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    <title type="html">Graziano Scappatura</title>
    <subtitle type="html">Blog di Graziano Scappatura</subtitle>
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        <title type="html">Il &apos;buon senso&apos; del MIUR</title>
        <author><name>rocsca</name></author>
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        <published>2011-03-10T00:38:18+01:00</published>
        <updated>2011-03-10T00:38:19+01:00</updated> 
        <category term="/Tecnologie Informatiche" label="Tecnologie Informatiche" />
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        <content type="html">
&lt;p&gt;Un albo e&apos; uno strumento istituito per tutelare la qualita&apos; delle attivita&apos; svolte dai professionisti che vi appartengono. Allo stesso tempo l&apos;albo tutela la categoria professionale e il codice deontologico che regola la professione.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;In &lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt; esistono una varieta&apos; di albi professionali. L&apos;albo dei notai, dei chimici, degli avvocati e via discorrendo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Erano anni che gli informatici aspettavano un albo. Logicamente era pure concepibile che una professione che molti ritengono impropriamente di poter esercitare, venisse regolata e protetta nella tutela soprattutto di coloro devono ricorrere a soluzioni informatiche che debbanno soddisfare requisiti propri di una disciplina ingegneristica.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Alla fine e&apos; arrivato solo un compromesso che, se lo si analizza a fondo, tale non e&apos;. E ancor di meno lo e&apos; alla luce dei soprusi - argomento centrale di questo articolo, che il &lt;b&gt;MIUR&lt;/b&gt; (&lt;a href=&apos;http://www.istruzione.it/&apos;&gt;Ministero dell&apos;Istruzione, dell&apos;Universita&apos; e della Ricerca&lt;/a&gt;) sta perpretando nei confronti di una parte degli informatici.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Nel 2001 l&apos;allora &lt;b&gt;Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi&lt;/b&gt; ha decretato la riforma delle professioni (&lt;a href=&apos;http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0098Normat/1361Modifi.htm&apos;&gt;DPR 328/2001&lt;/a&gt;). In particolare, sono stati riorganizzati gli albi professionali, ridefinendo la loro struttura e stabilendo i titoli necessari per l&apos;accesso.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;In sostanza, ogni albo e&apos; stato suddiviso in &lt;i&gt;sezione A&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;sezione B&lt;/i&gt;. Alla prima possono accedervi solo coloro che sono in possesso della &lt;i&gt;laurea specialistica&lt;/i&gt;. Mentre alla seconda possono accedervi quelli che detengono una &apos;&lt;i&gt;laurea&lt;/i&gt;&apos; triennale (si notino bene gli apici posti ad enfatizzare l&apos;inopportunita&apos; del termine usato per indicare il titolo tra di essi contenuto! &lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/images/smileys/angry.gif&quot; class=&quot;smiley&quot; alt=&quot;:-||&quot; title=&quot;:-||&quot; /&gt; ) (*).&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Per quanto riguarda gli informatici, all&apos;&lt;i&gt;articolo 47&lt;/i&gt; del suddetto decreto, e&apos; previsto che al &lt;i&gt;settore dell&apos;informazione&lt;/i&gt; dell&apos;&lt;b&gt;albo professionale dell&apos;ordine degli ingegneri&lt;/b&gt; &lt;i&gt;sezione A&lt;/i&gt;, possano accedervi coloro che sono in possesso della laurea specialistica &lt;b&gt;classe 23S - Informatica&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Non sarebbe poi da considerare un cattivo risultato per gli informatici che si vedono dal nulla, a poter accedere ad un albo professionale, sebbene in condivisione con una categoria che difatti e&apos; caratterizzata da una preparazione accademica che ben si distingue dalle &lt;i&gt;scienze dell&apos;informazione&lt;/i&gt;, o che quanto meno non approfondisce l&apos;aspetto scientifico del trattamento dell&apos;informazione nella misura in cui invece si occupa dell&apos;aspetto progettuale di sistemi che permettono lo scambio di informazione.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;A giustificare quanto detto si puo&apos; ricorrere alle definizioni delle due discipline recuperate da una fonte oramai considerata condivisibilmente autorevole, quale &lt;a href=&apos;http://it.wikipedia.org&apos;&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;small&gt;&lt;i&gt;Le &lt;/i&gt;scienze dell&apos;informazione&lt;i&gt; sono lo studio dei fondamenti teorici dell&apos;informazione e dell&apos;elaborazione, e delle tecniche pratiche per la loro implementazione e la loro applicazione nei sistemi di calcolatori.&lt;/i&gt;&lt;/small&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;small&gt;&lt;i&gt;L&apos;&lt;/i&gt;ingegneria informatica&lt;i&gt; e&apos; una disciplina che integra diversi campi dell&apos;&lt;/i&gt;ingegneria elettrica&lt;i&gt; e delle &lt;/i&gt;scienze dell&apos;informazione&lt;i&gt; richieste per sviluppare i sistemi di calcolatori.&lt;/i&gt;&lt;/small&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;L&apos;ingiustizia si completa dall&apos;interpretazione del decreto &lt;a href=&apos;http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0098Normat/1361Modifi.htm&apos;&gt;DPR 328/2001&lt;/a&gt; da parte del &lt;b&gt;MIUR&lt;/b&gt; che attraverso la nota &lt;a href=&apos;http://attiministeriali.miur.it/anno-2002/maggio/nota-28052002.aspx&apos;&gt;n. 2126/2002&lt;/a&gt; asserisce che i laureati in &lt;b&gt;Scienze dell&#8217;Informazione&lt;/b&gt; e in &lt;b&gt;Informatica&lt;/b&gt; non possono accedere all&#8217;esame per la professione di ingegnere. &lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il 19 Gennaio 2004 pero&apos; puo&apos; essere ricordato come il giorno in cui i laureati in &lt;b&gt;Scienze dell&#8217;Informazione&lt;/b&gt; e in &lt;b&gt;Informatica&lt;/b&gt; si sono fregiati di una prima vera vittoria rispetto a questa discriminazione.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il &lt;b&gt;TAR&lt;/b&gt; della &lt;b&gt;Puglia&lt;/b&gt; accoglie (&lt;a href=&apos;http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Lecce/Sezione%201/2002/200202106/Provvedimenti/LE_200400635_SE.DOC&apos;&gt;sentenza 635/2004&lt;/a&gt;) il ricorso presentato dal &lt;b&gt;dott. Rocco Ciardo&lt;/b&gt;, laureato in &lt;b&gt;Scienze dell&apos;Informazione&lt;/b&gt;, che apre difatti anche ai laureati in &lt;b&gt;Scienze dell&#8217;Informazione&lt;/b&gt; e in &lt;b&gt;Informatica&lt;/b&gt; le porte per poter accedere all&apos;esame di stato per l&apos;accesso al &lt;i&gt;terzo settore&lt;/i&gt; dell&apos;&lt;b&gt;ordine degli ingegneri&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Tuttavia, la sentenza emanata dal &lt;b&gt;TAR&lt;/b&gt; della &lt;b&gt;Puglia&lt;/b&gt;, a seguito del ricorso, consente pero&apos; soltanto a colui che lo ha vinto di godere di questi privilegi, senza effetto alcuno sul &lt;a href=&apos;http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0098Normat/1361Modifi.htm&apos;&gt;DPR 328/2001&lt;/a&gt; e sue interpretazioni da parte del &lt;b&gt;MIUR&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;In seguito, il  &lt;a href=&apos;http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0098Normat/4640Modifi_cf2.htm&apos;&gt;DM 270/2004&lt;/a&gt; ridefinisce, tra l&apos;altro, i nomi dei titoli che le universita&apos; sono atti a rilasciare. In particolare, la &lt;i&gt;laurea specialistica&lt;/i&gt; cambia nome in &lt;i&gt;laurea magistrale&lt;/i&gt;. Ma nella sostanza nulla cambia. Inoltre, segue il &lt;a=href=&apos;http://attiministeriali.miur.it/anno-2004/maggio/di-05052004.aspx&apos;&gt;Decreto Interministeriale 5 maggio 2004&lt;/a&gt; che sancisce l&apos;equipollenza delle lauree in &lt;b&gt;Scienze dell&apos;Informazione&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Informatica&lt;/b&gt; con la laurea specialistica &apos;&lt;b&gt;classe 23S - Informatica&lt;/b&gt;&apos;. Tale equipollenza e&apos; pero&apos; esplicitamente dichiarata valida nel suddetto decreto &apos;ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici&apos;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Seguono altri ricorsi isolati accolti (&lt;i&gt;e.g.&lt;/i&gt;: sentenza del &lt;b&gt;TAR&lt;/b&gt; del &lt;b&gt;Veneto&lt;/b&gt; &lt;a href=&apos;http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Venezia/Sezione%201/2005/200501382/Provvedimenti/VE_200504116_SE.DOC&apos;&gt;n. 4116/2005&lt;/a&gt;) ma che non cambiano difatti le condizioni di accesso all&apos;albo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Di questo ho potuto prendere personalmente coscienza nel 2008, quando ho presentato la domanda per la partecipazione all&apos;esame di stato per l&apos;abilitazione alla &lt;b&gt;professione di ingegnere&lt;/b&gt;, &lt;i&gt;settore dell&apos;informazione&lt;/i&gt;. La risposta alla richiesta di parere inviata dalla mia universita&apos; al &lt;b&gt;MIUR&lt;/b&gt;, con &lt;b&gt;DR 3991/2008&lt;/b&gt;, riporta:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;small&gt;&lt;i&gt;questo Ufficio ritiene che le intervenute sentenze del TAR Puglia n. 635/2004 e del TAR Veneto n. 4116/2005 non modifichino l&apos;interpretazione fino ad ora seguita nell&apos;applicazione delle norme di cui al &lt;a href=&apos;http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0098Normat/1361Modifi.htm&apos;&gt;DPR 328/2001&lt;/a&gt; gia&apos; indicata con nota di questo Ministero &lt;a href=&apos;http://attiministeriali.miur.it/anno-2002/maggio/nota-28052002.aspx&apos;&gt;n. 2126/2002&lt;/a&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/small&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Nel 2010, l&apos;&lt;b&gt;ALSI&lt;/b&gt; (&lt;a href=&apos;http://www.alsi.it/&apos;&gt;Associazione nazionale Laureati in Scienze dell&apos;Informazione ed Informatica&lt;/a&gt;) pubblica, attraverso il suo sito, la notizia della sentenza &lt;a href=&apos;http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Roma/Sezione%203B/2004/200412937/Provvedimenti/201008046_01.XML&apos;&gt;n. 8046/2010&lt;/a&gt; del &lt;b&gt;TAR&lt;/b&gt; del &lt;b&gt;Lazio&lt;/b&gt; che annulla la circolare del &lt;b&gt;MIUR&lt;/b&gt; &lt;a href=&apos;http://attiministeriali.miur.it/anno-2002/maggio/nota-28052002.aspx&apos;&gt;n. 2126/2002&lt;/a&gt;, permettendo difatti l&apos;accesso all&apos;ordine degli ingegneri sia ai laureati in &lt;b&gt;Scienze dell&#8217;Informazione&lt;/b&gt; che ai laureati al vecchio ordinamento di &lt;b&gt;Informatica&lt;/b&gt; (&lt;a href=&apos;http://www.alsi.it/cm/content/ordine-degli-ingegneri-accessibile-anche-ai-laureati-del-vecchio-ordinamento&apos;&gt;Ordine degli ingegneri accessibile anche ai laureati del vecchio ordinamento grazie ad una sentenza del TAR&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Tuttavia, non tarda ad intervenire il &lt;a href=&apos;http://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_di_Stato_%28Italia%29&apos;&gt;Consiglio di Stato&lt;/a&gt; che con l&apos;ordinanza &lt;a href=&apos;http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%206/2010/201006701/Provvedimenti/201004229_15.XML&apos;&gt;n. 4229/2010&lt;/a&gt; sospende, in via cautelare, gli effetti della sentenza &lt;a href=&apos;http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Roma/Sezione%203B/2004/200412937/Provvedimenti/201008046_01.XML&apos;&gt;n. 8046/2010&lt;/a&gt; del &lt;b&gt;TAR&lt;/b&gt; del &lt;b&gt;Lazio&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il significato del verbo &apos;sospendere&apos; lascia ben sperare agli informatici profani in materia giurisdizionale, che verra&apos; un giorno in cui qualche organo costituzionale competente esaminera&apos; la sentenza del &lt;b&gt;TAR&lt;/b&gt; del &lt;b&gt;Lazio&lt;/b&gt; e si pronuncera&apos; in merito alla legittimita&apos; di dare l&apos;accesso anche ai possessori della laurea in &lt;b&gt;Scienze dell&apos;Informazione&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Informatica&lt;/b&gt;, ante &lt;a href=&apos;http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0098Normat/2088Regola.htm&apos;&gt;DM 509/1999&lt;/a&gt;, al &lt;i&gt;settore dell&apos;informazione&lt;/i&gt; dell&apos;&lt;b&gt;albo professionale dell&apos;ordine degli ingegneri&lt;/b&gt; &lt;i&gt;sezione A&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Nel frattempo, prendendo atto che ci si trova in &lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt;, si puo&apos; decidere di non pensarci troppo oppure, trovando quantomeno anomalo (**) questo dilungarsi su situazioni dove va evidentemente ristabilita l&apos;equita&apos;, si puo&apos; diffondere il proprio sdegno.&lt;/p&gt;

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        <title type="html">L&apos;Italia si togliera&apos; la scarpa</title>
        <author><name>rocsca</name></author>
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        <published>2010-04-17T17:11:53+02:00</published>
        <updated>2010-05-02T13:44:43+02:00</updated> 
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&lt;p&gt;&lt;b&gt;Garibaldi&lt;/b&gt; nella sua tomba e&apos; gia&apos; da un pezzo che stara&apos; dando segni di insofferenza. Gli &lt;b&gt;Italiani&lt;/b&gt; invece ancora no. Mi riferisco a quelli che sono a favore dell&apos;&lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt; unita come la storia l&apos;ha disegnata. Si, perche&apos; gli altri invece - almeno quelli che sono consapevoli di cio&apos; che sta avvenendo - staranno sogghignando in attesa che qualcosa di palese e corrispondente alla loro immaginazione, si compia.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Leggo oggi - e ho quindi la conferma - che quello che tanti sospettano, e&apos; una verita&apos; che si sta perpretando alle spalle di tante persone che vivono all&apos;ombra dell&apos;ottimismo che oggi viene da piu&apos; parti profuso. O, viceversa, all&apos;ombra di un malessere imposto che non da&apos; spazio alla visione dei problemi al di la&apos; di poche decine di centimetri del proprio campo visivo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Mi riferisco ad un isolamento progressivo. Quello che oramai e&apos; visto come un pezzo incancrenito della nostra &lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt;: la &lt;b&gt;Calabria&lt;/b&gt;, e forse anche le zone ad esse attigue.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Per rendere piu&apos; chiaro quello che voglio dire, riporto l&apos;articolo intitolato &apos;&lt;b&gt;Arance made in Italy (o quasi)&lt;/b&gt;&apos; de &apos;&lt;a href=&quot;http://www.antefatto.it/&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;&apos; di oggi.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.rocsca.it/blog/resource/arance.pdf&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/resource/arance.jpg&quot; title=&quot;Arance made in Italy (o quasi)&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot; vspace=&quot;10&quot; width=&quot;179&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Sono rammaricato da come le risorse piu&apos; belle che questa terra possiede vengano lasciate svalorizzarsi, incuranti del benessere che possano portare per la &lt;b&gt;Calabria&lt;/b&gt; e per l&apos;&lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt; tutta.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Gli aranceti, tra queste, sono gia&apos; saltati agli onori della cronaca per i fatti di &lt;b&gt;Rosarno&lt;/b&gt; di qualche mese fa. Ma forse in pochi hanno capito che la causa alla base di questi episodi incresciosi sono da ricercarsi nella caduta del valore delle arance della &lt;b&gt;Calabria&lt;/b&gt;. Non certo del cuore immenso dei cittadini onesti che vivono di agricoltura a &lt;b&gt;Rosarno&lt;/b&gt;. Molti meno sono consapevoli che le responsabilita&apos; dell&apos;essere arrivati a questa situazione sono chiare e non sono da ricercarsi tra gli agricoltori che non sanno dare valore al proprio prodotto.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;b&gt;Luigi Marino&lt;/b&gt;, di cui ho avuto difficolta&apos; a trovare notizie in rete oltre la carica che attualmente ricopre ovvero presidente di &lt;a href=&quot;http://www.confcooperative.it&quot;&gt;Confcooperative&lt;/a&gt; (&lt;i&gt;ndr:&lt;/i&gt; per il resto si e&apos; guardato bene dal preservare la propria &lt;i&gt;privacy&lt;/i&gt; professionale.. &lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/images/smileys/angry.gif&quot; class=&quot;smiley&quot; alt=&quot;:-||&quot; title=&quot;:-||&quot; /&gt;), nell&apos;articolo sopra citato afferma, indegnamente o obiettivamente, che il succo delle arance calabresi non puo&apos; essere parte dei succhi di arancia che arriva al consumatore.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Sara&apos; anche vero. Ma perche&apos; il ministro delle Politiche Agricole non riesce a dare delle linee guida per riconvertire le colture della nostra &lt;b&gt;Calabria&lt;/b&gt; affinche&apos; si ritorni presto ad essere di nuovo protagonisti di questo mercato? Perche&apos; lascia che questo mercato ci venga tranquillamente sottratto da concorrenti esteri che portano i loro prodotti da migliaia e migliaia di chilometri di distanza dall&apos;&lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt; e da paesi che non sappiamo nemmeno a quali regole di lavoro soggiacciono?&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Beh! Se andiamo ad indagare piu&apos; da vicino chi era il nostro ministro ai tempi dei fatti di &lt;b&gt;Rosarno&lt;/b&gt;, ci accorgiamo che si trattava di un certo &lt;b&gt;Luca Zaia&lt;/b&gt;, leghista, che si e&apos; occupato prevalentemente (per non dire esclusivamente, come si puo&apos; vedere dal sito del &lt;a href=&apos;http://www.politicheagricole.ii&apos;&gt;Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali&lt;/a&gt;) di fatti che piu&apos; da vicino interessano il settentrione d&apos;Italia.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Oggi, &lt;b&gt;Luca Zaia&lt;/b&gt; ha &apos;abdicato&apos; in favore di &lt;b&gt;Giancarlo Galan&lt;/b&gt; (viceversa, &lt;b&gt;Zaia&lt;/b&gt; siede alla poltrona di governatore del &lt;b&gt;Veneto&lt;/b&gt; che era in precedenza occupata da &lt;b&gt;Galan&lt;/b&gt;). E dalle prime battute di questo mandato la musica non sembra - prevedibilmente - essere cambiata.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ma la &lt;b&gt;Calabria&lt;/b&gt; ha altre risorse, fortunatamente. Il turismo, ad esempio. Peccato pero&apos; che ovunque si vada a cercare un ente che possa aiutare l&apos;&lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt; a rimanere unita, si trovano persone che il senso dell&apos;unita&apos; non ce l&apos;hanno nemmeno lontanamente nella propria immaginazione.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il &lt;b&gt;Ministero del Turismo&lt;/b&gt; (di cui ad oggi non e&apos; noto il sito ufficiale) e&apos; capitanato da &lt;b&gt;Michela Vittoria Brambilla&lt;/b&gt;. Di questa persona, quello che mi e&apos; rimasto impresso e&apos; senz&apos;altro una puntata di &lt;a href=&apos;http://www.ballaro.rai.it&apos;&gt;Ballaro&apos;&lt;/a&gt;, subito dopo il suo insediamento, in cui da un suo scontro verbale con &lt;b&gt;Ignazio Marino&lt;/b&gt;, non e&apos; venuta fuori alcuna intenzione di operare a fin di bene per il turismo del &lt;b&gt;Sud&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;object width=&quot;480&quot; height=&quot;385&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/voE9K4GqyHY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/voE9K4GqyHY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; width=&quot;480&quot; height=&quot;385&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/center&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Men che meno mi ha convinto il suo compaesano (&lt;i&gt;ndr:&lt;/i&gt; entrambi sono nati a &lt;b&gt;Lecco&lt;/b&gt;) nonche&apos; viceministro del &lt;b&gt;Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Roberto Castelli&lt;/b&gt; che si e&apos; esibito piu&apos; volte in &lt;i&gt;show&lt;/i&gt; agghiaccianti di uomini di governo che parlano solo a favore della propria regione di appartenenza, sia in materia di turismo:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;object width=&quot;480&quot; height=&quot;385&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/jYe6C8Ga_Vo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/jYe6C8Ga_Vo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; width=&quot;480&quot; height=&quot;385&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/center&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;che non:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;object width=&quot;480&quot; height=&quot;385&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/BpKi2ovAd6o&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/BpKi2ovAd6o&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; width=&quot;480&quot; height=&quot;270&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/center&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E&apos; giusto allora che ciascun &lt;b&gt;Italiano&lt;/b&gt; che vuole un&apos;&lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt; unita, indaghi per scoprire se e&apos; stato ingannato o se si e&apos; responsabilmente distratto da un dovere che accomuna tutti quelli che la pensano come lui. Possibilmente presto. Prima che l&apos;Italia decida di togliersi la scarpa.&lt;/p&gt;

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        <title type="html">Rosarno e gli immigrati</title>
        <author><name>rocsca</name></author>
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        <published>2010-01-09T04:22:42+01:00</published>
        <updated>2010-04-16T10:15:37+02:00</updated> 
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&lt;p&gt;&lt;b&gt;Rosarno&lt;/b&gt; non e&apos; l&apos;unico posto in cui le condizioni sociali di immigrati &lt;i&gt;extracomunitari&lt;/i&gt; africani che vengono in &lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt; per migliorare il proprio tenore di vita, sono drammatiche. E la cronaca potrebbe darci molti esempi a conferma di cio&apos;. E&apos; gia&apos; successo anche che si sono verificati dei fatti di violenza laddove le condizioni di vita di questa gente si dimostrata essere realmente precaria. Ma &lt;b&gt;Rosarno&lt;/b&gt; e&apos; un caso che merita una trattazione a parte.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Queste disparate colonie di extracomunitari arrivano a &lt;b&gt;Rosarno&lt;/b&gt; per un ben individuato periodo dell&apos;anno e per delle altrettante chiare ragioni. Tale periodo corrisponde con la raccolta degli agrumi (mandarini prima e arance poi), di cui la &lt;b&gt;Piana di Gioia Tauro&lt;/b&gt; e&apos; ricca, e la ragione e&apos; la possibilita&apos; di lavorare in questa attivita&apos; per trarne sostentamento.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Penso che il movente della &apos;&lt;i&gt;questione di &lt;b&gt;Rosarno&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&apos; possa essere individuato nei disagi dei Rosarnesi. Disagi che non hanno niente a che fare con l&apos;intolleranza in se&apos;. Anche se la prima cosa che viene da pensare e&apos; proprio una vicenda di razzismo. E non nego di averlo pensato anch&apos;io. Io che sono nato e ho vissuto quei posti e che spesso ho pensato erronamente che un Calabrese possa essere razzista con un Africano almeno quanto un leghista possa esserlo con un Calabrese.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ma la realta&apos; e&apos; tutt&apos;altra, appunto. E&apos; da ricercarsi nella fragilita&apos; dell&apos;economia agricola di cui vive buona parte della &lt;b&gt;Calabria&lt;/b&gt;. Una fragilita&apos; che viene sempre piu&apos; alla luce man mano che i tempi delle &apos;vacche grasse&apos; tendono a rimanere solo un ricordo di un tempo in cui si e&apos; cristallizzata una mentalita&apos; assistenzialistica che oggi rappresenta una grande trappola nelle realta&apos; come quelle di &lt;b&gt;Rosarno&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Faro&apos; riferimento a piccole aziende a conduzione familiare perche&apos; realmente da quelle parti non ci sono grandi realta&apos; imprenditoriali che lavorano nel settore e, in definitiva, tali sono la maggior parte delle imprese che operano in questo contesto.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Le arance non sono mai stato un affare per coloro che le producono (ma, sono da ritenersi senz&apos;altro una fortuna per tali persone, rappresentando una fonte di sostentamento che li ha verosimilmente preservati dall&apos;emigrazione). In sostanza, la produzione e&apos; stata sempre cosi&apos; elevata che se tutte le arance prodotte venissero immesse sul mercato, le arance avrebbero prezzo pari a zero. Per non mortificare questo mercato lo stato, attraverso l&apos;&lt;b&gt;AGEA&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;AGenzia per le Erogazioni in Agricoltura &lt;/i&gt;, un tempo nota come &lt;b&gt;AIMA&lt;/b&gt; - &lt;i&gt;Azienda di Stato per gli Interventi nel Mercato Agricolo&lt;/i&gt;), interviene con delle politiche che prevedono di dare un contributo agli imprenditori per le arance raccolte, quando il mercato e&apos; saturo. Chiaramente il contributo che lo stato decide non deve essere tanto alto da incentivare gli imprenditori a produrre ulteriori quantita&apos; di arance, ne&apos; tanto basso da indurre tante aziende agricole alla chiusura.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Fin quando dalle mie parti c&apos;era la manodopera locale disposta a lavorare negli agrumeti per la racconta delle arance per una paga che permetteva anche all&apos;imprenditore di trarci anche un piccolo reddito, il sistema funzionava abbastanza bene, garantendo delle ricchezze accettabili alla popolazione. Nel tempo, pero&apos;, lo stato ha sempre pagato meno le quote per le arance acquisite come pure sempre meno gente e&apos; disposta a lavorare nella raccolta degli agrumi per retribuzioni che si sono dimostrate sempre piu&apos; inadeguate.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ecco che, in questo contesto, propizia si e&apos; rivelata la presenza degli &lt;i&gt;extracomunitari&lt;/i&gt; Africani che sicuramente - venendo da paesi molto piu&apos; poveri della &lt;b&gt;Calabria&lt;/b&gt; - non avrebbero rifiutato lavori di questo tipo per paghe che - agli occhi loro - erano dignitose.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Oggi gli onesti imprenditori agricoli calabresi non riescono a fare reddito da queste attivita&apos;. Men che meno hanno la possibilita&apos; di rendere dignitose le condizioni di vita dei poveri &lt;i&gt;extracomunitari&lt;/i&gt; che vengono a guadagnarsi da vivere onestamente negli agrumeti di &lt;b&gt;Rosarno&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;L&apos;impossibilta&apos; (...) di avere voce attraverso chi li rappresenta che e&apos; causa di una pressione sugli &lt;i&gt;extracomunitari&lt;/i&gt;. E diventa, a sua volta, la causa di una rivolta che i &lt;i&gt;media&lt;/i&gt; indicano frettolosamente come un rigurgito razzista della popolazione di &lt;b&gt;Rosarno&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E non fanno bene nemmeno quando additano la &lt;i&gt;&apos;ndrangheta&lt;/i&gt; come altra possibile causa di tale situazione di degrado, perche&apos; allontanano l&apos;opinione comune dal pensare che la classe politica calabrese e nazionale possa avere delle responsabilita&apos; in questa faccenda.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;In sostanza, ci sono sicuramente delle responsabilita&apos;, che coinvolgono i cittadini disonesti che si approfittano delle disgrazie di queste persone venute in &lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt; a riappropriarsi della dignita&apos; di esseri umani. Ma anche e soprattutto le istituzioni che non potevano non sapere quali erano e sono le condizioni di questo lembo di &lt;b&gt;Calabria&lt;/b&gt;. Se ogni cittadino deve sottostare alla locuzione &apos;&lt;i&gt;La legge non ammette ignoranza&lt;/i&gt;&apos; perche&apos; mai le istituzioni italiane possono sistematicamente continuare a ignorare che le leggi non vengono applicate? Perche&apos; chi ha responsabilita&apos; dirette e ha il potere di evitare tali fenomeni di bestialita&apos; non paga il prezzo di non averli saputo prevenire?&lt;/p&gt;

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        <title type="html">Insanita&apos;</title>
        <author><name>rocsca</name></author>
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        <published>2009-11-10T19:18:04+01:00</published>
        <updated>2010-02-27T21:31:13+01:00</updated> 
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&lt;p&gt;Se c&apos;e&apos; una puntata di &lt;a href=&quot;http://www.report.rai.it/&quot;&gt;Report&lt;/a&gt; che non sono riuscito a dimenticare e&apos; quella intitolata &lt;a href=&quot;http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1085148,00.html&quot;&gt;La cura&lt;/a&gt;. E ho sempre tenuto ben saldo in mente che avrei dovuto commentarla nel mio &lt;i&gt;blog&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;In breve, si parla di sprechi babilonici e di furti incommensurabili, che nessun cittadino che non si senta implicato in questo malaffare dovrebbe permettere, a costo di dover lasciare i propri affetti, e imbracciare le armi per andare a scovare questi impostori e parassiti che vivono alle spalle della popolazione onesta.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ma quel che rende questo quadro degno di essere paragonato ad eventi molto spiacevoli della storia dell&apos;uomo, e&apos; che in molti contesti - specie, guarda caso, quelli in cui si e&apos; molti impegnati a non perdere di vista il &lt;i&gt;business&lt;/i&gt; che ruota intorno alla sanita&apos; - si puo&apos; morire anche in tenera eta&apos;, per superficialita&apos; inammissibili.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ognuna delle due motivazioni e&apos; terribile dal mio punto di vista, ma viste entrambi nel loro insieme come il &lt;i&gt;problema della sanita&apos; in &lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, diventano inconcepibili. Proprio per questo, quindi, ne parlero&apos; come due problemi a se&apos; stanti.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Forse molte persone - come me - non ci arrivano, ma in tutta franchezza non riesco a capire se e&apos; piu&apos; conveniente sprecare purche&apos; si spenda oppure se e&apos; meglio spendere il giusto a costo di non spendere tanto.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Limitando il discorso alle nostre tasche, penso che nemmeno le logiche del consumismo piu&apos; sfrenato abbracciano a pieno la prima affermazione, e che la seconda e&apos; una asserzione vera, specie da un punto di vista soggettivo. Quello che non si riesce a realizzare e&apos; come cio&apos; si capovolga se si parla di spesa pubblica. Sarebbe bello quindi se qualcuno riuscisse a dimostrare che, in un contesto cosi&apos; ampio, quale quello della sanita&apos;, il primo teorema sia quello vero.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Allora risulterebbe giustificato il proliferare di attivita&apos; illecite attorno alla sanita&apos;. Dovremmo anche fare un plauso a quel medico che apre la puntata &lt;a href=&quot;http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1085148,00.html&quot;&gt;La cura&lt;/a&gt; di &lt;a href=&quot;http://www.report.rai.it/R2_HPprogramma/0,7353,243,00.html&quot;&gt;Report&lt;/a&gt; che, con la complicita&apos; di una infermiera, fa approvigionamenti di materiale sanitario dentro clinica &lt;b&gt;Santa Rita&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;Milano&lt;/b&gt;, per poi usarlo per la sua libera professione (non voglio entrare in merito al fatto che lo stesso medico e&apos; protagonista di un conflitto di interessi piu&apos; che evidente, che ha degli effetti benefici per l&apos;attivita&apos; privata e dei riflessi negativi nell&apos;attivita&apos; pubblica). Come dovremmo farlo al responsabile degli acquisti (prima del commissariamento del 2006, a seguito dell&apos;omicidio del primario &lt;b&gt;Francesco Fortugno&lt;/b&gt;) dell&apos;&lt;b&gt;ASL 9&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;Locri&lt;/b&gt;, che compra scatole di cerotti a prezzi che arrivano fino a 3000 euro al pezzo oppure compra delle protesi testicolari e peniali (i cui impianti sono rarissimi) a prezzi da capogiro (si parla di ricarichi sul prezzo di mercato del 900 per cento). Protesi che tra l&apos;altro non sono state mai ricevute dall&apos;acquirente. Sembra evidente come quest&apos;ultimo sia stato solo un modo per favorire qualche azienda distributrice di questi prodotti. Sicuramente contraccambiato da qualche regalo per le persone compiacenti. Ma se lo scopo e&apos; spendere - a prescindere dallo spreco - ben venga.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Di sprechi, ce ne sono tanti altri che sono bene evidenziati nella puntata &lt;a href=&quot;http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1085148,00.html&quot;&gt;La cura&lt;/a&gt; di &lt;a href=&quot;http://www.report.rai.it/&quot;&gt;Report&lt;/a&gt;. Anche di quelli che non si potranno mai condannare perche&apos; legalmente non fanno una grinza. E non c&apos;e&apos; nemmeno distinzione di tendenza politica che sia caratterizzante per gli sprechi. Per esempio, la &lt;b&gt;Regione Calabria&lt;/b&gt; (insieme ad altri enti, tra cui l&apos;&lt;b&gt;Universita&apos; degli Studi &lt;i&gt;Magna Grecia&lt;/i&gt; di Catanzaro&lt;/b&gt;) nel 2004 ha costituito la &lt;b&gt;Fondazione Tommaso Campanella&lt;/b&gt;. Una fondazione di diritto privato (quindi, difatti, un ente privato (*)) ma i cui finzanziamenti provengono, per la somma ragguardevole di 50 milioni di euro l&apos;anno, dalla &lt;b&gt;Regione Calabria&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Inizialmente, lo statuto prevedeva il finanziamento della fondazione da parte della regione, fino al 2007. Tuttavia, visto che l&apos;inizio dell&apos;attivita&apos; si e&apos; protratto fino al 2006, tuttora la &lt;b&gt;Calabria&lt;/b&gt; non ha smesso di finanziare questa struttura. Questo finanziamento pubblico cessera&apos; allorquando la fondazione ricevera&apos; il riconoscimento come &lt;b&gt;&lt;i&gt;IRCCS&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; (&lt;b&gt;Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico&lt;/b&gt;) da parte del &lt;b&gt;Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali&lt;/b&gt;. Da quel momento, infatti, l&apos;ente privato non avra&apos; piu&apos; bisogno dei soldi del fondo sanitario della &lt;b&gt;Regione Calabria&lt;/b&gt;, in quanto sara&apos; finanziato direttamente dal ministero per produrre brevetti sanitari. E questa non e&apos; assolutamente una bella cosa visto che la fondazione, e piu&apos; in generale il &lt;b&gt;&lt;i&gt;COE&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; (&lt;b&gt;Centro oncologico di eccellenza&lt;/b&gt; cosi&apos; &lt;b&gt;Anselmo Torchia&lt;/b&gt; - presidente della &lt;b&gt;Fondazione Tommaso Campanella&lt;/b&gt; - fa riferimento al polo oncologico che la fondazione gestisce interamente) e&apos; stato messo in piedi soprattutto con il denaro (o debiti, che sempre soldi sono!) dei Calabresi. Alla fine, invece, ai Calabresi restera&apos; solo una struttura privata (magari &apos;convenzionata&apos;, come e&apos; tipico in &lt;b&gt;Calabria&lt;/b&gt;) che tocchera&apos; pagare ancora una volta per riceverne le cure.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Insomma, ho l&apos;impressione che questa maestosa opera sia nata piu&apos; per gli interessi di classi ristrette che non per il bene della collettivita&apos;. Una mannaia sulla testa dei Calabresi che prima pagano l&apos;universita&apos; per raggiungere i risultati che serviranno alla fondazione per ottenere il riconoscimento di &lt;b&gt;&lt;i&gt;IRCCS&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. Quindi, finanziano l&apos;ente che eroghera&apos; il servizio. E, infine, continueranno a pagare per ricevere il servizio. Per inciso, quindi, ai Calabresi poco cambiera&apos; se e quando la fondazione sara&apos; qualificata come &lt;b&gt;&lt;i&gt;IRCCS&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Sta di fatto che al momento, per incapacita&apos; della classe dirigente del polo oncologico oppure della classe politica calabrese, o per intrecci politici di cui non ci si riesce nemmeno a fare una vaga idea da cittadini comuni, la fondazione non ha ancora ricevuto il riconoscimento di &lt;b&gt;&lt;i&gt;IRCCS&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Non solo. Affiorano gia&apos; - a pochi anni dalla sua costituzione - dei sospetti riguardo la conduzione amministrativa non del tutto impeccabile. Come si puo&apos; chiaramente evincere da un interessantissimo articolo che ho trovato rovistando nella rete (&lt;a href=&quot;http://emiliogrimaldi.blogspot.com/2009/10/la-fondazione-campanella-fa-90-di-danno.html&quot;&gt;La Fondazione Campanella fa 90. Di danno erariale e di indagati&lt;/a&gt;, che fa riferimento anche ad un &lt;i&gt;post&lt;/i&gt; altrettanto interessante sulle origini della fondazione - &lt;a href=&quot;http://emiliogrimaldi.blogspot.com/2009/03/fondazione-campanella-pane-chemio-e.html&quot;&gt;Fondazione Campanella: pane, chemio e politica&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Per quanto riguarda l&apos;operato del polo, sebbene il governatore &lt;b&gt;Agazio Loiero&lt;/b&gt; lo presenti come &apos;il fiore all&apos;occhiello&apos; della sanita&apos; calabrese, &lt;a href=&quot;http://www.report.rai.it/&quot;&gt;Report&lt;/a&gt; mette in mostra come a dirigerlo ci siano delle persone (**) disinteressate del tutto sull&apos;avanzamento delle attivita&apos; di ricerca che si svolgono al suo interno, e come oltretutto la colossale struttura che ospita il polo antitumori (&lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;: il policlinico &lt;b&gt;Mater Domini&lt;/b&gt;) e&apos; nettamente sottoutilizzata rispetto alle sue potenzialita&apos;. Ma questo di certo non entra in conflitto con il &apos;teorema degli sprechi&apos;. Anzi, disinteressandosi deliberatamente del funzionamento della struttura, si ha piu&apos; tempo per spendere, incuranti di quello che puo&apos; essere veramente necessario e quello che no.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Rimanendo ancora in &lt;b&gt;Calabria&lt;/b&gt;, il caso piu&apos; emblematico di sprechi nella sanita&apos; e&apos; senz&apos;altro il numero di strutture ospedaliere della &lt;b&gt;Piana di Gioia Tauro&lt;/b&gt;: sette ospedali per cento posti letto su una superficie di 500 chilometri quadrati e abitata da centottantamila persone. A parte la densita&apos; troppo alta di posti letto per abitante, il vero dato che salta all&apos;occhio nella &lt;b&gt;Piana di Gioia Tauro&lt;/b&gt; e&apos; l&apos;elevato numero di strutture ospedaliere tutte incredibilmente vicine. Tutte risorse che si replicano (o meglio che si dovrebbero replicare): strumenti, strutture, professionalita&apos; e cosi&apos; via. Ma non puo&apos; passare inosservata l&apos;elevata spesa sostenuta per queste strutture che appare ancora piu&apos; esorbitante se la si contrappone allo stato di degrado in cui queste strutture versano. Come pure l&apos;elevato numero di figure sanitarie per posto letto. Ma nella logica dello spreco, anche questo quadro tornerebbe molto utile da un punto di vista dell&apos;economia.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ma gli sprechi non sono solo una peculiarita&apos; calabrese. Voglio citare a tal proposito, anche un caso che e&apos; spudoratamente venuto alla luce in seno allo scandalo delle &lt;i&gt;escort&lt;/i&gt; in cui e&apos; stato coinvolto il presidente del consiglio e un certo &lt;b&gt;Gianpaolo Tarantini&lt;/b&gt;. Nella puntata di &lt;a href=&quot;http://www.annozero.rai.it/&quot;&gt;Annozero&lt;/a&gt; del 2 ottobre intitolata &lt;a href=&quot;http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4b2a60ef-9c7e-4d03-9c86-1bc286cbf452.html?p=0&quot;&gt;No Gianpi, no party&lt;/a&gt;, in cui ha partecipato una delle escort (&lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;: &lt;b&gt;Patrizia D&apos;Addario&lt;/b&gt;), si e&apos; cercato di portare l&apos;attenzione su un aspetto che purtroppo non fa tanto &lt;i&gt;audience&lt;/i&gt; quanto gli scandali della vita privata di un personaggio politico, ma evidentemente senza tanto successo. Si e&apos; parlato della strana correlazione tra l&apos;attivita&apos; di &lt;b&gt;Gianpaolo Tarantini&lt;/b&gt; come procacciatore di giovani donne da portare a &lt;b&gt;Palazzo Grazioli&lt;/b&gt;, e l&apos;aumento sproporzionato della spesa per protesi da parte della sanita&apos; pugliese. In particolare, si e&apos; parlato di un incremento del 243% della spesa per protesi, rispetto al 2001 (contro un incremento nazionale nello stesso periodo che si assesta al 51%). Il tutto avendo preventivamente presentato &lt;b&gt;Gianpaolo Tarantini&lt;/b&gt; come &lt;i&gt;manager&lt;/i&gt; di una azienda (ereditata dal padre) che rivende protesi. Considerando trascurabile l&apos;aspetto delle &lt;i&gt;escort&lt;/i&gt;, e tralasciando le cause dell&apos;impennata del fabbisogno di protesi da parte della &lt;b&gt;Puglia&lt;/b&gt;, quello che conta e&apos; ancora, secondo l&apos;asserzione sugli sprechi, che si e&apos; speso tanto.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Senza interferire con l&apos;assunta validita&apos; del sistema degli sprechi, pero&apos; c&apos;e&apos; da dire che non e&apos; passata inosservata l&apos;anomalia dell&apos;impennata della vendita di protesi da parte della societa&apos; di &lt;b&gt;Gianpaolo Tarantini&lt;/b&gt;, alla Guardia di Finanza (&lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/06/anomalo-boom-protesi.shtml&quot;&gt;Quell&apos;anomalo boom di protesi&lt;/a&gt;) la quale ha avviato un&apos;inchiesta.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Insomma, alla fine di questa lunga carrellata di esempi di sprechi degli ultimi tempi nella sanita&apos; italiana (che lasciano solo presagire quanto diffusa sia questa pratica nel settore), e&apos; chiaro che non posso fare alcuna deduzione sull&apos;utilita&apos; o meno dello sperpero. Tuttavia, emerge da ciascuno di questi casi come:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;ul&gt;&lt;br/&gt;
&lt;li&gt;Dietro ogni spreco ci siano elementi che fanno sospettare corruzione delle persone che curano il servizio sanitario per il cittadino.&lt;/li&gt;&lt;br/&gt;
&lt;li&gt;Lo spreco di denaro pubblico, nella maggior parte dei casi, favorisce una ristretta classe di persone e quindi difatti il denaro disperso non rientra in modo equo nelle tasche dei contribuenti, accentuando disparita&apos; sociali.&lt;/li&gt; &lt;br/&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;D&apos;altra parte, l&apos;erogazione continua di fondi da parte degli enti preposti per la sanita&apos;, che in buona percentuale risultano dispersi in spese inutili, causa ammanchi che si traducono in debiti per tutti i cittadini italiani. Ad esempio, sempre nella puntata &lt;a href=&quot;http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1085148,00.html&quot;&gt;La cura&lt;/a&gt; di &lt;a href=&quot;http://www.report.rai.it/&quot;&gt;Report&lt;/a&gt;, &lt;b&gt; Milena Gabanelli&lt;/b&gt; riassume il &lt;i&gt;deficit&lt;/i&gt; della &lt;b&gt;Regione Calabria&lt;/b&gt; in 2 miliardi e 160 milioni di euro che verrano pagati da tutte le regioni italiane, e quindi da tutti i cittadini.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;C&apos;e&apos; un secondo aspetto della sanita&apos; che interessa ciascuno di noi da un punto di vista ancora piu&apos; profondo. Perche&apos; si dovrebbe staccare completamente dal denaro. Mi riferisco all&apos;obiettivo unico che la sanita&apos; dovrebbe perseguire, ovvero il benessere dell&apos;individuo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La profondita&apos; di questo aspetto e&apos; tale perche&apos; c&apos;e&apos; in ballo la vita, che e&apos; il bene piu&apos; prezioso per l&apos;uomo. E diventa ancora piu&apos; profondo se si pensa che la sanita&apos; deve puntare a riconsegnare all&apos;uomo quella dignita&apos; che brutte malattie e infortunui talvolta portano via.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Se io qua mi soffermo a dire che spesso non e&apos; cosi&apos;, e&apos; perche&apos; la cronaca ci porta molti esempi che ci fanno capire che i sanitari sono spesso distolti dagli obiettivi che nativamente dovrebbero perseguire.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E non voglio essere il solito populista che punta il dito contro questo e contro quello ogni volta che si verifica qualcosa nella sanita&apos; che tocca ognuno di noi dal di dentro. D&apos;altronde, la sanita&apos; la fanno delle persone e oltretutto si basa su studi scentifici (e le relative esperienze) i cui confini di conoscenza sono ancora lontani dal poter essere immaginati dalla mente di un essere umano.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Non e&apos; normale, ad esempio, che in &lt;b&gt;Calabria&lt;/b&gt; nell&apos;agosto scorso c&apos;e&apos; stata una &lt;i&gt;escalation&lt;/i&gt; di incidenti che ha causato 5 vittime in corsia. Come si puo&apos; leggere dal &lt;i&gt;post&lt;/i&gt; &lt;a href=&quot;http://irpinianelmondo.wordpress.com/2009/08/28/malasanita-aumentano-morti-sospette-in-calabria-deceduto-ragazzo-per-appendicectomia/&quot;&gt;Malasanita&apos;. Aumentano morti sospette in Calabria. Deceduto ragazzo per appendicectomia&lt;/a&gt;, si tratta di casi per cui si fa veramente fatica a credere che si possa esser morti cosi&apos; oggi che la chirurgia fa miracoli.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;A rendere piu&apos; incredibile il tutto e&apos; l&apos;eta&apos; dei martiri della sanita&apos;. Si pensi alla mamma morta durante un parto in una clinica privata di &lt;b&gt;Cinquefrondi&lt;/b&gt;, al ragazzo morto per un attacco di appendicite acuta, alla bambina di otto anni morta all&apos;ospedale di &lt;b&gt;Cetraro&lt;/b&gt; e a quella di cinque anni morta a &lt;b&gt;Locri&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;I protocolli medici sono uguali dappertutto sul territorio italiano. Cambiano le persone che operano presso le varie strutture. Ma cambiano anche le strutture. E qui tutto tornerebbe al fattore denaro. Ma prima di ritornare su questo elemento di cui l&apos;uomo riesce sempre meno a tirarsi via di dosso per lasciar trasparire la sua moralita&apos;, penso che ognuno deve riflettere sulle proprie responsabilita&apos; quando esercita una professione. Tanto, ma tanto di piu&apos;, quando in ballo ci sono delle vite umane. E si dovrebbe arrivare al punto in cui una sfida professionale si accetta o anche si rifiuta, qualunque sia il fattore che possa pregiudicare il successo della sfida.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Si diceva poc&apos;anzi che i soldi possono deturpare l&apos;etica delle figure impegnate nella sanita&apos;, talvolta compromettendo irrimediabilmente il raggiungimento del benessere dell&apos;uomo che la sanita&apos; si prefigge.  L&apos;assurda morte della giovane &lt;b&gt;Federica Montaleone&lt;/b&gt; a causa di un &lt;i&gt;blackout&lt;/i&gt; durante un intervento chirurgico all&apos;ospedale di &lt;b&gt;Vibo Valentia&lt;/b&gt;, potrebbe essere un esempio lampante di quanto appena asserito. Che non sia questo un macabro sabotaggio della carriera dell&apos;allora direttore generale dell&apos;&lt;b&gt;ASL 8&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;Vibo Valentia&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Francesco Talarico&lt;/b&gt;? Diversamente, dimettendosi subito dopo l&apos;accaduto (nonostante la citazione in giudizio per l&apos;inchiesta aperta su questo tragico episodio) per accettare l&apos;incarico di direttore amministrativo della &lt;b&gt;Fondazione Tommaso Campanella&lt;/b&gt;, avrebbe dimostrato di essere la prima persona che nella sanita&apos; non ci potrebbe stare, in quanto priva di moralita&apos;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;C&apos;e&apos; da dire, pero&apos;, che &lt;b&gt;Francesco Talarico&lt;/b&gt; ha poi dato prova di avere una coscienza dimettendosi da direttore della fondazione allorquando e&apos; stato rinviato a giudizio nell&apos;ambito della stessa inchiesta (&lt;a href=&quot;http://www.nuovacosenza.com/politica/08/regione/giugno/ultime23.html&quot;&gt;Si dimette il DG Talarico&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ma questi aspetti qua non sono una esclusiva calabrese. Ritornando alla puntata &lt;a href=&quot;http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1085148,00.html&quot;&gt;La cura&lt;/a&gt; di &lt;a href=&quot;http://www.report.rai.it/&quot;&gt;Report&lt;/a&gt;, si e&apos; parlato anche la&apos; della &lt;i&gt;clinica degli orrori&lt;/i&gt;. Questo e&apos; il nome attribuito alla clinica &lt;b&gt;Santa Rita&lt;/b&gt; di &lt;b&gt;Milano&lt;/b&gt; dopo che e&apos; scoppiato lo scandalo degli interventi inutili che venivano fatti con l&apos;unico scopo di elevare il numero di prestazioni fatte dalla clinica e, cosi&apos; facendo, aumentare i compensi ricevuti dalla &lt;b&gt;Regione Lombardia&lt;/b&gt;. A capo di questa squadra di &lt;i&gt;killer&lt;/i&gt; c&apos;era una tale &lt;b&gt;Pier Paolo Brega Massone&lt;/b&gt;, attualmente in carcere con l&apos;accusa di &lt;i&gt;omicidio aggravato dalla crudelta&apos;&lt;/i&gt;. E si, perche&apos; alcuni degli anziani pazienti ci hanno anche rimesso la vita prendendo parte incosapevolmente a questo gioco al massacro.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;E proprio perche&apos; si trattava di anziane persone che la cosa mi ha mosso particolarmente la coscienza. Ricollegandomi a quanto detto prima, la sanita&apos; dovrebbe ridare dignita&apos; alle persone che sfortunamente  tendono a perderla, per cercare di dare un senso piu&apos; profondo anche a quelle vite. E questo esclude che bisogna togliere la dignita&apos; a chi se l&apos;e&apos; sudata per una vita e adesso e&apos; indifeso di fronte alla malvagita&apos; di persone senza scrupoli. Un taglio sulla pelle, un intervento importante e&apos; un segno che resta. Tanto piu&apos; rimane quanto meno motivi per giustificarlo ci sono. Tanto piu&apos; il gesto diviene una mostruosita&apos;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Quindi, anche se ho trattato separatamente due punti dolenti della sanita&apos; italiana, non e&apos; rinnegabile che c&apos;e&apos; una causa comune che li rende tali: il denaro. Sembrerebbe che in ciascuno degli aspetti il denaro gioca un ruolo differente, visto che prima si parla di sprechi mentre nell&apos;altra si parla far soldi. Tuttavia, anche quando si sperpera denaro in realta&apos; c&apos;e&apos; sempre un fine che consiste nel veicolare i soldi verso una destinazione ben chiara.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Purtroppo, pero&apos; allora ci accorgiamo che il problema da questo punto di vista e&apos; globale. Proprio in questi giorni si sta incessantemente parlando di pandemia causata dal diffondersi del &lt;b&gt;virus influenzale A/H1N1&lt;/b&gt;. Il virus si e&apos; diffuso da marzo 2009 a partire dal &lt;b&gt;Messico&lt;/b&gt; in tutto il mondo, e ha origine in grossi allevamenti (&apos;&lt;i&gt;lager&lt;/i&gt;&apos; come li definisce la giornalista &lt;b&gt;Monica Maggioni&lt;/b&gt; nella puntata di &lt;a href=&quot;http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/rubriche/PublishingBlock-f459d8e1-7449-43cb-ae96-100e5f07bb4e.html&quot;&gt;Speciale TG1&lt;/a&gt; del primo novembre) di suini di proprieta&apos; della &lt;b&gt;Smithfield Corporation&lt;/b&gt;. &lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Non so se mai questa multinazionale sia stata chiamata a rispondere delle sue responsabilita&apos;, visto le presunte origini da cui si e&apos; scatenato un simile putiferio. Ma e&apos; certo che a multinazionali del settore si deve la ridenominazione dell&apos;&lt;i&gt;influenza suina&lt;/i&gt; in &lt;i&gt;influenza A/H1N1&lt;/i&gt;. Continuarla a chiamare &lt;i&gt;influenza suina&lt;/i&gt; avrebbe ovviamente causato non pochi danni al settore.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Del resto, si sospetta che dietro questa impunita&apos; ci sia chi ha deciso piuttosto di cavalcare l&apos;onda. Semplicemente, perche&apos; ci sarebbero stati dei buoni margini di speculazione. Prima fra tutti c&apos;e&apos; la &lt;i&gt;lobby&lt;/i&gt; delle grandi case farmaceutiche mondiali ovvero &lt;b&gt;Big Pharma&lt;/b&gt; (***) (A tal proposito, e&apos; molto interessante leggere l&apos;articolo &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/nuova-influenza/affare-vaccino/affare-vaccino.html&quot;&gt;Virus A, affari d&apos;oro per Big Pharma Il vaccino vale 10 miliardi di dollari&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Poi, a seguito, troviamo sicuramente il governo americano. La benedizione di &lt;b&gt;Barack Obama&lt;/b&gt; a questa linea d&apos;azione penso sia sostanzialmente dovuta ad una strategia per tirar su l&apos;economia mondiale, e quindi anche quella americana, in un modo che in pratica si distingue dallo stile guerrafondaio del suo predecessore &lt;b&gt;George Bush&lt;/b&gt;. D&apos;altronde, una simile accondiscendenza gli avrebbe anche semplificato la vita nella sua politica interna. Forse la legge sulla sanita&apos; che sta per essere approvata in &lt;b&gt;America&lt;/b&gt; e&apos; un tacito accordo tra l&apos;oramai soddisfatta &lt;b&gt;Big Pharma&lt;/b&gt; e il governo americano.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Gli &lt;b&gt;U.S.A.&lt;/b&gt;, con la loro influenza mondiale, non hanno impiegato molto a trascinarsi dietro i governi filoamericani e, cosi&apos; facendo, tutti gli altri. Infine, naturalmente, anche i &lt;i&gt;media&lt;/i&gt; hanno trovato in questo fenomeno una buona mucca da mungere. Ma in tutto cio&apos;, quello che e&apos; certo e&apos; che realmente l&apos;&lt;i&gt;influenza A&lt;/i&gt; e&apos; solo una normale influenza che non colpisce ne&apos; piu&apos; ne&apos; meno della classica influenza stagionale. Cio&apos; e&apos; chiaramente esposto nel servizio sulla pandemia del 9 novembre di &lt;a href=&quot;http://www.voyager.rai.it&quot;&gt;Voyager&lt;/a&gt;, nel parere di un esperto dell&apos;&lt;b&gt;Organizzazione Mondiale della Sanita&apos;&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Una storia triste, anche questa. Se queste ipotesi sono verificate, rimangono tante speranze riposte nelle mani di un presidente nuovo, e un&apos;unica grande delusione di tante e tante persone soggiogate per un unico e sporco scopo: il denaro. Peraltro, giocando su un aspetto, quale la salute, che gli esseri umani sono chiamati a preservare per dare maggior senso alla propria esistenza. Quale sarebbe la differenza tra questo approccio e la costrizione alle guerre di &lt;b&gt;George Bush&lt;/b&gt;?&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Dare il giusto rispetto al denaro come unica via per ritrovare il rispetto per le persone e&apos; forse questa la giusta terapia per curare la sanita&apos; malata.&lt;/p&gt;

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        <title type="html">La vendetta della natura</title>
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        <published>2009-03-02T01:39:28+01:00</published>
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&lt;p&gt;Non sono cosa voleva fare o cosa abbia fatto la mano insensibile dell&apos;uomo in &lt;b&gt;Val di Susa&lt;/b&gt;, ma quello che ho visto lungo la &lt;b&gt;Salerno-Reggio Calabria&lt;/b&gt;, nei pressi dei cantieri aperti per l&apos;ammodernamento dell&apos;autostrada, e&apos; qualcosa che lascia una amarezza veramente indescrivibile e una rabbia tale che si trasforma poco dopo in rassegnazione. Un territorio fragile e ricco di fascino ricoperto di boschi folti e rigogliosi, quello attraversato dalla &lt;b&gt;A3&lt;/b&gt; nel tratto lucano. Lontano dalla civilta&apos; non appena si scavalca il &lt;i&gt;guardrail&lt;/i&gt;. Nemmeno il Cristo di &lt;b&gt;Carlo Levi&lt;/b&gt;, fermandosi a &lt;b&gt;Eboli&lt;/b&gt;, aveva avuto il coraggio spingersi fin la&apos; per non rischiare di rompere questi fragili equilibri. Invece la mano insensibile dell&apos;uomo ci e&apos; arrivata e non ha tardato a lasciare il segno. Distese di boschi estirpati e montagne sguarciate per fare spazio a un tracciato piu&apos; scorrevole e moderno. Forte del silenzio della natura che non si e&apos; opposta a questa barbarie.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Forse gli ambientalisti non sono al corrente di questi lavori, o forse hanno sempre preferito fare altre strade o prendere altri mezzi di comunicazione per attraversare l&apos;&lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt;, sta di fatto che in &lt;b&gt;Val di Susa&lt;/b&gt; c&apos;erano ambientalisti dalla &lt;b&gt;Sicilia&lt;/b&gt;. E anche in &lt;b&gt;Calabria&lt;/b&gt; si e&apos; manifestato contro la &lt;b&gt;TAV&lt;/b&gt; in &lt;b&gt;Val di Susa&lt;/b&gt;. Allora come e&apos; possibile che nessuno abbia avuto nulla da obiettare contro scempi di queste dimensioni? Forse perche&apos; ognuno di noi ha visto ancora una volta in modo del tutto egoistico (o menefreghistico) e irresponsabile che alla fine c&apos;e un aspetto economico che torna a vantaggio della popolazione del posto. Ma questa e&apos; una spiegazione che sa&apos; tanto di forzatura.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Anche perche&apos; non so&apos; se sia arrivato prima il ritorno economico o i danni della vendetta della natura. Oggi, a distanza di pochi mesi da quando sono rimasto colpito da quello che ho visto e sto riportando in questo articolo, posso fare una lista di disgrazie che ha colpito il meridione dell&apos;&lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt; e in particolare la terra in cui sono nato e cresciuto: la &lt;b&gt;Calabria&lt;/b&gt;. L&apos;ultima di queste cattive notizie, e sicuramente la piu&apos; clamorosa, mi ha spinto a riordinare le mie idee in questo articolo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Da qualche giorno, a distanza di qualche mese da quando la super moderna &lt;b&gt;Frecciarossa&lt;/b&gt; e&apos; entrata in servizio, c&apos;e&apos; una importante arteria del sistema ferroviario italiano tranciata per via del maltempo. E alcuni mesi passeranno prima che verra&apos; ripristinata (&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/economia/treni-blocco/treni-blocco/treni-blocco.html?ref=search&quot;&gt;Treni, l&apos;Italia si ferma a Lamezia&lt;/a&gt;). Ma questa e&apos; solo il culmine di una serie di notizie che dovrebbero far riflettere ognuno di noi e, in particolare, quelle persone che dovrebbero dare delle risposte quando capitano questi eventi e, invece, se ne lavono allegramente le mani.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Parlo della &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/maltempo-5/frana-a-3/frana-a-3.html?ref=search&quot;&gt;frana sulla A3 a Cosenza&lt;/a&gt; che ha causato morti e feriti, e dell&apos;&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/cronaca/maltempo-3/maltempo-11dic/maltempo-11dic.html?ref=search&quot;&gt;ondata di maltempo nel Reggino&lt;/a&gt; di dicembre, che ha contato una vittima. Ma anche delle meno catastrofiche - ma comunque inquietanti - frane che hanno martoriato nello stesso periodo il territorio calabrese (&quot;&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/maltempo-5/frana-battipaglia/frana-battipaglia.html?ref=search&quot;&gt;Chiusi per frane 60 km di autostrada&lt;/a&gt;&quot;, &quot;&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/maltempo-5/frane-30-gen/frane-30-gen.html?ref=search&quot;&gt;Calabria, frana anche sulla Statale&lt;/a&gt;&quot;, &quot;&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/maltempo/sei-novembre/sei-novembre.html?ref=search&quot;&gt;Maltempo, ancora allerta in molte regioni&lt;/a&gt;&quot; e &quot;&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/cronaca/maltempo-4/13-gennaio/13-gennaio.html?ref=search&quot;&gt;Il Sud nella morsa del maltempo&lt;/a&gt;&quot; sono alcuni articoli a riguardo che sono riuscito a trovare su &quot;&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it&quot;&gt;La Repubblica&lt;/a&gt;&quot;). E, infine, mi riferisco a molti altri piccoli episodi che solo chi vive nei posti interessati sa, e che comunque hanno contribuito allo stato di dissesto totale del territorio.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ancora oggi ci sono casi che dimostrano come spesso la natura non possa essere contrastata. Terremoti, uragani, maremoti, siccita&apos;, incendi sono cause di morte e distruzione tali che, per quanto l&apos;uomo abbia fatto, difficilmente ci si riuscira&apos; a sentire completamente al sicuro da questi fenomeni. Ma non possiamo accettare che in una societa&apos; evoluta come la nostra, dove si vive con elevati tenori di vita e dove la tecnologia ha superato ogni aspettativa pensabile negli ultimi decenni, non si riesca (specialmente in determinate zone d&apos;&lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt;, come la &lt;b&gt;Calabria&lt;/b&gt;, appunto) a controllare il territorio, per renderlo sicuro e vivibile, instaurando con esso un rapporto di armoniosa convivenza.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Paradossalmente, poi, dovrebbe essere proprio la &lt;b&gt;Calabria&lt;/b&gt; la regione ad ospitare un&apos;infrastruttura babilonica come il &lt;b&gt;ponte sullo Stretto&lt;/b&gt;. Non esprimo giudizi a favore o contro questa opera: l&apos;impatto paesaggistico sarebbe violato una volte per tutte (e per rendersi conto realmente di cosa significa cio&apos;, bisogna necessariamente trovarsi in viaggio sulla &lt;b&gt;Salerno-Reggio Calabria&lt;/b&gt;, direzione sud, dopo l&apos;uscita di Bagnara, durante il mattino di una bella giornata di primavera); d&apos;altra parte il rilancio della Calabria richiede necessariamente la realizzazione di una grossa infrastruttura.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;In ogni caso, io prima eviterei i paradossi.&lt;/p&gt;

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        <title type="html">Funari in Paradiso.. Riotta all&apos;Inferno</title>
        <author><name>rocsca</name></author>
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        <published>2008-07-12T16:14:46+02:00</published>
        <updated>2010-10-09T12:52:45+02:00</updated> 
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&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/blog/resource/gianfranco_funari.jpg&quot; title=&quot;Gianfranco Funari&quot; align=&quot;right&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;10&quot;&gt;Sono trascorsi pochi minuti da quando &lt;b&gt;Funari&lt;/b&gt; e&apos; andato via da questo mondo. Per raggiungere cosa? Sicuramente un posto piu&apos; bello di quello raggiunto da molte persone che lo hanno preceduto e da molte persone che lo seguiranno.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Sono convinto di quel che dico perche&apos; nel suo inveire contro questo e contro quello, nel sostenere testardamente certe posizioni e nell&apos;ostinarsi a seguire certe direzioni, si puo&apos; cogliere un modo genuino di leggere la realta&apos; che ci viene ordinariamente proposta, confezionata nel &lt;i&gt;cellofan&lt;/i&gt;. Senza paura di dire qualcosa che scomoda gli &apos;&lt;i&gt;artisti delle confezioni&lt;/i&gt;&apos; o di dire qualcosa che finisce per disgustare l&apos;attore perfetto di questo teatrino, che si trova ad ascoltare le sue parole.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Difatti, lui ha scomodato qualche mente e per questo ha pagato caro con l&apos;allontanamento per anni dalla &apos;&lt;i&gt;TV che conta&lt;/i&gt;&apos;, andando a fare &apos;&lt;i&gt;funarismo&lt;/i&gt;&apos; ai confini della TV - su &lt;b&gt;Odeon TV&lt;/b&gt; o addirittura su &lt;b&gt;Tele Lombardia&lt;/b&gt;. Ma coloro che ce l&apos;hanno mandato hanno fatto male i conti, perche&apos; proprio la&apos; io ho cominciato ad prenderlo in considerazione e ad annoverarlo tra i paladini della liberta&apos; dei giorni nostri.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Tra quelle persone che vogliono un mondo in cui gli interessi della comunita&apos; vengano prima degli interessi del singolo. (Tra le righe vorrei far notare che accanto a lui c&apos;era sempre un certo &lt;b&gt;Antonio Di Pietro&lt;/b&gt;. Un caso o forse una base di integrita&apos; morale comune fra i due?)&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;D&apos;altra parte, molte persone hanno preferito tenere le distanze da &lt;b&gt;Funari&lt;/b&gt;. Lo dimostra l&apos;&lt;i&gt;audience&lt;/i&gt; delle sue ultime apparizioni in TV. Sicuramente il suo stile &apos;ruvido&apos; ha contribuito a tenere a distanza molte persone dalle sue trasmissioni.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ma penso anche che la maggior parte di queste persone sia stata volutamente lontano non perche&apos; non voglia ascoltare parolacce in TV (probabilmente queste costituiscono la &lt;i&gt;raison d&apos;etre&lt;/i&gt; della TV spazzatura che impregna le nostre menti), ma perche&apos; gli piace continuare a basculare nel mondo fantastico in cui la TV li proietta. Impauriti di perdere il loro &lt;i&gt;status quo&lt;/i&gt; che ha un valore incommensurabile, addirittura superiore alla dignita&apos; e alla liberta&apos; che ci sono stati consegnati in una 24 ore con combinazione, dall&apos;&lt;b&gt;Onnipotente&lt;/b&gt; quando ci ha spediti a compiere la nostra missione sulla &lt;b&gt;Terra&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ecco, paradossalmente, e&apos; proprio a quelle persone sorde che vorrei che quest&apos;ultimo paragrafo giungesse. Non affinche&apos; &lt;b&gt;Funari&lt;/b&gt; diventi un oggetto di culto idiolatrico, ma semplicemente perche&apos; non perdano altre occasioni per riprendersi cio&apos; che gli appartiene, liberandosi definitivamente dalla schiavitu&apos; ignara di cui sono vittime.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Un ultimo appunto che sicuramente ha rafforzato le mie congetture su &lt;b&gt;Funari&lt;/b&gt; e&apos; la modalita&apos; con cui &lt;b&gt;Rai Uno&lt;/b&gt; ha dato la notizia. Da premettere che non guardo &lt;b&gt;TG5&lt;/b&gt; per salvagualdare la mia dignita&apos; di &apos;&lt;i&gt;spettatore di telegiornali&lt;/i&gt;&apos; (&lt;img src=&quot;http://www.rocsca.it/images/smileys/wink.gif&quot; class=&quot;smiley&quot; alt=&quot;;-)&quot; title=&quot;;-)&quot; /&gt;). Ma non guardo nemmeno la TV con sufficiente continuita&apos; da reputarmi un &apos;teleaspettaore&apos;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Tuttavia, la notizia della morte di &lt;b&gt;Funari&lt;/b&gt; - che ho ascoltato a &lt;b&gt;Radio Italia&lt;/b&gt; - mi ha non solo colpito, ma anche incuriosito. Sostanzialmente, mi piaceva sapere come se ne sarebbe parlato della morte di un personaggio cosi&apos; insolente. Ebbene, penso che &lt;b&gt;Riotta&lt;/b&gt; abbia dimostrato tutti i limiti che una persona senza colonna vertebrale puo&apos; evidenziare.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La notizia della morte di &lt;b&gt;Funari&lt;/b&gt; e&apos; stata data dopo le notizie di una lunga serie di notizie di morti ammazzati - verso la fine del TG, e seguita dalla notizia delle partenze per le vacanze.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Forse &lt;b&gt;Riotta&lt;/b&gt; si e&apos; semplicemente &lt;i&gt;rotto i coglioni&lt;/i&gt; di cambiare la scaletta del suo TG, visto che &lt;b&gt;Funari&lt;/b&gt; e&apos; morto 40 minuti prima.. Se e&apos; cosi&apos;, i prossimi TG che non guardero&apos; mi smentiranno..&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ho trovato ancora piu&apos; esperessivo ricordare questo personaggio attraverso il potere della satira. Nel video che segue riporto uno &lt;i&gt;sketch&lt;/i&gt; di un grande &lt;b&gt;Corrado Guzzanti&lt;/b&gt; che imita &lt;b&gt;Gianfranco Funari&lt;/b&gt; nella trasmissione di &lt;b&gt;Serena Dandini&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Parla con me&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;object width=&quot;480&quot; height=&quot;385&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/UaEfNaalgfo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/UaEfNaalgfo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; width=&quot;480&quot; height=&quot;385&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/center&gt;&lt;/p&gt;

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        <title type="html">Egoismi americani</title>
        <author><name>rocsca</name></author>
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        <published>2008-03-16T23:37:42+01:00</published>
        <updated>2010-09-20T00:48:41+02:00</updated> 
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&lt;p&gt;L&apos;apertura di nuovi mercati ha sconvolto un po&apos; la vita di tutti. Anche quella di coloro che l&apos;hanno osannata. Primi fra tutti gli &lt;b&gt;Americani&lt;/b&gt;. E, secondo il mio punto di vista, mai piu&apos; di adesso stanno esponendo il loro egoismo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Dalle mie parti, si suole dare del &apos;&lt;i&gt;cazzone americano&lt;/i&gt;&apos; per dire che uno e&apos; proprio un &lt;i&gt;minchione&lt;/i&gt;. Io penso che gli epiteti coneati dai nostri predecessori, come pure i detti, hanno sempre un solido fondamento di verita&apos;. D&apos;altronde, i miei avi hanno avuto modo di conoscere bene di che pasta sono fatti gli &lt;b&gt;Americani&lt;/b&gt; prima per la liberazione dell&apos;&lt;b&gt;Italia&lt;/b&gt; dal fascismo ad opera loro, e poi per l&apos;immigrazione che ci ha visti sbarcare in quantita&apos; nel nuovo continente.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Allora non esito a pensare che il loro egoismo altro non e&apos; che qualcosa di ancor piu&apos; commiserevole.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Forse ci si doveva guardare bene dal diffondere repentinamente il liberismo americano in paesi come &lt;b&gt;India&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Cina&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Corea&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Singapore&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Indonesia&lt;/b&gt; (insieme coprono una popolazione che e&apos; quasi la meta&apos; della popolazione mondiale), ma evidentemente contro le scellerate pressioni delle grosse multinazionali ad aprire le porte di nuovi mercati, l&apos;&lt;b&gt;America&lt;/b&gt; nulla di meglio ha saputo fare se non benedire la &apos;conquista&apos; dell&apos;&lt;b&gt;Est&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Oggi la corsa di questi paesi verso la modernizzazione ha sensibilmente variato la domanda di beni di prima necessita&apos;. E&apos; normale, quei paesi che stanno conoscendo l&apos;industrializzazione stanno alzando giorno dopo giorno il loro tenore di vita. Cambiano le abitudini, quindi, di un sempre piu&apos; alto numero di persone di quei paesi. Anche quelle alimentari. Ad esempio, molte persone si possono permettere di mangiare la carne bovina a tavola. Quindi, diciamo che mediamente un cinese consuma un chilo di carne bovina in piu&apos; rispetto all&apos;anno precedente. Questo si riflette in un grosso aumento di capi bovini da allevare. E quindi nel consistente aumento di produzione di cereali. Potrebbe essere questa una spiegazione del perche&apos; il prezzo dei cereali e&apos; cresciuto cosi&apos; tanto.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;D&apos;altra parte, l&apos;industrializzazione di suo richiede l&apos;impiego di macchine e, quindi, di combustibile per farle funzionare. Non e&apos; difficile immaginare che il progresso di questi paesi abbia fatto impennare il fabbisogno mondiale di combustibile. Avrei due congetture da esporre a seguito:&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;ol&gt;&lt;br/&gt;
&lt;li&gt;La corsa degli &lt;b&gt;Americani&lt;/b&gt; per la &apos;conquista&apos; del medioriente&lt;/li&gt;&lt;br/&gt;
&lt;li&gt;L&apos;&lt;b&gt;America&lt;/b&gt; che non mette mano alle proprie scorte di petrolio e piuttosto si mette a produrre migliaia di tonnellate in piu&apos; di mais a discapito della produzione di grano e soia&lt;/li&gt;&lt;br/&gt;
&lt;/ol&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Mi viene da pensare che la frenetica individuazione di motivazioni valide contro l&apos;&lt;b&gt;Iraq&lt;/b&gt;, l&apos;&lt;b&gt;Afghanistan&lt;/b&gt; e l&apos;&lt;b&gt;Iran&lt;/b&gt; altro non e&apos; che una conseguenza della logica seguita in questa argomentazione. La crociata americana in medio oriente avrebbe garantito la tensione giusta per tenere alto il prezzo del petrolio e, soprattutto, il controllo del petrolio (Come poi oggi si e&apos; verificato). L&apos;&lt;b&gt;America&lt;/b&gt; - nella figura delle grandi multinazionali petrolifere - in questo modo vedrebbe realizzata la massimizzazione dei profitti completata dalla elevata domanda di combustibile causata dalla enorme e sempre piu&apos; crescente richiesta dei paesi dell&apos;estremo oriente asiatico (come penso che si stia verificando).&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Probabilmente, il benessere dei paesi dell&apos;&lt;b&gt;Est&lt;/b&gt; asiatico e&apos; esploso troppo in fretta. Ma sicuramente l&apos;economia mondiale si sarebbe saputa autoregolare per soddisfare anche la crescente richiesta di carni bovine ovvero di cereali necessari agli allevamenti di carne bovina. Tuttavia, il boom della domanda di combustibile ha spinto molti paesi al cambio di destinazione delle colture di grano e soia in colture di mais. Infatti, al contrario di cio&apos; che ci si aspetterebbe, la produzione di mais non e&apos; aumentata per alimentare un numero crescente di capi bovini da macello, ma per aumentare la produzione del piu&apos; remunerativo combustibile (&lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt; biocarburanti). Tra gli altri effetti ottenuti da questo scossone delle abitudini alimentari mondiali, c&apos;e&apos; stato l&apos;aumento del prezzo delle farine, con conseguenze che si annunciano devastanti per i paesi piu&apos; poveri. In prima fila, tra quelli che hanno attuato questo gioco, troviamo gli &lt;b&gt;Americani&lt;/b&gt; che sono i primi produttori di mais al mondo. Nel loro stile, non hanno guardato in faccia nessuno. Infatti, il governo ha incentivato la produzione di biocarburanti (anche se risaputamente si possono produrre in modo piu&apos; naturale - generando meno inquinamento - dalla canna da zucchero, favorendo tra l&apos;altro l&apos;economia di un paese povero come il &lt;b&gt;Brasile&lt;/b&gt;). Oltretutto, gli &lt;b&gt;Americani&lt;/b&gt; detengono grosse scorte di petrolio e sicuramente potevano fare scelte piu&apos; altruiste.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Difatti, cio&apos; dovrebbe dare un fondamento piu&apos; solido ad uno dei fenomeni scaturiti dall&apos;apertura affrettata dei nuovi mercati o, se si preferisce, dalla nuova ondata di &apos;egoismi americani&apos;. &lt;/p&gt;


&lt;p&gt;In conclusione, tutti dovremmo tenere ben chiaro in mente un&apos;obiettivo fondamentale a cui si mira ovvero il benessere dell&apos;essere umano e dell&apos;umanita&apos;. Ancor di piu&apos; dovrebbe essere chiaro che lo strumento fondamentale per il raggiungimento di questo scopo e&apos; la redistribuzione del benessere che attualmente detiene sono una piccola fetta del pianeta, e di quello che si produrra&apos; in seguito. E in tutto questo non c&apos;e&apos; spazio per scopi subdoli. Gli effetti cominciano a pregustarsi e potrebbero non risparmiare nessuno..&lt;/p&gt;

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