che ripara un pianoforte a coda nero dai forti raggi del sole, l&apos;emozione comincia a crescere fino ad esplodere quando arrivano le prime note di &lt;b&gt;Finestre rotte&lt;/b&gt;. Accompagnato da due giovani e quantomai bravi musicisti, &lt;b&gt;Alessandro Arianti&lt;/b&gt; al pianoforte e fisarmonica, e &lt;b&gt;Elena Cirillo&lt;/b&gt; al violino e seconda voce, &lt;b&gt;De Gregori&lt;/b&gt;, con la sua chitarra acustica e l&apos;armonica che porta al collo e che alterna alla propria voce, continua con &lt;b&gt;La casa di Hilde&lt;/b&gt;, un vecchio pezzo che infonde tutto il mistero e il fascino della sua prosa e delle sue melodie.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/bb5e41f7-9568-4cf5-872e-2f5d09bef943&quot; title=&quot;De Gregori ai Suoni delle Dolomiti&quot; align=&quot;center&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;547&quot;&gt;&lt;/center&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Impeccabile ed eclettico anche per via dell&apos;abbigliamento tutto pressocche&apos; nero, in particolare per la giacca in pelle, gli occhiali da vista oscurati con stanghette spesse e il classico cappello che &lt;b&gt;De Gregori&lt;/b&gt; soventemente porta in testa. Forse anche tutto questo nero non lascia presagire nulla di buono per la speranza di chi avrebbe voluto vedere un &lt;b&gt;De Gregori&lt;/b&gt; sorprendentemente loquace con il suo pubblico. E invece da questo punto di vista ne ha sorpreso di gente e non poca, me compreso.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/1fa6d3b0-0ff7-407b-b2b2-a6a2bda30806&quot; title=&quot;Le Pale di San Martino&quot; align=&quot;right&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;314&quot;&gt;Infatti, nonostante i fazzoletti, i cappelli e gli ombrelli che coprivano le teste degli spettatori, qualcuno la&apos; davanti ha sofferto troppo il caldo ed e&apos; stato necessario l&apos;intervento dell&apos;assistenza medica. Il concerto e&apos; stato quindi interrotto per permettere i soccorsi e il cantautore alla ripresa ha incitato un applauso per coloro che erano stati male, dando origine ad un gesto solidale che ci ha fatto sentire ad un tratto tutti piu&apos; vicini al palcoscenico.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E dopo canzoni come &lt;b&gt;Niente da capire&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Bellamore&lt;/b&gt;, di seguito a questo fuori onda, &lt;b&gt;De Gregori&lt;/b&gt; si e&apos; esibito in altri grandissimi pezzi. E&apos; la volta di storiche composizioni come &lt;b&gt;Generale&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Rimmel&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Alice&lt;/b&gt;, che oggi diventano memorabili esecuzioni, nonostante l&apos;essenzialita&apos; della &lt;i&gt;band&lt;/i&gt; e gli spazi musicali. Forse sono proprio l&apos;aria aperta e i pochi strumenti scelti, che consentono al violino e al pianoforte di disporre larghi spazi per trasmettere emozioni in altre situazioni non percettibili. &lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Dopo una pausa per riparare la chitarra acustica dai raggi del sole che picchiano duro (sebbene la temperatura e&apos; del tutto piacevole) rischiando di deformare la cassa armonica dello strumento, e per accordare lo strumento che magari intanto una leggera deformazione - e la conseguente perdita d&apos;intonazione - l&apos;ha gia&apos; subita, c&apos;e&apos; spazio per qualche pezzo tra quelli piu&apos; recenti  della discografia di &lt;b&gt;De Gregori&lt;/b&gt;. E&apos; la volta di &lt;b&gt;Sempre e per sempre&lt;/b&gt;, che forse e&apos; la canzone piu&apos; bella dell&apos;&lt;i&gt;album&lt;/i&gt; &lt;b&gt;Amore nel Pomeriggio&lt;/b&gt; - insieme a &lt;b&gt;Il cuoco di Salo&apos;&lt;/b&gt; - perche&apos; e&apos; un&apos;incitazione alla coerenza, un valore sempre piu&apos; difficile da perseguire e che forse e&apos; in &lt;b&gt;De Gregori&lt;/b&gt; una di quelle qualita&apos; che risaltano.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Sempre in tema di pezzi della produzione di &lt;b&gt;De Gregori&lt;/b&gt; piu&apos; recente, &lt;b&gt;Vai in Africa, Celestino&lt;/b&gt;, invece, e&apos; stata la canzone che mi ha coinvolto di meno. Il testo, piu&apos; che mai attuale, riassume - e in qualche modo lo incita - il sentimento sempre piu&apos; comune e pressante, che spinge a mandare tutto in malora davanti alle cose del presente - risultato del destino di cui l&apos;essere umano e&apos; artefice - che non si accettano. Insomma, un invito ad essere tutti &apos;&lt;b&gt;Celestino&lt;/b&gt;&apos;, con l&apos;allusione chiara a &lt;b&gt;Celestino V&lt;/b&gt;, l&apos;umile eremita che rinuncio&apos; al soglio pontificato perch&#232; disgustato dalla corruzione e dagli intrighi che toccavano la &lt;b&gt;Chiesa&lt;/b&gt; del suo tempo. Tuttavia, forse il ritmo che non si addice per essere riprodotto da un simile terzetto, forse anche il lungo ripetersi di ritornelli a un ritmo necessariamente blando a dispetto dell&apos;originaria natura &lt;i&gt;rock&lt;/i&gt; del pezzo, hanno dato vita a un&apos;esecuzione da me non propriamente apprezzata. &lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Quindi si passa a canzoni collocate nel filone politico del repertorio di &lt;b&gt;De Gregori&lt;/b&gt;, come &lt;b&gt;La storia siamo noi&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Viva l&apos;Italia&lt;/b&gt;, che danno sempre uno spunto per tenere alto lo sguardo su valori lontani che a tratti sembra che si perdono e solo la magia di queste note riportano in mente, e che comunque non sminuiscono l&apos;emozioni fin qui trasmesse dalle precedenti canzoni.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Tra i brani a me non noti, ce ne sono stati due che hanno catturato oltremodo la mia attenzione. Il primo, &lt;b&gt;Atlantide&lt;/b&gt;, mi ha attratto principalmente per la melodia del violino in sottofondo ed e&apos; un pezzo che solo dopo ho scoperto essere il &apos;lato B&apos; del 45 giri &lt;b&gt;Bufalo Bill&lt;/b&gt;, del 1976. &lt;b&gt;Bufalo Bill&lt;/b&gt; che forse e&apos; stato il solo vero grande rimpianto di questa &lt;i&gt;performance&lt;/i&gt;, che ho sperato fino alla fine di poter ascoltare ma che poi non ho potuto far altro che constatare non essere parte della scaletta. &lt;/p&gt;


&lt;p&gt;L&apos;altra esecuzione che mi ha colpito parecchio e che per questo mi ha fatto riporre maggiore attenzione al testo fino ad incuriosirmi e ad andarlo ad ascoltare piu&apos; attentamente in seguito, e&apos; senz&apos;altro &lt;b&gt;L&apos;uccisione di Babbo Natale&lt;/b&gt;. Anche se sono persuaso che per provare una curiosita&apos; tale da andare a scutare tra le righe del testo di questa canzone sarebbe stato sufficiente aver udito semplicemente il titolo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;iframe width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/OcBAXC8ehFY&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il titolo lascia presagire ad un inno alla fine dell&apos;eta&apos; in cui si crede a &lt;b&gt;Babbo Natale&lt;/b&gt;. Una canzone che parla dell&apos;amore tra due giovani di estrazione sociale diversa. Proletaria lei (&quot;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Dolly&lt;/b&gt; del mare profondo, figlia di minatori...&lt;/i&gt;&quot;) e borghese lui (&quot;&lt;i&gt;...insieme al figlio del figlio dei fiori.&lt;/i&gt;&quot;). Sono tentato di fare qualche pensiero sull&apos;omicidio, da parte del ragazzo, di &lt;b&gt;Babbo Natale&lt;/b&gt; come all&apos;uccisione del simbolo della borghesia, alla stregua di un gesto d&apos;amore che rompe anche le barriere sociali (altrimenti - mi chiedo io - che senso avrebbe avuto parlare di una coppia di ragazzi appartenenti a due ceti sociali diversi?). Ma mi basta poco a placare l&apos;ansia di dare una spiegazione a tutto, convinto come sono che certe sensazioni che affiorano appena, quando sono provocate dalla poesia, e&apos; meglio se le si lasciano la&apos; a trastullarti l&apos;anima. E cosi&apos; mi limito ad una spiegazione piu&apos; tangibile del testo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;L&apos;infanzia legata a &lt;b&gt;Babbo Natale&lt;/b&gt; - in cui i due credono - e all&apos;inganno del tempo che non dovranno ingannare a lungo (&quot;&lt;i&gt;...ingannano il tempo ma non dovranno ingannarlo a lungo.&lt;/i&gt;&quot;) - in quanto sta per finire l&apos;eta&apos; infantile. E a segnare questa fine e&apos; l&apos;assassinio di &lt;b&gt;Babbo Natale&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;Dolly&lt;/b&gt; che gli pulisce le mani con il pane (&quot;&lt;i&gt;E &lt;b&gt;Dolly&lt;/b&gt; gli pulisce le mani con una fetta di pane,...&lt;/i&gt;), il cane che abbaia (&quot;&lt;i&gt;...e da lontano sta abbaiando un cane.&lt;/i&gt;&quot;) e le nuvole che passano dietro la luna (&quot;&lt;i&gt;...le nuvole passano dietro la luna...&lt;/i&gt;&quot;), mi fanno pensare qualcosa di piacevole nella dimensione della nuova eta&apos;. E penso che possa tranquillamente trattarsi della scoperta del sesso di coppia che al contempo rivela il piacere (&quot;&lt;i&gt;...i due si dividono il fungo e intanto mangiando...&lt;/i&gt;&quot;) e nasconde un certo senso di colpa. La neve che comincia a cadere (&quot;&lt;i&gt;E la neve comincia a cadere,...&lt;/i&gt;&quot;) e i due che per la mano ritornano dai genitori (&quot;&lt;i&gt;Cosi&apos; &lt;b&gt;Dolly&lt;/b&gt; del mare profondo e il figlio del figlio dei fiori si danno la mano e ritornano a casa, tornano a casa dai genitori.&lt;/i&gt;&quot;) sono un modo per indicare la coscienza che si purifica dal senso di colpa, come a voler rimarcare un salto nel cammino dell&apos;eta&apos; dei due giovani.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E&apos; passata poco piu&apos; di un&apos;ora dalle 14, quando il concerto e&apos; iniziato. Non si puo&apos; chiedere molto di piu&apos; in queste condizioni a &lt;b&gt;Francesco De Gregori&lt;/b&gt; che saluta tutti. Ma i diecimila lo vogliono ancora ascoltare. E lui, che poco prima aveva anche detto &amp;lt;&amp;lt;&lt;i&gt;Questo e&apos; davvero un bel posto dove cantare&lt;/i&gt;&amp;gt;&amp;gt;, e&apos; tornato al centro del prato e ci ha fatto ascoltare dapprima un classico che ben si lega al posto che ha ospitato questo concerto speciale, ovvero &lt;b&gt;Stelutis Alpinis&lt;/b&gt;. Per poi chiudere con &lt;b&gt;La donna cannone&lt;/b&gt;, come degno coronamento di un concerto che in molti hanno visto, ma in tanti - me compreso - sono convinti di aver solo sognato.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/mediaresource/55e764a1-3573-45b5-80cb-4822fb745d3a&quot; title=&quot;Concerto&quot; align=&quot;center&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; width=&quot;490&quot;&gt;&lt;/center&gt;&lt;/p&gt;

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    <title>Sorry seems to be the hardest word</title>
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        <pubDate>Wed, 30 Dec 2009 13:29:31 +0100</pubDate>
    <category>Musica</category>
    <category>coppia</category>
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    <category>karaoke</category>
    <category>the</category>
            <description>
&lt;p&gt;Le sensazioni che suscita l&apos;ascolto di questa canzone, mi hanno spinto ad approfondire e quindi estrapolarne un significato. Devo dire che, in linea con la mia filosofia, ancora una volta la percezione sensoriale (conscia e non) si e&apos; rivelata a grandi linee conforme con quello che poi la realta&apos; si e&apos; dimostrata. Questo per dire quanto importante possa essere saper decifrare le proprie sensazioni primordiali perche&apos; da esse possono affiorare delle verita&apos; che la ragione o l&apos;esperienza possono tardare a rivelare.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;&lt;small&gt;&lt;p&gt;What have I got to do to make you love me&lt;br/&gt;
What have I got to do to make you care&lt;br/&gt;
What do I do when lightning strikes me&lt;br/&gt;
And I wake to find that you&apos;re not there&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;p&gt;What do I do to make you want me&lt;br/&gt;
What have I got to do to be heard&lt;br/&gt;
What do I say when it&apos;s all over&lt;br/&gt;
And sorry seems to be the hardest word&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;p&gt;It&apos;s sad, so sad&lt;br/&gt;
It&apos;s a sad, sad situation&lt;br/&gt;
And it&apos;s getting more and more absurd&lt;br/&gt;
It&apos;s sad, so sad&lt;br/&gt;
Why can&apos;t we talk it over&lt;br/&gt;
Oh it seems to me&lt;br/&gt;
That sorry seems to be the hardest word&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;p&gt;What do I do to make you love me&lt;br/&gt;
What have I got to do to be heard&lt;br/&gt;
What do I do when lightning strikes me&lt;br/&gt;
What have I got to do&lt;br/&gt;
What have I got to do&lt;br/&gt;
When sorry seems to be the hardest word&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il testo di questa canzone e&apos; una presentazione di una serie di situazioni in cui ci si puo&apos; imbattere vivendo un rapporto di coppia. E in particolare quando si imbocca la strada, anche in buona fede, in cui si vuole affidare alla ragione il compito di accompagnare un rapporto per l&apos;eternita&apos;. La ragione, con i suoi principi e la sua indulgenza, dovrebbe portare a rendere trasparente qualsiasi cosa si interponga tra i &lt;i&gt;partner&lt;/i&gt; offuscando all&apos;uno la visione dell&apos;altro.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La ragione pero&apos;, in realta&apos;, fa fatica a produrre questo risultato e sfocia spesso in ostinazione. E ancora peggio in frustrazione. Fino ad portare alla morte del rapporto.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E&apos; proprio questo che fa trapelare il testo di questa canzone. La completa apertura che ci puo&apos; essere da parte di un membro della coppia, e la sua volonta&apos; e l&apos;impegno a trovare un modo per farsi amare ed essere importante per il &lt;i&gt;partner&lt;/i&gt; (&quot;&lt;i&gt;What have I got to do to make you love me...&lt;/i&gt;&quot; - &quot;&lt;i&gt;Cosa devo fare per farmi amare da te...&lt;/i&gt;&quot;, &quot;&lt;i&gt;What have I got to do to make you care...&lt;/i&gt;&quot; - &quot;&lt;i&gt;Cosa devo fare per coivolgerti...&lt;/i&gt;&quot;). Esternati pero&apos; in un modo che sottolinea quanto sbagliato sia l&apos;approccio per perseguire il bene della coppia. E cio&apos; &lt;b&gt;Elton John&lt;/b&gt; lo lascia intendere dal malessere per una ipotetica perdita del &lt;i&gt;partner&lt;/i&gt; (&quot;&lt;i&gt;What do I do when lightning strikes me And I wake to find that you&apos;re not there...&lt;/i&gt;&quot; - &lt;i&gt;Cosa faccio quando un fulmine mi colpisce e mi sveglio per accorgermi che non ci sei...&lt;/i&gt;&quot;).&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Poi la dose e&apos; rincarata, sottolineando che a quel punto si e&apos; gia&apos; sulla strada del &apos;non ritorno&apos; e anche le scuse non servono a niente (&quot;&lt;i&gt;What do I say when it&apos;s all over And sorry seems to be the hardest word...&lt;/i&gt;&quot; - &quot;&lt;i&gt;Cosa devo dire quando e&apos; tutto finito e scusa sembra essere la parola piu&apos; difficile da far capire...&lt;/i&gt;&quot;).&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Per dare maggior consapevolezza dello sbaglio che si commette usando la ragione come strumento per far vivere un amore, l&apos;autore rimarca l&apos;incredulita&apos; - che cela un profondo senso di frustrazione - che avvolge chi cerca di comunicare con il &lt;i&gt;partner&lt;/i&gt; attraverso un canale rotto, e non riesce a spiegarsi perche&apos; non e&apos; capace di farsi capire (&quot;&lt;i&gt;It&apos;s sad, so sad It&apos;s a sad, sad situation And it&apos;s getting more and more absurd. It&apos;s sad, so sad Why can&apos;t we talk it over...&lt;/i&gt;&quot; - &quot;&lt;i&gt;E&apos; triste, tanto triste E&apos; una situazione veramente triste E sta diventando sempre piu&apos; assurda. E&apos; triste, tanto triste Perche&apos; non riusciamo a comprenderci...&lt;/i&gt;&quot;).&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Per questo motivo, trovo questo testo un ammonimento per coloro che si illudono o che pensano di poter governare l&apos;amore con razionalita&apos;. Detto in altri termini, e&apos; un invito a vivere il rapporto con la predisposizione ad accogliere e assecondare la persona che si ama, rinunciando alla comprensione di suoi determinati modi di essere e alle pretese nei suoi confronti, che non producono nulla di buono per la coppia, in quanto questi aspetti non sono in linea con quello che l&apos;amore e&apos;. Per non arrivare mai al punto in cui, anche chiedendo scusa, non si e&apos; capiti.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sorry seems to be the hardest word&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;Elton John&lt;/b&gt; risale al 1976. In seguito, sono uscite diverse interpretazioni da parte di vari artisti. Tra queste, quella che preferisco in assoluto e&apos; quella dei &lt;b&gt;Blue&lt;/b&gt;, visto che ha una ritmica piu&apos; vivace, che tuttavia non snatura la (fantastica) melodia originale. Riporto di seguito un &lt;i&gt;karaoke&lt;/i&gt; che ho trovato su &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com&quot;&gt;YouTube&lt;/a&gt; e che ho apprezzato subito vista la simpatia che nutro nei confronti questo modo di esprimere il piacere della musica.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;object width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/qfifWHNO_tQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/qfifWHNO_tQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;/object&gt;&lt;/center&gt;&lt;/p&gt;

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    <title>La mia interpretazione di &apos;Pablo&apos; di De Gregori</title>
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        <pubDate>Sat, 29 Nov 2008 16:32:11 +0100</pubDate>
    <category>Musica</category>
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    <category>svizzera</category>
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    <category>de</category>
            <description>
&lt;p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p style=&quot;font-size:80%;font-style:italic;&quot;&gt;Mio padre seppellito un anno fa,&lt;br/&gt;
nessuno piu&apos; a coltivar la vite,&lt;br/&gt;
e verde rame sulle sue poche, poche unghie,&lt;br/&gt;
e troppi figli da cullare.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;p style=&quot;font-size:80%;font-style:italic;&quot;&gt;E il treno io l&apos;ho preso e ho fatto bene&lt;br/&gt;
spago sulla mia valigia non ce n&apos;era&lt;br/&gt;
solo un po&apos; d&apos;amore la teneva insieme,&lt;br/&gt;
solo un po&apos; di rancore la teneva insieme.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;p style=&quot;font-size:80%;font-style:italic;&quot;&gt;Il collega spagnolo non sente non vede&lt;br/&gt;
ma parla del suo gallo da battaglia&lt;br/&gt;
e la latteria diventa terra&lt;br/&gt;
prima parlava strano e io non lo capivo&lt;br/&gt;
pero&apos; il pane con lui lo dividevo&lt;br/&gt;
e il padrone non sembrava poi cattivo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;p style=&quot;font-size:80%;font-style:italic;&quot;&gt;Hanno pagato Pablo, Pablo e&apos; vivo.&lt;br/&gt;
Hanno pagato Pablo, Pablo e&apos; vivo.&lt;br/&gt;
Hanno pagato Pablo, Pablo e&apos; vivo.&lt;br/&gt;
Hanno pagato Pablo, Pablo e&apos; vivo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;p style=&quot;font-size:80%;font-style:italic;&quot;&gt;Con le mani io posso fare castelli,&lt;br/&gt;
costruire autostrade e parlare con Pablo,&lt;br/&gt;
lui conosce le donne e tradisce la moglie,&lt;br/&gt;
con le donne ed il vino e la Svizzera verde.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;p style=&quot;font-size:80%;font-style:italic;&quot;&gt;E se un giorno e&apos; caduto e&apos; caduto per caso&lt;br/&gt;
pensando al suo gallo&lt;br/&gt;
o alla moglie ingrassata come la foto,&lt;br/&gt;
prima parlava strano e io non lo capivo&lt;br/&gt;
pero&apos; il fumo con lui lo dividevo&lt;br/&gt;
e il padrone non sembrava poi cattivo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;p style=&quot;font-size:80%;font-style:italic;&quot;&gt;Hanno ammazzato Pablo, Pablo e&apos; vivo.&lt;br/&gt;
Hanno ammazzato Pablo, Pablo e&apos; vivo.&lt;br/&gt;
Hanno ammazzato Pablo, Pablo e&apos; vivo.&lt;br/&gt;
Hanno ammazzato Pablo, Pablo e&apos; vivo.&lt;br/&gt;
Hanno ammazzato Pablo, Pablo e&apos; vivo.&lt;br/&gt;
Hanno ammazzato Pablo, Pablo e&apos; vivo.&lt;br/&gt;
vivo vivo vivo&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;p style=&quot;font-size:80%;font-style:italic;&quot;&gt;Hanno ammazzato Pablo, Pablo e&apos; vivo.&lt;br/&gt;
vivo vivo vivo&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;p style=&quot;font-size:80%;font-style:italic;&quot;&gt;Hanno ammazzato Pablo, Pablo e&apos; vivo.&lt;br/&gt;
Hanno ammazzato Pablo, Pablo e&apos; vivo.&lt;br/&gt;
Hanno ammazzato Pablo, Pablo e&apos; vivo.&lt;br/&gt;
Hanno ammazzato Pablo, Pablo e&apos; vivo.&lt;br/&gt;
vivo vivo vivo&lt;br/&gt;
vivo vivo vivo&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Non c&apos;e&apos; altro modo, per certe canzoni di &lt;b&gt;Francesco De Gregori&lt;/b&gt;, che dare una interpretazione personale. Vana e&apos; la ricerca di commenti di &lt;b&gt;Francesco De Gregori&lt;/b&gt; - che e&apos; l&apos;unico che puo&apos; sapere cosa egli voglia esprimere attraverso la sua opera, almeno per quanto riguarda la maggior parte delle sue canzoni. &quot;&lt;b&gt;Pablo&lt;/b&gt;&quot; ne e&apos; un esempio calzante.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La sensazione e&apos; che &lt;b&gt;De Gregori&lt;/b&gt; parli in prima persona di qualcuno consapevolmente costretto (infatti, dice &quot;&lt;i&gt;...Il treno io l&apos;ho preso e ho fatto bene...&lt;/i&gt;&quot; e poi anche &quot;&lt;i&gt;...solo un po&apos; di rancore la teneva insieme...&lt;/i&gt;&quot;) ad emigrare subito dopo la morte del padre (&quot;&lt;i&gt;Mio padre seppellito...&lt;/i&gt;&quot;). Va a cercar fortuna in &lt;b&gt;Svizzera&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Pablo&lt;/b&gt;, spagnolo, e&apos; il suo collega di lavoro a cui la canzone e&apos; ispirata (&quot;&lt;i&gt;Il collega spagnolo...&lt;/i&gt;&quot; lascia pensare che &lt;b&gt;Pablo&lt;/b&gt; era un collega proveniente dalla &lt;b&gt;Spagna&lt;/b&gt;. Mentre, dalla frase &quot;&lt;i&gt;...con le donne ed il vino e la Svizzera verde.&lt;/i&gt;&quot; mi viene da pensare che la &lt;b&gt;Svizzera&lt;/b&gt; sia il posto dove chi parla e &lt;b&gt;Pablo&lt;/b&gt; lavorano e hanno fatto amicizia).&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Anche &lt;b&gt;Pablo&lt;/b&gt; deve essere un emigrante che ha lasciato i propri affetti nella sua terra di origine per trovar fortuna altrove (&quot;&lt;i&gt;...parla del suo gallo da battaglia&lt;/i&gt;&quot; e poi, quando dice &quot;&lt;i&gt;...lui conosce le donne e tradisce la moglie...&lt;/i&gt;&quot; e &quot;&lt;i&gt;...alla moglie ingrassata come la foto...&lt;/i&gt;&quot; sembra che parli di un rapporto a distanza con la moglie).&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ma poi tutto si incentra sulla disgrazia che ha subito &lt;b&gt;Pablo&lt;/b&gt;. Ho dei dubbi sulla fine che ha fatto &lt;b&gt;Pablo&lt;/b&gt;. E&apos; morto (&quot;&lt;i&gt;Hanno ammazzato Pablo,...&lt;/i&gt;&quot;)? Oppure e&apos; rimasto invalido (&quot;&lt;/i&gt;...non sente non vede ma...&lt;/i&gt;&quot;)? In ogni caso, evinco un tema oggi piu&apos; che mai attuale ovvero gli &lt;b&gt;incidenti sul lavoro&lt;/b&gt; (&quot;&lt;i&gt;Costruire autostrade...&lt;/i&gt;&quot; e poi &quot;&lt;i&gt;...un giorno e&apos; caduto e&apos; caduto per caso...&lt;/i&gt;&quot;) e le responsabilita&apos; di chi coordina i lavoratori (&quot;&lt;i&gt;...il padrone non sembrava poi cattivo.&lt;/i&gt;&quot;).&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il testo sembra voglia sottolineare l&apos;importanza di tener forte il legame tra le persone che condividono le stesse asperita&apos; di vita, sono soggette alle stesse sorti e si trovano dalla parte del piu&apos; debole, in armonia con il pensiero &quot;di sinistra&quot;, di &lt;b&gt;Francesco De Gregori&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;

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    <title>Vasco sull&apos;&apos;Olimpico&apos;</title>
    <dc:creator>rocsca</dc:creator>
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        <pubDate>Mon, 22 Sep 2008 23:49:26 +0200</pubDate>
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            <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/resource/Gruppo.jpg&quot; title=&quot;Concerto di Vasco - Roma - Stadio Olimpico - 30 Maggio 2008&quot; align=&quot;right&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot;&gt;Non pensavo che l&apos;ultimo lavoro di &lt;b&gt;Vasco &lt;/b&gt;(Il mondo che vorrei - 2008) fosse all&apos;altezza dei suoi maggiori successi. E tuttora ne sono convinto. Allo stesso modo, non pensavo che un concerto di &lt;b&gt;Vasco&lt;/b&gt; fosse un evento che sarebbe riuscito ad affascinarmi a tal punto.

&lt;p&gt;E invece mi sono dovuto ricredere. Non avevo nemmeno un gran voglia di andarci. Ma d&apos;altra parte era una di quelle cose che sono concorde che nella vita si devono provare.

&lt;p&gt;La data si avvicinava e cresceva l&apos;attenzione per lo spettacolo. Sapere che la sera prima (la prima data del Tour 2008 allo stadio Olimpico di Roma) c&apos;era stato il tutto esaurito ha costituito una spinta ulteriore per la mia volonta&apos; di esserci. E una volta la&apos;, il mio desiderio crescente non e&apos; stato disilluso. Anzi, il mare di gente di ogni eta&apos;, estrazione sociale e culturale, ha fatto si che io realizzassi il potere comunicativo di questo personaggio.

&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/resource/ConcertoVasco.jpg&quot; title=&quot;Concerto di Vasco - Roma - Stadio Olimpico - 30 Maggio 2008&quot; border=&quot;0&quot;&gt;&lt;/center&gt; 

&lt;p&gt;Spesso, siamo abituati a fermarci davanti alla frase banale che si associa ad un VIP, a delle qualita&apos; che non tardano a diventare retorica e ci impediscono di osservare con maggior attenzione l&apos;artista e l&apos;uomo, e crearci un nostro giudizio personale. Questo e&apos; proprio l&apos;esempio tipico che ho vissuto sulla mia pelle. Non ho mai avuto una particolare simpatia per &lt;b&gt;Vasco&lt;/b&gt;: &quot;Vasco e&apos; razzista&quot;, &quot;&lt;b&gt;Vasco&lt;/b&gt; e&apos; grande&quot;, &quot;&lt;b&gt;Vasco&lt;/b&gt; e&apos; commerciale&quot;, &quot;&lt;b&gt;Vasco&lt;/b&gt; vive del successo che ha fatto con i sui primi pezzi&quot; e cosi&apos; via. Ma, una volta che mi sono trovato al concerto, sono stato subito indotto a pensare cosa cela realmente un personaggio che riesce a richiamare costantemente tutta questa folla.

&lt;p&gt;Forse, si e&apos; venuto a creare un fenomeno mediatico proporzioni spropositate. Ma realmente nelle canzoni di &lt;b&gt;Vasco&lt;/b&gt; c&apos;e&apos; il modo che ognuno di noi preferisce per esprimere i propri sentimenti. Quelli che mai esprimeremmo se non attraverso una canzone di &lt;b&gt;Vasco&lt;/b&gt;. Il mio plauso e la mia ammirazione per &lt;b&gt;Vasco&lt;/b&gt; a questo punto prende corpo. Ha colpito in pieno il senso della canzone come forma d&apos;arte, come strumento per incentivare lo sviluppo sociale e, quindi, perche&apos; ogni uomo possa crescere un&apos;&lt;i&gt;epsilon&lt;/i&gt; in piu&apos; comprendendo meglio il fine della sua missione durante la parentesi terrena o - se non altro - come rendere dignitosa la vita di un comune mortale.</description>          </item>
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